STALLO E VELENI

Piano d'Orta, Ministero diffida proprietà e si rischiano nuovi impedimenti alla messa in sicurezza

Scambio tra Edison e Moligean Srl, ed il liquido rosso e tanto altro lì rimangono

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

261

Piano d'Orta, Ministero diffida proprietà e si rischiano nuovi impedimenti alla messa in sicurezza

ABRUZZO.  Il Ministero dell'Ambiente ha inviato una diffida alla società Moligean Srl sulla questione della messa in sicurezza e bonifica del sito inquinato di Piano d'Orta.


La dirigente Laura D'Aprile è intervenuta dopo un durissimo scambio di note tra la Edison, individuata come responsabile della contaminazione, e, appunto, la società Moligean Srl, che ne è attualmente proprietaria.

Secondo quanto emerso una delle criticità riguarda la sicurezza degli edifici industriali o il loro abbattimento per permettere alle maestranze di operare in sicurezza per le lavorazioni previste per attuare le misure di prevenzione.

Secondo la proprietà sarebbero a rischio.

Tali interventi sono di competenza della proprietaria Moligean, come stabilito da tempo. Nei precedenti incontri il Ministero aveva chiesto di avviare immediatamente le procedure di abbattimento previo passaggio con Sovrintendenza e Comune al fine di valutare la sussistenza di eventuali manufatti di archeologia industriale da salvaguardare.

A oltre un mese dall'ultima conferenza dei servizi evidentemente non sono state risolte problematiche note da tempo e per le quali le riunioni avevano dato indicazioni chiarissime su come procedere.


L’altro problema che è sul tavolo è la rimozione dei rifiuti in superficie, che derivano dall'abbattimento di alcuni edifici avvenuto decenni or sono dopo che la proprietà era passata di mano pervenendo alla Moligean. Questa quota parte di rifiuti non riguarda quindi Edison che invece deve intervenire sui suoli e sulle scorie derivanti dall'attività industriale.


Il Forum H2O interviene sull’argomento e stigmatizza ancora una volta l’atteggiamento ostruzionistico che appare persistere su questioni fondamentali per la messa in sicurezza delle aree che sono contaminate.

«In quell’area», spiega una nota del Forum, «ci sono situazioni incredibili come la vasca con liquido rosso fuoco che deve essere smaltito quanto prima e che è localizzata proprio dentro uno degli edifici. Ovviamente se la situazione dovesse persistere siamo pronti a rivolgerci alla Magistratura. Tra l'altro qui non si è arrivati neanche a discutere sulla questione del valore o meno storico dei manufatti su cui anche noi cui ci siamo espressi ma si temporeggia e basta. Tutto ciò è inaccettabile. Dopo l'incredibile storia del diniego all'accesso agli atti da parte del Comune di Bolognano, sconfitto poi in sede di difensore civico dalla SOA, continuano a gravare ombre sul futuro dell'area a 11 anni dal sequestro operato dalla Forestale».