SANITA'

Chieti, in Consiglio comunale arriva il Dea di secondo livello

«Chieti non può tollerare ulteriori spoliazioni»

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Ospedale di Chieti


CHIETI.  Nel consiglio comunale di Chieti in programma per domani è previsto, all’ordine del giorno, anche la questione legata alla costituzione di un DEA funzionale di secondo livello condiviso tra Chieti e Pescara.

Il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti avrebbe però preferito un consiglio comunale straordinario esclusivamente dedicato al tema ma per ora accetta quello che c’è sul tavolo.

Allo stato attuale dei fatti i due presìdi autonomamente considerati non hanno le caratteristiche previste dalla legge per la individuazione di un DEA di secondo livello.

Il Decreto Commissariale 55 del 10 giugno 2016 ha dato mandato alla Regione, proprio per creare un DEA di II livello, di prevedere una integrazione funzionale tra i Presidi di Chieti e Pescara, presupponendo quindi un ruolo paritario tra i due Ospedali o perlomeno nel rispetto delle Unità Operative Complesse già esistenti.

E da mesi è guerra aperta per cercare di arrivare ad una soluzione con tanto si assessore Paolucci che vorrebbe prevedere una soluzione salomonica nonostante il Ministero sia stato chiaro e abbia chiesto di scegliere.

«Sono del tutto inaccettabili le prese di posizione campanilistiche tese a “interpretare” i numeri per piegarli ai propri desideri», dice il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti, «come ad esempio è stato fatto con gli accessi al Pronto soccorso (considerando anche quelli impropri che vanno invece sottratti dal totale) da parte di quanti a Pescara hanno una visione miope del futuro di questo territorio. Occorre riequilibrare i due presidi sanitari restituendo a Chieti alcune unità complesse assurdamente perse in quella che è stata una lunga, assoluta e colpevole inerzia dei poteri locali».

Con il Decreto Commissariale 79 del 21 luglio 2016 è stato deliberato il riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo togliendo le Unità Operative Complesse dall’Ospedale di Chieti di Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica, Tin ,Pneumologia, nei Reparti necessari e caratterizzanti un DEA di II livello secondo il Decreto Ministeriale 70 /2015.  I Promotori del Comitato Civico di Salute Pubblica ricordano poi che è stata spostata la Uoc Dermatologia presso lo Stabilimento Ospedaliero di Ortona, e si è conservata all’ Ospedale di Pescara le Uoc Di Malattie Infettive, Reumatologia E Microbiologia , pur non avendone il requisito del numero di popolazione secondo il Decreto Ministeriale 70/2015 con “motivazioni di storia sanitaria”, che non sono mai valse nello stesso Decreto Commissariale 79/2016 quando si è preso in esame l’Ospedale di Chieti.

«Al momento, purtroppo», continua il Comitato, «si è assistito a richieste ed azioni unilaterali di rafforzamento del Presidio di Pescara, confortate e, purtroppo, rafforzate dall’Atto Aziendale della Asl di Chieti, con la logica conseguenza che se passasse un piano simile si avrebbe un depotenziamento definitivo per l’Ospedale di Chieti e conseguentemente per tutta la città di Chieti. D’altronde, è del tutto evidente che un polo per le Emergenze Cardiologiche di secondo livello è nei fatti notevolmente depotenziato e impoverito assistenzialmente senza la “restituzione” delle Unità Operative Complesse di Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica e Pneumologia Interventistica, che sono altamente qualificanti e strettamente complementari e aggreganti per un approccio completo al trattamento di patologie complesse cardiochirurgiche».