IL FATTO

Carcere Teramo, mancano almeno 50 agenti di polizia: «situazione esplosiva»

La denuncia di Nardella della Uil

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

63

Aggressione a poliziotta nel carcere di Teramo


 

TERAMO. Viene descritta come «esplosiva» la situazione per i baschi blu al carcere di Teramo.


Ad un sovraffollamento detentivo già di per sé fuori dai canoni previsti fa da contraltare una carenza organica nell'ambito della polizia penitenziaria divenuta veramente molto seria.


Ad affermarlo è il segretario regionale della Uil PA penitenziari Mauro Nardella.


Ad un organico di 216 unità previsto sta facendo seguito un numero di poliziotti amministrati pari a 168.


«Tuttavia la situazione è resa ancor più imbarazzante dalla mancanza all'appello di ben 27 tra distaccati in altre sedi, lunghe malattie, maternità ex L. 53/2000 e personale posto in congedo forzato poiché prossimi alla pensione», precisa Nardella.

La situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi nei prossimi mesi in quanto 22 unità sono in procinto di andare in quiescenza. Di questi 8 risultano già assenti o perché posti in congedo ordinario o perché assenti per motivi di salute. Il tutto per un organico deficitato di ben 75 unità.



«Numeri impietosi», continua Nardella, «che stanno rendendo la situazione davvero insostenibile ed incapace di riuscire a garantire finanche i livelli minimi di sicurezza. La condizione di enorme stress al quale viene sottoposto tutto il personale pregiudica la possibilità di adempiere ai doveri istituzionali così come sarebbe bene e giusto fare con conseguenze potenzialmente molto pericolose in relazione a ipotesi di burn out».

«A non facilitare certamente il compito ci si è messa anche l'Amministrazione la quale al nostro grido di aiuto circa la necessità di integrare il personale di rinforzi ha fatto seguire invece un calo soprattutto nell'ambito femminile ove ad un invio di 2 unità è stata fatta corrispondere l'uscita di ben 4 poliziotte», prosegue scandalizzato Nardella.

A forte rischio sono il godimento di ferie e riposi (ad oggi il personale ha accumulato una considerevole quantità di congedi ordinari arretrati); i richiami in servizio compromettono il regolare susseguirsi di riposi restauratori; a rischio anche la possibilità di coprire turni di servizio e le tantissime traduzioni dei detenuti.