BRACCIO DI FERRO

Megalò 2, tra una settimana riparte il cantiere

La società sostiene di aver messo a posto le carte

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Megalò 2, l’ennesimo ritorno: oggi progetto sarà valutato di nuovo dalla Regione

CHIETI. La Sile costruzioni srl ha annunciato che l’11 dicembre 2017 riprenderà i lavori per il Megalò 2.

La comunicazione è già arrivata al Genio Civile di Pescara e innescherà sicuramente polemiche, calcolando che nei mesi scorsi  il Wwf, la Confcommercio ma anche il Movimento 5 stelle e Forza Italia avevano protestato per dire no al nuovo centro commerciale.

La società che un anno fa ha acquistato terreno, autorizzazioni e titoli edilizi dalla società Sirecc srl, fallita proprio perché i lavori non cominciavano, è pronta per ripartire. Dunque tra una settimana arriveranno le ruspe.

Insorgono per il momento gli esponenti di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, che chiedono di «bloccare immediatamente l’atto di arroganza avanzato dalla società. Adesso ci attendiamo una forte e precisa presa di posizione di diniego da parte della Regione Abruzzo».

Il gruppo di Forza Italia aveva già presentato, insieme ad altri movimenti politici  e associazioni ambientaliste,  circostanziate e precise osservazioni al progetto Megalo2, tutte vagliate e accolte dal Comitato Via in sede di discussione.

«Per il lavoro già fatto in sede di Via con le nostre osservazioni», dicono gli esponenti di centrodestra, «non accettiamo queste improvvise accelerazioni in avanti e ribadiamo fermamente il nostro ‘no’ alla realizzazione del centro Megalò 2, sul quale pesa come un macigno anche il parere negativo espresso dal Segretario dell’Autorità di Bacino in quanto in netto contrasto con la normativa del Piano stralcio di difesa ambientale».

Secondo Forza Italia la comunicazione al Genio Civile dell’apertura del cantiere da parte della società di costruzione bergamasca sarebbe «un atto di presunzione che deve essere bloccato immediatamente dalla Regione Abruzzo e sui cui chiediamo lumi e approfondimenti dai specifici uffici regionali. D’altronde – concludono Sospiri e Febbo - come emerso dal pronunciamento del Comitato di Valutazione Ambientale a marzo scorso il progetto è stato bocciato poiché necessita ancora di molti approfondimenti, sia sotto il profilo normativo che amministrativo, e contro il quale siamo pronti a dare battaglia».

 

IL PROGETTO

Il progetto prevede la realizzazione di sette edifici commerciali tutti a piano unico.

L’edificio “B-1” sarà destinato alla esposizione e vendita di prodotti per il bricolage ed arredo casa (superficie coperta di 6.000 metri quadrati). L’edificio “B-2” ospiterà invece quattro esercizi commerciali di diverso taglio e destinazione, del settore non alimentare. Ha una superficie coperta totale di 4.498,77 metri quadrati ed una superficie edilizia di 5978,77 metri quadrati articolata in un piano terra destinato all’esposizione e vendita dei prodotti, oltre agli spazi funzionali quali magazzini e servizi per i dipendenti.

L’edificio “B-3”ospita altri sette esercizi commerciali con una superficie di 6.294,77 mq. L’edificio “B-4”destinato alla esposizione e vendita di prodotti per lo sport ed il tempo libero (4.800 mq).

L’edificio “C” prevede un Hotel su nove livelli per un’altezza massima di 27,75 metri e presenta una superficie coperta di mq 1668,90. Il piano terra ospita, oltre alla hall-reception, due sale ristorante ed un ampio bar con i relativi spazi funzionali quali cucine, magazzini e servizi igienici per il pubblico.

Gli altri piani ospitano le camere da letto di diverso taglio e tipologia, con i relativi servizi igienici, per un totale di 16 camere a piano.


«UNA NOTA SENZA ALCUN VALORE»

Al momento è sempre in vigore la bocciatura da parte del Comitato VIA e si è in attesa a tal proposito della sentenza del TAR.
«La nota della SILE non ha alcun valore giuridico e meno che mai autoautorizzativo», denunciano Wwf e Confcommercio. «Il completamento dell’argine era un atto dovuto, peraltro tardivo, in relazione alla assurda presenza in una zona già di esondazione delle strutture attualmente esistenti e non già un “salvacondotto” per una ulteriore cementificazione».
Il WWF e Confesercenti Chieti diffidano la ditta dal dare seguito a tale annuncio e chiedono formalmente alle autorità interessate, a cominciare dal Genio Civile e dai Carabinieri Forestali, di garantire il rispetto delle norme di legge.
«La comunicazione di inizio lavori presentata dalla Sile Costruzioni srl al Genio Civile – spiega l’avvocato Francesco Paolo Febbo - è carente di indicazioni e priva di valore giuridico. In effetti, non è menzionato e considerato il parere emesso dal Comitato VIA nel 2017 di improcedibilità dell’istanza di proroga alla realizzazione delle opere edili relative a Megalò 2. L’eventuale sospensione successiva all’avvio del cantiere potrebbe consentire alla società proponente una ipotetica richiesta di risarcimento danni nei loro confronti con aggravi di costi economici a carico della collettività. Allo stesso modo, sollecitiamo il genio Civile e la regione Abruzzo ad emettere i relativi provvedimenti di diniego alle richieste della società proponente».
«Che senso ha – sostengono per il WWF Nicoletta Di Francesco e per Confesercenti Chieti Marina De Marco – che la Regione porti avanti piani di adattamento ai cambiamenti climatici se poi consente di costruire ancora a ridosso di un fiume già sin troppo violentato dalla insipienza dell’uomo?».