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Contaminazione del sito Abruzzo Costiero, «quanta confusione dall’assessore Scotolati»

Le precisazioni del Forum Acqua dopo la risposta dell’assessore Scotolati

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Contaminazione del sito Abruzzo Costiero, «quanta confusione dall’assessore Scotolati»

 

 

PESCARA. «La difesa d'ufficio»  dell’assessore comunale Loredana Scotolati sul caso della contaminazione di Abruzzo Costiero lungo il Fiume Pescara secondo il Forum dell’acqua… «sarebbe confusa e approssimativa».

L’associazione l’altro ieri ha denunciato una pesante contaminazione dell'acqua di falda ben oltre le soglie di legge è stata scoperta presso il deposito di idrocarburi Abruzzo Costiero in zona via Raiale che fa capo al gruppo Di Properzio, tra il fiume Pescara e l’aeroporto .

La società ha ammesso il problema, ha sottolineato che è «circoscritto» e spiegato di essersi autodenunciata.

Scotolati ha poi affermato che da tempo il Comune monitora la situazione ma secondo l’associazione la rappresentante della giunta Alessandrini avrebbe fatto confusione tra il sito vicino al Porto, che nel frattempo è pure tornato nella proprietà comunale, e il deposito Abruzzo Costiero in via Raiale. Siti diversi; proprietà diverse.

Una differenza di non poco conto, dice De Sanctis, perché «non è vero che entrambi i siti erano noti all'opinione pubblica come aree critiche ma solo il primo al porto e solo grazie a noi, peraltro».

L’associazione fa poi notare come per il Sito Abruzzo Costiero in Via Raiale è la stessa ricostruzione contenuta nelle carte a far emergere i tempi biblici, visto che il verbale della Conferenza dei Servizi di approvazione del Piano di caratterizzazione del 21 aprile 2017 è stato validato e formalizzato solo il 13 dicembre 2017, ovvero 236 giorni dopo.

Anche nella ricostruzione le date citate dalla Scotolati non coincidono con quelle contenute nei documenti: «la riattivazione della procedura citata è avvenuta a gennaio 2017 e non il 28 febbraio 2017, anche perché comunque l'ARTA aveva in programma un campionamento il 31 gennaio 2017 in contraddittorio per il collaudo del precedente evento del 2016. Infatti le analisi sono del 31 gennaio. Il 28 febbraio 2017, invece, la ditta ha trasmesso la proposta di Piano di caratterizzazione; non, quindi, come sostiene la Scotolati, la documentazione sulla Messa in Sicurezza. Tra l'altro la presenza del contaminante MTBE è stata comunicata solo da ARTA successivamente in sede di conferenza dei servizi perché l'Azienda non l'aveva cercata. Pertanto non si capisce quale messa in sicurezza l'azienda avrebbe potuto attivare su questa sostanza se non ne era stata ancora rivelata la presenza.  Il Piano di Caratterizzazione è stato discusso, come detto, il 21 aprile con procedura conclusasi il 13 dicembre, appunto 236 giorni dopo (e se vogliamo essere cattivi 288 - duecentottantotto - dopo il 28 febbraio data dell'invio da parte della ditta)».

Se 288 giorni per approvare un Piano di caratterizzazione e 236 giorni per un verbale le sembrano pochi...al Ministero dell'Ambiente il verbale della Conferenza dei Servizi su Bussi del 19 dicembre (finita alle 17:00) è stato pubblicato il 22 dicembre, tre giorni.

 

Ma l’associazione nelle carte non ha trovato alcuna comunicazione relativa a procedure di messa in sicurezza di emergenza: «non vi è negli atti depositati online né vi sono citazioni di interventi di tal genere nella corposa documentazione pubblicata. Aspettiamo quindi fiduciosi di leggere i documenti una volta pubblicati sul sito, riservandoci di fare un accesso agli atti se ciò non dovesse avvenire».