RUSPE SPIETATE

Degrado Francavilla, Luciani vuole abbattere le strutture turistiche abbandonate

I proprietari inerti e la città resta brutta

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Francavilla, Luciani: «se potessi abbatterei l’ecomostro al confine con Pescara»

 

FRANCAVILLA. Combattere il degrado degli immobili inutilizzati di Francavilla al Mare sarà un’impresa più dura del previsto.

 

Così, il sindaco Antonio Luciani, che nei mesi scorsi aveva tentato di tendere una mano ai proprietari, adesso ha capito che si deve usare il pungo di ferro.

La battaglia va avanti dal 2011 quando si è affacciata per la prima volta la questione dei “cambi di destinazione d'uso” di decine di strutture turistiche abbandonate da anni. Alcune sono dei veri e propri cantieri aperti. 


In pratica i proprietari hanno chiesto la conversione urbanistica in residenze  per le strutture un tempo adibite ad attività alberghiera non più operanti (in alcuni casi che non hanno mai operato). 
Il cambio comporta un aumento di valore per i fabbricati e la giunta Luciani ha sempre sostenuto che una parte di tale incremento, denominato plusvalore, debba essere versato in favore della collettività e quindi del Comune.
Il Consiglio Comunale ha quindi autorizzato i proprietari di tali immobili ad ottenere il cambio di destinazione d'uso (da turistico a residenziale) versando il 40% circa del plusvalore. 
«Pochi di loro hanno aderito fino al 2017», ha ammesso qualche giorno fa Luciani su Facebook prima di annunciare la nuova mossa. 
Dopo qualche mese, il Comune aveva deciso di offrire la possibilità di aderire al cambio di destinazione tramite il versamento di un importo ridotto al 50% a condizione che la pratica venisse evasa entro e non oltre il 15 novembre 2017.
«L'intento», spiega il primo cittadino, «era quello di spronare i proprietari agli interventi di riqualificazione di tutte quelle strutture che oggi sono un detrattore turistico. Purtroppo anche tale tentativo non ha dato i frutti sperati».

 

IL CAMBIO DI STRATEGIA

Adesso il sindaco ha capito che occorre cambiare strategia: «andiamo oltre, con la consapevolezza di aver fatto tutto quanto fosse in nostro potere per risolvere tale situazione». 
Per questo il sindaco ha annunciato che chiederà al Consiglio Comunale di prendere in considerazione provvedimenti che possano prevedere la revoca della possibilità di conversione delle strutture o in alternativa prevedere un cospicuo aumento della quota da versare.

Ma Luciani punta anche a studiare «ogni possibile provvedimento utile» per  obbligare i proprietari delle strutture degradate all'immediato intervento e certificare la possibilità normativa di ingiungere la demolizione delle strutture non completate.

In città ormai lo hanno capito tutti: quando il sindaco Luciani annuncia l’arrivo delle ruspe poi arrivano davvero….

E già nei mesi scorsi il primo cittadino era stato chiaro: «se potessi abbatterei l’ecomostro al confine con Pescara».

 

Il sindaco vorrebbe anche intensificare ogni forma di controllo sulle strutture, stipulando apposite convenzioni con Agenzia del Territorio e Guardia di Finanza ma anche prevedere aumenti della pressione fiscale nella misura massima consentita dalla legge per tutte le strutture ricettive che non svolgano attività sul territorio ovvero siano inagibili.

Altro aspetto significativo è quello legato alle ricadute che tale riscontro potrà avere sul bilancio dell’ente.

Di tutto questo Luciani ha già discusso con l’Assessore al Bilancio, Rocco Alibertini: «è evidente che l’aver raggiunto già da tempo una condizione sana di bilancio ci permetterà di ammortizzare il colpo derivante dai mancati introiti ipotizzati per il cambio di destinazione d’uso degli immobili», analizza il sindaco. «E’ altrettanto da rilevare, però, che nella programmazione dell’amministrazione tali somme sarebbero state destinate ad investimenti sul territorio, sulla città. Questa notizia ci impone di dover rivedere i piani, sapendo di poter contare su risorse inferiori rispetto a quelle ipotizzate».