IL FATTO

Suicidio Conti, c’è anche una inchiesta per fuga di notizie sulle lettere

Ipotesi della procura di Sulmona: «rivelazione di segreto d’ufficio»  

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Giuseppe Bellelli da oggi è il nuovo procuratore capo tribunale Sulmona

il procuratore Giuseppe Bellelli

 

 

PESCARA. La procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un procedimento penale nei confronti di ignoti per il reato di rivelazione segreto di ufficio in relazione alla divulgazione su organi di stampa il 19 novembre 2017 di parte del contenuto del manoscritto rinvenuto dai Carabinieri nell'autovettura dell'ex generale Guido Conti, divulgazione avvenuta prima della consegna di copia della lettera ai familiari ed alla Procura.

Conti si è suicidato il 17 novembre con un colpo di pistola.

La sera del 18 novembre l’agenzia di stampa nazionale AdnKronos pubblica ampi stralci delle lettere: «da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma. Non per l'albergo - insisteva - di cui non so nulla, ma per l'edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: potevo fare di più?».

 

Sia i familiari che la Procura di Pescara hanno negato alcun coinvolgimento di Conti con la tragedia dei 29 morti per la valanga: non era e non sarebbe mai stato indagato come hanno anche confermato i consulenti tecnici della Procura di Pescara che hanno valutato come «il parere sul vincolo idrogeologico risulta correttamente rilasciato poichè l'esiguo movimento di terreno per la sistemazione del manufatto non poteva determinare nessun movimento franoso e in ogni caso tale parere non era mirato ad affrontare le specifiche tematiche di geomorfologia globale dell'area nel contesto complessivo».

E' quanto si legge nelle carte dell'indagine sulla tragedia di Rigopiano del 18 gennaio scorso dove sono morte 29 persone.

Il passaggio riguarda il parere favorevole emesso dall'ex generale dei carabinieri forestali Guido Conti, suicidatosi il 17 novembre scorso. All'epoca dei fatti, nel marzo del 2007, Conti guidava il comando provinciale della Forestale di Pescara.

In una lettera lasciata prima di uccidersi, Conti aveva parlato di Rigopiano come di un suo cruccio, poi confermato da altri testimoni.

Il progetto di realizzazione del centro benessere dell'hotel riguardava «esigua movimentazione di terreno, da cui non poteva derivare nessuna frana».