SANITA'

Bimba di pochi mesi morta a Pescasseroli, Asl: «fatto tutto per salvarla»

Consigliere Di Nicola presenta interrogazione per conoscere dinamiche e soccorsi

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Bimba di pochi mesi morta a Pescasseroli, Asl: «fatto tutto per salvarla»




AVEZZANO. È stato fatto tutto per salvare una bimba di Pescasseroli (L'Aquila), che fra pochi giorni avrebbe compiuto tre mesi, arrivata morta all'ospedale di Avezzano.

Il vertice all'ospedale di Avezzano per ricostruire la vicenda, con il dg della Asl provinciale dell'Aquila, Rinaldo Tordera, e il direttore sanitario di presidio, Lora Cipollone, sulla base delle informazioni fornite dal direttore del 118 Gino Bianchi, riferisce la stessa Asl.

«Al suo arrivo al distretto sanitario di Pescasseroli la bimba (e non un bimbo come si era appreso in un primo momento ndr.) - afferma Tordera al termine della riunione - era purtroppo in condizioni disperate: è stata sottoposta immediatamente a manovre rianimatorie e monitoraggio con monitor defibrillatore ed è risultata immediatamente evidente la mancanza di attività cardiaca».

«La bimba - riferisce il manager - poco dopo le 10.00 è stata portata dai genitori al distretto sanitario di Pescasseroli dove è stata immediatamente soccorsa dal medico della postazione fissa del 118, dr. Giovanni D'Ercole. La piccola, che versava già in uno stato gravissimo, confermato dalla presenza dei sintomi della 'midriasi fissa', è stata sottoposta ad accurato monitoraggio e manovre di rianimazione».

 Due le richieste di intervento all'elisoccorso, uno all'Aquila e l'altro a Pescara, ma i mezzi sono stati ostacolati dal maltempo. A quel punto è stato organizzato il trasporto in ambulanza da Pescasseroli con la scorta dei carabinieri. «Quando, alle 11,54, l'ambulanza è arrivata al presidio marsicano la bambina era morta».

Intanto c’è anche un'interrogazione finalizzata «a conoscere le esatte dinamiche della drammatica vicenda»: l’ha  presentata dal consigliere regionale della maggioranza di centrosinistra (Centro democratico) Maurizio di Nicola.

Lo fa sapere in una nota lo stesso consigliere, ex sindaco di Pescina (L'Aquila).

«Nel documento ho chiesto al presidente, Luciano D'Alfonso, e all'assessore regionale alla Programmazione sanitaria, se questo ennesimo caso non chiami in causa l'intera riorganizzazione del servizio 118, ivi inclusi gli aspetti legati alla motorizzazione e all'equipaggiamento dei mezzi di soccorso operanti in aree montane e, infine, se non si ritenga essere venuto il momento di dar corso alla valutazione di ulteriore riconversione del PTA "Serafino Rinaldi" di Pescina (l'Aquila) in presidio ospedaliero di area disagiata, così come individuato al paragrafo 9.2.2 del D.M.70/2015, al fine di assicurare servizi corrispondenti ai fabbisogni sanitari territoriali». Secondo Di Nicola, "avendo di recente trascorso diverse giornate nell'Ospedale di Chieti, posso testimoniare con la mia esperienza personale che mai come ora occorre ripensare il come le grandi strutture si offrono al servizio dei pazienti. Purtroppo, anche cose banali come la logistica del raggiungere i reparti o il semplice parcheggiare il proprio veicolo diventano questioni critiche al crescere della grandezza dei presidi sanitari. Ho concordato con il manager della A.S.L. Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, che nei prossimi giorni visiterò la struttura ospedaliera con sede a Chieti per capire quali cose diventano più difficili dal punto di vista organizzativo quando crescono i numeri degli utenti, visto che da anni si è soliti mettere all'attenzione della opinione pubblica le sole cose positive dei grandi Ospedali - conclude la nota -. La Politica deve fare lo sforzo di approfondire questi temi, non dimenticando mai di indossare l'occhio del cittadino».