POLITICA

Cdm lampo approva i collegi, ora si può votare

Cambiano i seggi nelle regioni. 15 giorni a Camere per valutare

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ROMA. Il governo accelera sui nuovi collegi elettorali e dà il suo via libera con due settimane di anticipo rispetto ai tempi che aveva a disposizione. Un consiglio dei ministri lampo (soltanto pochi minuti di riunione) ha dato luce verde ieri al decreto che contiene la mappa dei collegi con cui si andrà a votare. Il fascicolo del provvedimento è stato subito inviato alla Camera e al Senato: la procedura prevede che le commissioni Affari Costituzionali di Montecitorio e Palazzo madama esaminino entro quindici giorni l'incartamento e formulino le loro osservazioni. Poi il decreto tornerà a palazzo Chigi per il via libera definitivo. Secondo il cronoprogramma del governo (ideato in stretto contatto con il Quirinale) i collegi saranno operativi nella prima parte di dicembre.

Il colpo di acceleratore di Gentiloni rende possibile il percorso che porta alle elezioni politiche a marzo (nei palazzi della politica si parla di una forbice compresa tra il 4 e il 18 marzo) e stoppa la richiesta di Berlusconi di votare a maggio. In base a quanto riferiscono diverse fonti parlamentari, il Quirinale potrebbe sciogliere Camere, senza escludere l'ipotesi di tenere in carica il governo Gentiloni nella pienezza dei suoi poteri nel periodo post elettorale (che si immagina non facile) per disbrigare, in attesa del nuovo esecutivo, tutti gli affari correnti nel miglior modo possibile.

I nuovi collegi (sia quelli uninominali per il maggioritario sia quelli plurinominali per il proporzionale) sono stati disegnati sulla base delle indicazioni del censimento del 2011 aggiornate da una commissione speciale dell'Istat guidata dal presidente dell'istituto di statistica Giorgio Alleva. Di ogni regione è stato certificato il numero esatto di elettori: sulla base di questi dati è stata riconteggiato il numero dei seggi cui ha diritto ogni regione. Alcune Regioni come la Lombardia ne avranno di più (la popolazione è salita da 9.033.602 del censimento 2001 a 9.917.714 del 2011) mentre altre come la Basilicata (scesa da 597.468 a 587.517) ne perderanno. Immaginabile che in Parlamento i rappresentanti delle regioni "danneggiate" facciano sentire la loro protesta. Ma il decreto definisce anche i confini di ciascun collegio: su questo è immaginabile che ci sarà battaglia: il M5s già da qualche giorno accusa il governo di aver ridisegnato i collegi in modo da favorire i candidati del Pd.