CERTEZZE IMPERITURE

Aca, le spese aumentano, gli utili in calo. Tornano i tempi bui?

Approvato bilancio di previsione ma non mancano sorprese

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Aca e crediti non riscossi: l’ufficio “sabotato” per anni e “software d’oro” inutile

 

 

PESCARA. Passano gli anni ma in casa Aca non mancano mai sorprese e colpi di scena, con aumenti di spesa in vista, cali sul fronte delle entrate e il direttore generale che guadagna quasi come Angela Merker, poco sotto i 200 mila euro annui.

 

Eppure la maggioranza dei sindaci di centrosinistra, 25 in tutto, ritiene che in casa Aca vada tutto bene e qualche giorno fa è stato approvato il bilancio di previsione senza troppi problemi.

I rappresentanti del centrodestra hanno storto il naso ma i numeri sono stati dalla parte di chi ha dato il via libera.

Da chiarire, comunque, l’aumento vertiginoso della spesa per il personale per oltre 7 milioni nel prossimo triennio, con un calo degli utili di 5 milioni di euro, e la previsione di un compenso stratosferico, appunto, per il Direttore generale.

 

Il centrodestra non ci sta e denuncia «un totale senso di irresponsabilità oltre che di trasparenza precludendo ai soci anche la preventiva visione degli investimenti programmati, un atteggiamento che riteniamo ingiustificabile e assurdo e di cui dovranno dare conto ai propri cittadini».

La verità è che il recente passato ‘buio’ improntato al risparmio, quando a guidare il carrozzone c’era Vincenzo Di Baldassarre, sembra definitivamente archiviato.

Per esempio, pure lo stop alla chiamata esterna compulsiva era andato avanti un bel po’, giustificato  dal concordato avallato dal Tribunale di Pescara dopo aver accumulato 120 mln di euro di debiti grazie ad una gestione più che “problematica” tra molti inciampi e voragini di vario genere.

Poi qualcosa è nuovamente cambiato: la sensazione era stata già chiara la scorsa primavera quando in pochi mesi la società era riuscita ad accumulare quasi mezzo milione di euro di consulenze esterne. 

Nell’ultimo anno, invece, ancora una quarantina di incarichi esterni per un totale di circa 230 mila euro usciti dalle casse della società, non contando però tutte le chiamate di avvocati, per assistenze legali.

Diciannove in tutto. In quel caso infatti il compenso non viene mai indicato precisamente ma c’è un vago «nei limiti dei 40 mila euro».

E restare sul vago non è una novità per l’Aca che sul personale a tempo indeterminato fornisce sul sito notizie  aggiornate al 2013 (174 dipendenti per una spesa di 6,3 milioni di euro) e il compenso dei dirigenti è fermo al 2015 ma, in quel caso, forse, ben poco è cambiato: tra i 7 e i 9 mila euro per direttore generale, direttore amministrativo direttore tecnico e vice direttore generale il che vuol dire sfiorare i 200 mila euro annui.

Tornando all’approvazione di qualche giorno fa i 25 sindaci del centrosinistra hanno votato favorevolmente la proposta di bilancio previsionale nonostante nel corso del dibattito, aspro e lungo, si siano levate non poche voci di dissenso – hanno fatto notare i sindaci di centrodestra -.

«Oggi risulta davvero difficile comprendere il senso di assoluta irresponsabilità dei soci che hanno avallato questo bilancio di previsione nonostante sia emerso, solo all'esito di una pressante sollecitazione dell'assemblea, un grave e preoccupante scostamento rispetto alle previsioni del piano concordatario che pure nel documento presentato si era affermato di voler rispettare».

 


IL PIANO CONCORDATARIO

I sindaci di centrodestra dissenzienti hanno spiegato che rispetto alle previsioni del piano concordatario si registra un vertiginoso aumento della spesa del personale per oltre 7 milioni di euro nel prossimo triennio e un altrettanto preoccupante calo degli utili per oltre 5 milioni di euro nel periodo 2018-2020.

In questo contesto, con una società che ha tagliato le somme dovute ai suoi creditori ed è in ritardo di un anno nel rimborso delle rate di mutuo ai Comuni, è apparso ai più davvero assurdo prevedere per la figura del direttore generale con un compenso stratosferico di 190mila euro all'anno, arrivando persino a respingere una proposta proveniente dall'assemblea per ridurlo almeno a 120mila euro, scelta per la quale riteniamo doveroso chiedere ai sindaci favorevoli di rendere conto nei loro consigli comunali.

«Purtroppo - hanno concluso i sindaci di centrodestra - questo Consiglio d’amministrazione ha mostrato di non avere la necessaria consapevolezza dell'esigenza di trasparenza, precludendo persino la preventiva visione ai soci del piano degli investimenti programmati, ed è apparso privo dell'adeguato controllo amministrativo-contabile necessario per evitare che venga dilapidata, come purtroppo sembra probabile, la straordinaria opera compiuta dal precedente».