L'ABBAGLIO

Insegne pubblicitarie luminose: vietate dal codice ignorate dal Comune di Pescara

Il cartello luminoso della discordia di via Michelangelo ha fatto insorgere Maurizio Acerbo

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Insegne pubblicitarie luminose: vietate dal codice ignorate dal Comune di Pescara

 

PESCARA. Lì quell’impianto non potrebbe starci. E non solo perché negli ultimi giorni è stato montato il manifesto elettorale del presidente D’Alfonso, aspirante senatore. E’ vero che la prefettura vieta espressamente, nei 30 giorni antecedenti il voto, manifesti su dispositivi luminosi ma anche il Codice della Strada parla chiaro e allarga di gran lungo il raggio di azione.

Non si può. Punto

E’ vietato, recita l’articolo 23, perché impianti con sorgente luminosa possono «arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione».

Il principio è semplice: se metti un manifesto luminoso, magari abbagliante, magari mobile chi passa in macchina lì sotto è portato a distrarsi potendo creare qualche disturbo ai passanti che attraversano sulle strisce, per esempio...

E anche il Comune di Pescara sa bene che quel cartello lì non potrebbe starci.

Lo sa da almeno 3-4 anni, quando partì una segnalazione circostanziata con la richiesta di smontarlo perché lì non può stare con tanto di indicazione dell’articolo del codice.

Gli anni sono passati e l’impianto è rimasto al suo posto, a macinare soldi perché appetibile e ben visibile.

Resta da capire se il Comune riscuota la tassa di affissione per esempio.

La logica vorrebbe che la risposta fosse: no (come si fa a riscuotere una tassa su un cartellone abusivo?)

Ma siccome bisogna sempre prepararsi al peggio potrebbe anche essere che il Comune in predissesto incassi somme magari non basse che comunque fanno comodo e chiudendo gli occhi così da non vedere il banner pubblicitario che vedono tutti gli altri.

I cartelloni luminosi nei pressi delle strade sono sempre vietati e quelli di via Michelangelo sono due, ai due lati del parcheggio e stanno lì dal 2012.

Comunque due giorni fa i vigili urbani, proprio su segnalazione di Maurizio Acerbo, candidato di Potere al Popolo alle prossime elezioni politiche, sono intervenuti, per verbalizzare la presenza del  tabellone luminoso.

Siamo certi dunque che i vigili questa volta sono stati costretti a vederlo e ne abbiamo prova.

Nel regolamento comunale di Pescara dell’imposta sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni tuttavia si dice, però, che l’“impianto di pubblicità o propaganda”  può essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta e che la tariffa di imposta è maggiorata del 100%.

Poi però si specifiche che il “manifesto”  realizzato in materiale di qualsiasi natura privo di rigidezza, «finalizzato alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici», posti in opera su strutture murarie o su altri supporti «non può essere luminoso né per luce propria né per luce indiretta».

Il regolamento comunale in ogni caso non può derogare al Codice della Strada ed in ogni caso fosse anche solo per precauzione e sicurezza sarebbe opportuno rimuoverli.