FALLIMENTI

Verità negate sulle banche: la commissione vuole Visco e Padoan

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Visco: «Bankitalia ha sempre agito nella legge, anche con le 4 banche salvate»

 

 

 

ROMA. Le indagini della commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche sono entrate nel vivo relativamente da poco (la prima audizione, quella del sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Luigi Orsi, si è tenuta lo scorso 17 ottobre) eppure già si pensa a quando termineranno e soprattutto se saranno portate avanti dalla prossima legislatura.

Finora sono stati analizzati il caso Mps, quelli di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza e quello dei quattro istituti in risoluzione (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti) su cui le audizioni non sono ancora finite. Il 5 dicembre sarà audito il presidente delle 4 good bank Roberto Nicastro, il 6 e il 7 le associazioni dei consumatori, mentre il 12 dicembre dovrebbe toccare alla vigilanza della Banca d'Italia.

Resterebbero a quel punto fuori solo i vertici: Giuseppe Vegas, Ignazio Visco e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan di cui ancora non si conoscono le date di convocazione. Il tempo però stringe e le vicende da approfondire sono tante. A segnare la fine dei lavori dovrebbe essere lo scioglimento delle Camere e i commissari, in primis il presidente Pier Ferdinando Casini, auspicano che il documento finale non venga discusso proprio in campagna elettorale. La relazione, secondo Casini "dovrebbe essere pronta per fine gennaio", anche perché "il mio sforzo è quello di arrivare a conclusioni utili alle istituzioni e non alle campagne elettorali".

 

La possibilità di prorogare i lavori con un intervento nel Milleproroghe - come proposto dal vicepresidente Renato Brunetta (Fi) - non convince il presidente Casini a cui sembra un'ipotesi non solo "irrealistica" ma anche "singolare nella forma e nella sede". Se il lavoro della commissione proseguirà o meno nella prossima legislatura non dipende dagli attuali componenti, ma dalla strada che sceglieranno i prossimi parlamentari. Su questo punto, però, il senatore dem Andrea Marcucci ha già manifestato la volontà di intervenire, dichiarando che l'istituzione di una nuova commissione sarà "una delle prime leggi che il Pd chiederà di approvare nella prossima legislatura".

 

La continuazione dei lavori è un auspicio comune e lo conferma anche Paolo Tancredi (Ap), spiegando che la relazione della commissione "non sarà esaustiva ed è chiaro che bisognerà proseguire i lavori". La pensa così anche Alessio Villarosa (M5S), secondo lui la commissione si scioglierà a gennaio e non vede fattibile la possibilità di continuare durante la campagna elettorale. L'obiettivo "è quello di una relazione da portare al vaglio della magistratura. Noi le informazioni le abbiamo raccolte e sicuramente presenteremo esposti a quelle competenti", ha aggiunto Carlo Sibilia (M5S) ricordando che sulle 4 banche in risoluzione "ci sono da sentire Bankitalia e Consob, noi abbiamo chiesto anche Francesco Ghizzoni, Mario Draghi e Maria Elena Boschi e ci auguriamo possano essere sentiti presto perché sarebbero la chiave per capire se Boschi ha mentito al Parlamento oppure no".