ORE DECISIVE

Omicidio Alessandro Neri, la mamma ascoltata per tre ore dai carabinieri

Si continuano a ricostruire le ultime ore di vita del giovane

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Omicidio Alessandro Neri, la mamma ascoltata per tre ore dai carabinieri


PESCARA. Bocche cucite da parte degli inquirenti, strettissimo riserbo sui risultati dell’autopsia: si sta lavorando senza sosta sull’omicidio del giovane Alessandro Neri ucciso con un colpo di arma da fuoco al torace e trovato morto nel pomeriggio di giovedì in un canale alla periferia sud di Pescara.


Proprio l’eccessivo silenzio lascia intendere che una svolta possa essere vicina. Se in un primo momento si pensava all’azione di un killer professionista (visto il colpo di pistola al torace, come una vera e propria esecuzione) prende sempre più piede l’ipotesi di un gesto improvvisato dal momento che il cadavere è stato abbandonato in una zona impervia ma comunque facilmente raggiungibile dalla città.

Altro elemento che indirizza su questa pista anche la scelta di aver lasciato il cellulare del giovane vicino al corpo di Alessandro. Un telefono che ha ‘parlato’ e che ha indirizzato i carabinieri, e i cani molecolari, proprio nel luogo del ritrovamento.

Ieri intanto è stata eseguita l'autopsia dal medico legale Cristian D'Ovidio; vi ha preso parte anche un ufficiale dei carabinieri del Ris di Roma, esperto di balistica.

E' durata diverse ore e sui risultati, a cui gli inquirenti danno molta importanza, viene mantenuto uno stretto riserbo anche se alcune indiscrezioni trapelate parlerebbero di «elementi molto utili» .

Dall'autopsia è emerso, tra l'altro, che sul corpo del giovane, probabilmente ucciso 48 ore prima del ritrovamento, non vi sarebbero segni di colluttazione.

Proseguono gli accertamenti sulla macchina del 29enne, trovata mercoledì mattina parcheggiata in pieno centro a Pescara, anche se al momento non risultano elementi per poter dire che non sia stato lui a lasciarla lì.

Inoltre il suo corpo sarebbe stato gettato nel torrente da due metri di altezza.

Da queste risultanze gli inquirenti potrebbero arrivare anche a determinare l'ora della morte e soprattutto la distanza da dove è stato sparato l'unico colpo al giovane.

Domenica gli inquirenti hanno ascoltato di nuovo e per ben tre ore la madre del giovane, Laura Lamaletto, che avrebbe raccontato ulteriori dettagli su abitudini e frequentazioni del figlio.


Si tratta di «una normale audizione», ha precisato il colonnello dei carabinieri, Marco Riscaldati.

Gli inquirenti hanno anche ascoltato più volte anche gli altri familiari, noti imprenditori vinicoli.

Anche Alessandro lavorava nella splendida e premiata azienda 'Il Feuduccio' a Orsogna, in provincia di Chieti. Fondata nel 1995 dal nonno materno Gaetano Lamaletto e da sua moglie Maria, tornato in Abruzzo a produrre vini di alta qualità dopo 40 anni in Venezuela dove, arrivato da emigrante, aveva costruito una fortuna producendo ceramiche per l'edilizia. La famiglia di Alessandro, mamma Laura, il papà Paolo Neri, orafo a Firenze, e i quattro figli, avevano raggiunto nonno Gaetano successivamente dalla Toscana.

Attesa anche per conoscere gli esiti dell'analisi dei tabulati telefonici sul cellulare del giovane e delle ultime persone con cui è entrato in contatto.

Alessandro aveva appuntamento con qualcuno? Chi sono le ultime persone ad averlo visto vivo?



Gli inquirenti hanno appreso da una serie di testimoni abitudini e incontri avuti da Alessandro nell’ultimo periodo con l’intento di capire chi potesse avere motivi così gravi da poter ammazzare il ragazzo (anche in un momento di rabbia improvvisa e senza premeditazione).

Quali screzi? Quali motivi?    

Sarebbe inoltre emerso che Alessandro negli ultimi giorni era meno sereno del solito, forse, per un alterco o discussione avuti con qualcuno: si cerca di scandagliare l’ambito lavorativo e quello delle amicizie.


Tutte piste che potrebbero essere confermate -oltre che dalle testimonianze- anche da una serie di dati tecnici che stanno emergendo come il tracciamento gps del cellulare, le chat WhatsApp, le mail dei computer pure portati via dai carabinieri.

Gli inquirenti sembrano ora più guardinghi e prudenti, non parlano e continuano cercare in attesa che più indizi indichino almeno la pista giusta da seguire.  

Dopo qualche giorno le ipotesi di killer dal Venezuela appaiono molto più fantasiose di quanto non lo fossero già prima e tutto sembra restringersi al solo Abruzzo ma forse in un’area più ampia di quella Pescara-Spoltore.


La procura sempre domenica ha anche dato il nulla osta per la riconsegna ai familiari della salma.

Non si conosce ancora la data dei funerali: dovrebbero essere celebrati nei prossimi giorni, in attesa dell'arrivo dei fratelli e dei parenti del ragazzo che vivono all'estero.