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Prati di Tivo, dopo la valanga di un anno fa non è stato fatto nulla

Ora si programmano 2mln di euro per messa in sicurezza delle piste

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Prati di Tivo, dopo la valanga di un anno fa non è stato fatto nulla

(Foto: www.iduepunti.it)

 

TERAMO. A Prati di Tivo ora non c’è neve e il vento degli ultimi due giorni è stato così forte da scardinare il tapis roulant della pista bimbi e da rendere obbligatori i controlli di sicurezza sul Pilone.

Il 25 novembre 2017 tuttavia in seguito ad una delle prime ondate di mal tempo la neve è caduta copiosa e rimasta per diversi giorni.

Proprio in quei giorni furono avvistate sulle piste -per fortuna chiuse- alcune valanghe non devastanti e forse di modeste entità che comunque avrebbero potuto creare problemi se gli impianti fossero state in attività.

La neve si è staccata da un punto abbastanza in alto ed ha attraversato  la pista chiamata "intermedia"  che scende dalla stazione della seggio cabinovia fino al piazzale dei Prati.

Il fenomeno delle valanghe da queste parti non è raro e nemmeno nuovo eppure è stato trascurato fino ad oggi, quando si cerca faticosamente di inziare un percorso che sarà lungo e tortuoso e forse un giorno dovrebbe portare alla mitigazione dei rischi.

Tuttavia proprio in concomitanza con la tragedia di Rigopiano -dove a causa di una valanga sono morte 29 persone- a Prati di Tivo negli stessi giorni un’altra valanga devastò un albergo ed un caseggiato per fortuna senza provocare vittime perchè gran parte delle strutture erano vuote.

Un vero e proprio miracolo perchè l’edificio ultraventennale è stato danneggiate in maniera pesante dalla valanga arrivata con violenza e senza incontrare alcun ostacolo.

Nonostante il pericolo scampato non si è parlato molto della opportunità di costruire case a ridosso della montagna in zona ad alto rischio valanghivo come dimostrano le mappe poco conosciute e prese in considerazione nei decenni.

Non si è parlato molto in questi mesi si come porre rimedio agli errori e le sviste del passato e come proteggere quelle case oggi.

L’altro giorno però la Provincia di Teramo ha annunciato finanziamenti e progetto alla vigilia di una nuova stagione sciistica...

 

Tre i “passaggi” sottolineati dal Presidente della Provincia di Teramo sia nella veste di “proprietario” della cabinovia sia in quella di socio di maggioranza della Gran Sasso Spa (società che gestisce possiede gli altri impianti del comprensorio Prati-Fano e che ha in gestione gli impianti):

la messa in sicurezza delle piste e il piano antivalanghe con il finanziamento di 2 milioni della Regione Abruzzo;
la messa “in bonus” della società di gestione con i conti in pareggio e la trasformazione da Società per azioni – formula societaria costosa – in SRL;
l’affidamento ad operatori privati della gestione degli impianti.
 

Cabinovia e impianti sciistici riapriranno entro il 22 dicembre – i danni degli ultimi giorni legati al vento rendono necessari prudenzialmente una serie di controlli, come sottolineato dal liquidatore della società, Sergio Saccomandi – nel frattempo la Provincia sta procedendo agli acquisti delle attrezzature previste dal piano di sicurezza, alla gara per gli obelix (sistemi antivalanghe) e per i cannoni per l’innevamento.

«Non avremmo potuto farlo prima perché com’è noto la Provincia non ha competenza e risorse relative al turismo e abbiamo usufruito di un finanziamento del Masterplan che si è reso disponibile ad ottobre: quindi abbiamo dato incarico all’ingegnere Marco Cordeschi per la redazione del Piano senza il quale non avremmo potuto fare alcun intervento. Dopo quanto accaduto lo scorso anno,  la sicurezza viene prima di tutto» ha spiegato Di Sabatino.

 

Sia la Gran Sasso spa che il Comune di Pietracamela  si sono dotati di un valangologo e in attesa dell’installazione degli obelix saranno gli esperti, nelle more dell’installazione  a valutare di volta in volta le condizioni di sicurezza e l’apertura degli impianti.

La società, in questa stagione, si servirà di 22 dipendenti selezionati con bando.

 

«Interventi necessari a restituire la piena operatività della società di gestione e degli impianti – ha dichiarato Michele Petraccia – condizioni indispensabili per far si che anche i privati tornino a investire sul bacino sciistico il cui rilancio, però, non può essere affidato ad Comune o ad un ente che non ha più specifiche competenze in materia di turismo come la Provincia».

Di Sabatino, infine, ha ricordato le tappe dal 2014: la trattativa della Provincia che grazie ad un finanziamento della Regione ha chiuso l’annoso debito con la Unicredit per l’acquisto della cabinovia; le operazioni per riportare in pareggio la Gran Sasso Teramano; la sistemazione della provinciale Pietracamela-Prati di Tivo.

«Ma per rilanciare la montagna teramana serve anche altro: campagne di promozione, una strategia d'area per favorire gli investimenti dei privati e implementare i servizi pubblici. Noi non smetteremo di chiedere ma il ruolo della Provincia oggi è molto limitato».