GIOCHI DA TAVOLO

Tavolo di monitoraggio della sanità, moderato peggioramento e grossi nodi irrisolti

Aumenta il deficit. Note di credito per l'extrabudget non pervenute dopo due anni

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Tavolo di monitoraggio della sanità, moderato peggioramento e grossi nodi irrisolti

 

 

ABRUZZO. Ieri ennesimo tavolo di monitoraggio a Roma sui conti della sanità abruzzese uscita dal commissariamento da un anno e tre mesi.

Perse le speranze per una comunicazione istituzionale doverosa, quello che trapela sono le notizie ed i resoconti “informali” ma forse non meno veritieri.

Ieri a sostenere la Regione ed il lavoro dell’assessore Silvio Paolucci (assente) c'erano i tecnici dell’assessorato alla sanità Angelo Muraglia, il consulente Farinella e l’Advisor che ha cercato in tutti i modi di difendere l’operato della Regione non potendo contare sui numeri che sono impietosi per quanto li si voglia interpretare.

I Lea migliorano ed è anche questa volta una delle pochissime note positive in uno scenario che per dimensioni e peso è enormemente preoccupante e si fa sempre più fosco.

Intanto c’è l’enorme massa debitoria che si è accumulata nel 2017 e che potrebbe persino toccare i 100 mln di euro se le misure restrittive e le scudisciate amministrative ai manager negli ultimi tre mesi non produrranno miracoli.

I temi caldi sono sempre gli stessi a dimostrazione che passano i mesi ma di soluzioni non se ne trovano, così come non si riescono ad archiviare vicende per cui il tavolo ha già chiesto chiarimenti in alcuni casi 5-6 volte e anche di più.

Per esempio sul Dea di Secondo livello sono stati chiesti ancora una volta chiarimenti dopo la lettera del ministero che bocciava la linea della Regione di spartire salomonicamente il tutto tra gli ospedali di Chieti e Pescara.

Tutto da rifare ma l’assessore Paolucci è convinto che si possa percorrere lo stesso la strada da lui tracciata anche con il ministero di traverso.

La spesa per i farmaci che impegna grande parte del disavanzo è stata attenzionata da Antonio Nuzzo dell'Aifa mentre si sono notate ancora una volta le anomalie ingovernate della spesa del personale che lievita a fronte di tagli e di carenza di organico che minano i livelli di qualità del servizio sanitario erogato.


Presente anche la dirigente del ministero Angela Adduce che ha spiegato come l’intero sistema sia fuori controllo e senza una guida ma più simile ad un autista che guida senza avere le mani sul volante.

Al centro del discorso c’è stata poi la mancata approvazione degli strumenti di programmazione strategica delle Asl.

Una mancata approvazione strategica che altrimenti si sarebbe trasformata in una bocciatura sonora e la certezza per i manager di essere licenziati per inadempimento e inosservanza delle regole della Regione per il contenimento della spesa.

In questo gioco al massacro dei conti i manager sembrano strattonati da una parte dalla Regione che sembrano non ascoltare e, dall’altra, dalla politica locale con il risultato di un pericoloso sbilanciamento.

Sembrerebbe che la Regione non sia in grado di imporsi, poi però si tiene i manager “scapestrati” che sono, forse non per caso, proprio quelli delle Asl che devono poi pagare le cliniche private sul loro territorio di competenza.