LA DENUNCIA

Carcere di Vasto nel caos: «caduta porta carraia, a rischio sicurezza per mancanza di agenti»

Nel 2017 registrate 4 evasioni: internati non sono rientrati dopo un permesso

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Carcere di Vasto nel caos: «caduta porta carraia, a rischio sicurezza per mancanza di agenti»




VASTO.  Grido d’allarme del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe per le condizioni in cui versa la Casa Lavoro con annessa Sezione Circondariale di Vasto e per le conseguenti critiche condizioni operative del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio.

Proprio nei giorni scorsi nella Casa lavoro di Vasto è stato portato anche il figlio di Totò Riina al quale è stata revocata la libertà vigilata. L'informativa della Dda di Venezia, ha documentato come il quarantenne corleonese facesse vita tutt'altro che ristretta nella città euganea, tra droga e contatti con i pusher. Proprio la direzione distrettuale antimafia con quel documento ha convinto il Tribunale di Sorveglianza a revocare la misura per il terzogenito del "Capo dei Capi", disponendo per lui un anno in colonia di lavoro fuori dal Veneto, in Abruzzo.

E lì la situazione è difficile.

Spiega Donato Capece, segretario generale del Sappe, che ha incontrato una delegazione sindacale vastese: «Siamo seriamente preoccupati per le precarie condizioni operative di servizio della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Vasto e per la sicurezza stessa della struttura. Non più tardi di 30 giorni fa è crollato una delle porte carraie del carcere ma dal Ministero, anziché intervenire concretamente, si è pensato di rimodulare gli organici del Corpo con la conseguenza che verrà messa a serio rischio la sicurezza del carcere. In un recentissimo incontro sindacale si è fatta largo addirittura l’ipotesi di sopprimere alcuni posti di servizio importanti e delicati – come l’unità addetto al Blocco - con tutte le gravi e negative conseguenze che questo determinerà».


Il Sappe annuncia che darà pieno sostegno alle proteste dei poliziotti di Vasto aderenti al Sindacato: «Ci attiveremo presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinchè le giuste proteste dei colleghi di Vasto trovino attenzione e conseguenti provvedimento. Il dato oggettivo è che anche questa denuncia ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. La situazione nelle carceri resta allarmante».

A Vasto sono oggi detenute 156 persone: 15 in attesa di processo, 25 condannati, 116 internati nella Casa Lavoro.

Una popolazione detenuta assai eterogena e complessa, che determina pesanti condizioni di lavoro per gli Agenti: si pensi che nel primo semestre del 2017 si sono contati nel penitenziario di Vasto 13 atti di autolesionismo, 6 tentati suicidi, 2 colluttazioni e 4 evasioni conseguenti a mancato rientro in carcere dopo licenza ad internati.


«Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto», conclude Capece. «Si adottino con urgenza provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza del carcere di Vasto. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria».