IL FATTO

La truffa del trattore va a monte grazie all’intuito di due carabinieri

Controllati all’uscita dell’ufficio postale

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La truffa del trattore va a monte grazie all’intuito di due carabinieri

 

 

SILVI. Due persone che escono dall’ufficio postale, una pattuglia di carabinieri che li nota e decide di femarli per un normale controllo. E’ stato questo l’inizio della scoperta di una truffa andata a monte grazie ad intuito e un pizzico di fortuna.

 

E’ successo ieri verso le 16.00, i carabinieri di Silvi hanno proceduto al controllo di due persone sospette che erano appena uscite dall’ufficio postale. Dalle verifiche effettuate è emerso che i due, poi identificati per F. P., 66 anni, di Silvi e L. F., 52 anni, di San Severo, in provincia di Foggia, già noti alle Forze dell’Ordine, avevano appena riscosso un vaglia postale di 2.500 euro.

I militari, in breve tempo hanno svolto tutte le indagini per capire da dove provenisse una somma di denaro così ingente, scoprendo che i due, nei giorni precedenti avevano pubblicato un annuncio su un sito internet di commercio on line, per la vendita di un trattore agricolo al prezzo particolarmente vantaggioso di 4.000 euro. All’inserzione aveva risposto un agricoltore aquilano, il quale aveva poi iniziato la trattativa per l’acquisto del trattore.

Piccolo particolare: non esisteva alcun trattore.

Il pagamento avviene.

Ingegnoso lo stratagemma adottato dai due malviventi: in seguito alla compravendita avviata via internet, è stato chiesto alla vittima del raggiro di effettuare un vaglia postale a titolo di acconto per bloccare la merce, e poi di inviare copia della ricevuta del vaglia postale con i codici coperti come assicurazione dell’avvenuto versamento dell’acconto pattuito.

In seguito, al truffato veniva inviata una e-mail con un finto link di Poste Italiane in cui veniva richiesto, per conferma del vaglia, l’inserimento dei relativi codici, che però venivano inviati non certo a Poste Italiane ma ai truffatori, che immediatamente dopo si recavano alla posta per riscuotere i 2.500 euro del vaglia di acconto.

Dalle indagini è emerso che ci sarebbero molte altre vittime dei due abili truffatori, che così sono stati tratti in arresto in flagranza di reato per il reato di truffa aggravata e posti a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, in attesa delle rispettive determinazioni.