NORME

Stalking, risarcimento in denaro non estingue reato

Boldrini, 'Parlamento ha corretto errore,ora certezza a vittime'

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ROMA.  Per estinguere il reato di stalking (comportamenti persecutori ripetuti e intrusivi) anche nelle forme lievi, non basterà più risarcire economicamente le vittime: lo prevede l'articolo 2 della norma che ha convertito in legge il decreto fiscale dopo aver ricevuto la fiducia e il via libera finale di Montecitorio. La 'correzione' era stata fortemente richiesta da gran parte dei gruppi parlamentari e dai sindacati e sponsorizzata in prima persona dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. La prima a esultare per la modifica è stata la presidente della Camera, Laura Boldrini, che in un tweet ha scritto "Bene Montecitorio su stalking, non si estinguerà più con indennizzo. Il Parlamento ha corretto un errore e restituito certezza alle vittime". Il testo dell'articolo 2, basato su un emendamento del Governo, prevede che non bastino più le "condotte riparatorie", ovvero un risarcimento in denaro, per estinguere questo tipo di reato: "All'articolo 162-ter del codice penale - recita l'articolo 2 della legge approvata oggi - è aggiunto, infine, il seguente comma: 'Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei casi di cui all'articolo 612-bis'".

Il problema risarcimenti per lo stalking era stato sollevato da più parti nei mesi scorsi, ed era stato al centro delle polemiche dopo la decisione di una donna piemontese di non accettare dal suo persecutore il risarcimento di 1.500 euro, considerato "cifra congrua" dal giudice che aveva emesso la condanna. La possibilità di estinguere il reato di stalking per via pecuniaria era stata introdotta nella riforma penale promossa dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. Si tratta di modifiche che riguardano le misure di giustizia riparativa, che consentono cioè l'estinzione di reati lievi attraverso risarcimenti. Tra questi reati, anche le forme meno gravi di stalking. Una disposizione che però si attirò da subito forti critiche. Tutto questo, assieme alla polemica nata poi attorno al caso della donna che ha rifiutato il risarcimento e a dissensi espressi anche in sede politica, ha indotto lo stesso ministero della Giustizia, lo scorso ottobre, a un approfondimento tecnico e poi a depositare un parere favorevole a un emendamento per cancellare il risarcimento per lo stalking, presentato dalla senatrice Pd Francesca Puglisi nell'ambito dei lavori parlamentari sulla proposta di legge a tutela degli orfani dei crimini domestici. La misura ha poi trovato un 'veicolo' ben più rapido e certo nel decreto fiscale.