IL MISTERO

Suicidio Conti, il telefonista anonimo si rivela: «ho chiamato io PrimaDaNoi.it»

«Ero risentito con l’azienda che si era fatta sfuggire uno come l’ex generale»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

8463

Morto Guido Conti, da comandante della Forestale indagò su Bussi

Guido Conti

ABRUZZO. Quando ha scoperto che la sua telefonata anonima era finita sui giornali, trovando ampio risalto mediatico, ha deciso di uscire allo scoperto: «sono io che ho chiamato PrimaDaNoi.it per dire che l’ex generale Guido Conti aveva lasciato la Total. E’ stato un gesto impulsivo».

 

Il telefonista anonimo si è rivelato agli investigatori, come riporta oggi Il Tempo.

Si tratta di un dirigente della Total che, dispiaciuto per quello che era accaduto, aveva deciso di avvisare il giornale che già qualche settimana prima aveva dato la notizia del nuovo incarico. Il tempo non fornisce il nome del telefonista «per tutelare la sua posizione all’interno dell’azienda».

Il dirigente era già stato ascoltato dagli inquirenti il 20 novembre come persona informata sui fatti ma non aveva fatto cenno di quella telefonata al nostro giornale.  Solo il giorno dopo, quando si è reso conto che la registrazione era finita sul nostro sito e che era stata ripresa da tanti giornali nazionali, ha deciso di uscire allo scoperto.

L’uomo ha rivelato di aver effettuato la telefonata dalla sua macchina, utilizzando il cellulare ed una applicazione per camuffare la voce.

Una telefonata partita alle 14.54 del 17 novembre quando Conti era già sparito ma probabilmente ancora in vita. Il telefonista disse «il generale ha lasciato la Total per contrasti con l’amministratore delegato Francois Rafin».

Perché la decisione di dare quella notizia, che fino ad allora sapevano solo un paio di dirigenti, Conti e la sua famiglia?

Perché era rimasto dispiaciuto per l’addio di Conti.

Lo ha definito «un gesto impulsivo» perché si sentiva risentito anche nei confronti della sua stessa società che si era lasciato sfuggire un uomo come Conti «di grande valore e competenza».

Pochi giorni prima proprio l’ex comandante della Forestale di Pescara aveva confidato al ‘telefonista’ i motivi che lo avevano spinto alla Total: «mi ero perfettamente reso conto che era molto turbato, anche se non mi ha mai riferito e non ho mai compreso per quale motivo».

 Secondo lui prima di insediarsi Conti aveva una percezione del suo ruolo differente da quello che poi in realtà sarebbe stato.

Forse anche questa delusione potrebbe averlo portato ad aggravare una situazione di scoramento e difficoltà iniziata già con l’addio al corpo Forestale. Un addio che il generale non riusciva a digerire e che contestò anche in una lettera inviata all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Il dirigente-telefonista ha poi raccontato di aver scoperto dell’addio alla Total di Conti tramite una mail interna aziendale il 16 novembre: il caso doveva rimanere evidentemente riservato tanto che mai l’azienda ha reso pubblico quell’addio e le reali motivazioni alla base.

Intanto l’inchiesta per istigazione al suicidio va avanti: i periti incaricati dalla procura di Sulmona cercheranno di estrapolare documenti e informazioni utili dal pc in uso all’ex generale (però già ‘ripulito’ il giorno prima del suicidio).

Se non dovessero uscire particolari importanti è chiaro che l’inchiesta è destinata ad essere chiusa.

Non ci sono molte speranze affinchè si possano dare ulteriori spiegazioni ad un gesto estremo come il suicidio oltre le ipotesi già emerse.

Il malessere generale, il mancato approfondimento sui nuovi scenari, il cambio di registro rispetto all’arma, le nuove logiche aziendali, i conflitti di vedute sulla sicurezza e l’ambiente interni alla Total, la consapevolezza di aver preso una strada sbagliata hanno probabilmente costituito un mix insostenibile per l’ex generale Conti.

 

a.l.