LA DENUNCIA

Palestra Liceo D’Ascanio Montesilvano, Forza Italia firma esposto alla Corte dei Conti

«Disponibili 800 mila euro ma progetto accantonato»

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Palestra Liceo D’Ascanio Montesilvano, Forza Italia firma esposto alla Corte dei Conti

 

MONTESILVANO. Forza Italia ha firmato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere la verifica sulla mancata realizzazione della palestra al liceo D’Ascanio di Montesilvano.

 

«Se il Liceo Scientifico ‘di Montesilvano nel 2018 non ha ancora una palestra o un pattinodromo, la responsabilità è esclusivamente del Presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco che, quando si è insediato, ha preso il progetto redatto dallo Studio Cerasoli e lo ha chiuso in un cassetto, dopo aver saldato la parcella con soldi pubblici, e ha utilizzato gli 800mila euro destinati alla struttura per ripianare il suo bilancio», ha denunciato il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio Rapposelli, che nella giunta provinciale Testa ha rivestito la carica di assessore all’edilizia scolastica e di vicepresidente.

Forza Italia vuole sapere sapere se sia legittimo prendere il progetto dello Studio Cerasoli e accantonarlo, dopo averlo pagato con soldi pubblici, per far redigere una progettazione ex novo dai genitori e dai docenti degli studenti di una scuola, o se, nel caso, non si ravvisi il rischio di un danno erariale.
«Quello che hanno maldestramente tentato di fare il Presidente Di Marco e il Presidente D’Alfonso è fin troppo chiaro e scontato», insiste Rapposelli: «usare i nostri Istituti scolastici a fini propagandistici ed elettorali facendo finta di tirare fuori dal cilindro milioni e milioni di euro che sono ancora tutti da vedere. Peccato che sul Liceo Scientifico ‘D’Ascanio’ abbiano esagerato, tentando di trasformare una responsabilità politica e amministrativa, o meglio, una colpa, in un momento di grazia - ha osservato il consigliere Rapposelli».

Al Liceo D’Ascanio la giunta provinciale di centrodestra aveva realizzato in tre anni, dal febbraio 2010 al giugno 2013, «ciò che il Pd e i Presidenti D’Alfonso-De Dominicis, non erano stati in grado di realizzare in 27 anni di governo, ossia la nuova scuola con un investimento di 9milioni di euro».

Poi era il turno della palestra o del pattinodromo, per il quale l’assessore al Patrimonio Cilli aveva ottenuto un finanziamento di 900mila euro complessivi.

Venne affidata la progettazione dell’opera allo Studio Cerasoli che, peraltro, aveva anche ideato una modifica della viabilità tutt’attorno, progetto regolarmente riconsegnato e pagato. Una volta insediato il Presidente Di Marco avrebbe dovuto semplicemente proseguire il percorso intrapreso e appaltare l’opera, e invece no.

«Il Presidente Di Marco ha distratto quegli 800mila euro disponibili, li ha tolti alla scuola e agli studenti, e ha usato la somma per ripianare il bilancio che lui stesso aveva mandato in crisi», insiste Rapposelli.

«Oggi, dopo quattro anni, e a un mese dalle nuove elezioni politiche che vedranno candidato il Governatore D’Alfonso, ecco che spuntano fuori 1milione 400mila euro fondi Cipe per ri-finanziare la palestra. Ma il dettaglio che veramente rende vergognosa tale operazione è che il Presidente Di Marco ha gettato all’aria un progetto già realizzato e pagato con i soldi dei pescaresi, per finanziare un nuovo intervento che si sono autodisegnati docenti e genitori, vittime inconsapevoli di una chiara strumentalizzazione politica. Peccato che tra i vari annunci nessuno ieri, nella foga dell’Open day elettorale, si sia preoccupato di chiedere i tempi dell’operazione ‘palestra’: ovvero, fatto il progetto preliminare, chi e quando trasformerà le carte della scuola in progetti definitivi ed esecutivi. Quando ci sarà la gara d’appalto per far aprire il cantiere e quando effettivamente verrà materialmente erogato il fondo da 1milione 400mila euro. Domande - ha aggiunto il consigliere Rapposelli - che a questo punto faremo nostre per avere risposte dal Presidente Di Marco e contestualmente capiremo se nella procedura adottata dal Presidente e dal Governatore Di Marco possa ravvisarsi il danno erariale, visto che il progetto varato dalla giunta di centrodestra era stato regolarmente approvato, o se sia legittima la scelta di pagare quel progetto mai contestato e contemporaneamente cestinarlo ad appena tre anni e mezzo di distanza».