ACCUSE

La società del cementificio di Vasto contro il direttore dell’Arta: «da lui notizie false»  

Secondo la società non ci sarebbe «nessun pericolo di inquinamento». L’Arta ha espresso due pareri favorevoli

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La società del cementificio di Vasto contro il direttore dell’Arta: «da lui notizie false»  

Francesco Chiavaroli

 

VASTO. Minacce di querele e richieste di precisazioni verso una serie di dichiarazioni rese nei giorni scorsi anche da esponenti istituzionali.

 

La società Es.Cal. Srl (già Vastocem Srl) in persona del suo legale rappresentante pro tempore, Gerardo Ramundo, tiene a precisare che il costruendo impianto nei pressi di Punta Penna non presenta alcun problema di incompatibilità ambientale perchè si tratta di «mero impianto a freddo che non ricade neppure affatto nella perimetrazione della riserva “Punta Aderci” ma nella fascia di protezione esterna allo stessa e che rispetta perfettamente la normativa vigente».

La contestazione della società ha come indirizzo i giornali locali, minacciati di querela,  perchè  avrebbero diffuso una serie di notizie «false e imprecise» da alcune settimane raccontando anche il corteo che ha mobilitato centinaia di persone e riportato dichiarazioni istituzionali che non sono state gradite dai titolari della società. Anzi bollate come false.

Una di queste dichiarazioni è quella contenuta in una nota del direttore dell’Arta, Francesco Chiavaroli, che appena dopo la manifestazione ha detto:  «Ho creato questa task force interna di variegate professionalità - spiega Chiavaroli - per avere un'esatta cognizione delle potenziali interferenze dell'attività produttiva sull'area protetta, in applicazione del principio di precauzione di derivazione europea, trasposto nel codice dell'ambiente vigente in Italia, in modo da poter fornire un contributo qualificato nella discussione in corso e anche nell'ipotesi che l'Agenzia sia chiamata ad esprimere un parere tecnico nella successiva fase procedimentale dell'opera».  Chiavaroli ricorda che ad oggi Arta «non è mai stata investita ufficialmente della questione. La tematica, tra l'altro, non è stata ancora affrontata neanche in seno al Comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci, di cui, come opportunamente richiesto dall'assessore all'ambiente e vice sindaco del Comune di Vasto, l'Agenzia fa parte da pochi mesi con un proprio rappresentante, l'ingegner Massimo Di Gennaro dell'Ufficio Controlli Integrati del Distretto subprovinciale di San Salvo-Vasto».

 

 

Ramundo però ribatte: «al contrario di quanto riportato, in realtà non solo l’Arta è stata ufficialmente “investita” della questione ma ha addirittura espresso non solo uno ma ben due pareri completamente favorevoli all’insediamento a firma del Dirigente Dott. Chim. Roberto Cocco:

a)    In data 09/01/2013 con nota prot. 25 trasmessa alla Provincia di Chieti in data 16/01/2013 con riferimento alla conferenza di servizi del 06/12/2012;

b)    In data15/03/2013  con nota prot. 436 trasmessa alla Provincia di Chieti in data 18/03/2013 con riferimento alla conferenza di servizi del 18/03/2013)» .

 

«Orbene», aggiunge Ramundo, «è evidente che egli (Chiavaroli ndr) avesse il dovere di riferire la verità riconoscendo che sia vero l’esatto contrario di quanto egli assume: ovvero che non solo l’ARTA sia già stata ufficialmente investita della questione ma che per ben due volte la stessa abbia espresso parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera derivanti dallo stabilimento produttivo della Es.Cal. Srl (ex Vastocem Srl) sito a Vasto nella Zona Industriale di Punta Penna, con relativi nulla osta».

 

La nota della società, controfirmata dall’avvocato Gianpaolo Tancredi,  che in realtà è un preannuncio di azioni giudiziarie per presunta diffamazione, contesta alle testate locali l’aver riportato una dichiarazione ufficiale, peraltro scritta, di una fonte istituzionale che avrebbe fornito informazioni errate.

La missiva non fa che provare ulteriormente come i toni siano particolarmente alti e sull’argomento si sia creato un clima di eccessivo disorientamento e confusione.

Il presunto errore del direttore dell’Arta non ha aiutato a rasserenare gli animi nè a recuperare obeittività.