DIRITTO ALLO STUDIO

Casa Studente Chieti,  stanze arredate da 6 anni ma gli studenti restano fuori

Di Paolo: «incredibile colpa di tutti gli enti coinvolti»

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Casa Studente Chieti,  stanze arredate da 6 anni ma gli studenti restano fuori


CHIETI. La casa dello studente costruita dall’Ater  in via Gran Sasso rischia di diventare la “madre di tutte le incompiute” e l’ennesimo edificio "scatolone vuoto” all’interno della città di Chieti.

L’allarme lo lancia il capogruppo di Giustizia Sociale in Consiglio Comunale Bruno Di Paolo che ritiene molto preoccupante la situazione che si è venuta a creare.

L’opera, già strutturalmente completata nel 2011 non è stata ancora messa a disposizione degli studenti. Dentro c’è tutto: mobili, letti, tende e lenzuola ma i ragazzi restano fuori. C’è anche il rischio deterioramento per un’opera che non viene utilizzata

L'edificio è costituito da un piano seminterrato, da cinque livelli abitativi all'interno dei quali sono stati ricavati n. 49 posti letto e servizi collettivi, più un piano sottotetto. I lavori sono iniziati a gennaio 2008 e la data presunta di fine cantiere era luglio 2009.

Secondo Di Paolo la responsabilità sarebbe strettamente connessa all’immobilismo e al disinteresse generale da parte degli amministratori degli Enti pubblici, in qualche maniera coinvolti nel progetto, come ATER, ADSU, Regione Abruzzo, Università e Comune di Chieti. Insomma, Di Paolo non salva nessuno.


«Forse è bene ricordare», dice Di Paolo, «che la struttura è stata edificata con soldi pubblici, finanziati dalla legge n.179 del 17/02/1992 programma quadriennale ERP 92/95 e legge n. 560/93, con un costo, ad oggi, quantificabile in ben 5 miliardi e 446 milioni della vecchie lire e che, soprattutto, la mancata attivazione della struttura a servizio pubblico, così come previsto dal finanziamento, rappresenterebbe il più classico degli esempi di “sperpero di denaro a danno dei contribuenti”».

Secondo l’esponente di Giustizia Sociale basterebbe «un pizzico di buona volontà istituzionale» per concludere ed attivare la struttura dai molteplici risvolti sociali ed economici, come può essere la Casa dello Studente nella parte alta della città.



IL PROBLEMA


Le 22 camere doppie e le 3 singole dello stabile, per un totale di 45 posti letto, già sono perfettamente arredate e pronte all’utilizzo da parte degli studenti e l’edificio.

Il problema che determina lo stallo, a quanto è dato da sapere, pare sia nella mancanza del certificato di agibilità e del piano antincendio, ma anche lavori alla fogna con un costo preventivato di circa 500/600 mila euro, di cui però nessun Ente vuole farsi carico.
«Risulta assolutamente necessario, e noi di Giustizia Sociale lo richiediamo con forza, attivare con estrema urgenza un tavolo di confronto di alta responsabilità istituzionale tra il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il Commissario dell’ATER di Chieti Antonella Gabini, il Presidente dell’ ADSU Tonio Di Battista, il Magnifico Rettore dell’Università di Chieti Sergio Caputi e il Sindaco di Chieti Umberto Di Primio, in rappresentanza degli Enti interessati, per trovare una soluzione ad un problema che deve essere necessariamente risolto, magari attraverso un maggior coinvolgimento dell’Università che potrebbe avere interesse ad acquisire lo stabile per rendere la Casa dello Studente di Chieti organica e funzionale alle esigenze dell’Ateneo».