DUE CONTI

Pure sulle case ai terremotati comprate dalla Regione scatta la denuncia

M5s presenta esposto alla Corte dei Conti, Anac e Procura

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Pure sulle case ai terremotati comprate dalla Regione scatta la denuncia

 

ABRUZZO. Un esposto alla Corte dei Conti, all’Anac e alla Procura dell’Aquila per verificare se l’operazione d’acquisto da parte della Regione di abitazioni da destinare ai terremotati sia stata regolare.

La denuncia è stata firmata dal Movimento 5 Stelle Abruzzo che sul caso ha parecchi dubbi.

Già, perché i pentastellati sono convinti che le 427 abitazioni che la Regione Abruzzo si accinge ad acquistare dai privati per destinarle a una parte di terremotati (con soldi della Protezione Civile), per poi assegnarle all’edilizia residenziale pubblica abbiano un costo superiore a quello di mercato. Non si parla di una piccola cifra ma di un surplus di 16 milioni di euro. E’ possibile?

 

 

Si tratta di appartamenti ad uso abitativo, mai occupati, e resi disponibili in 17 Comuni abruzzesi.

La procedura è frutto della legge 45 del 2017, con la quale si è stabilito che, al fine di fronteggiare l'emergenza abitativa conseguente al sisma che ha colpito l'Italia centrale, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria possono acquisire (a titolo oneroso) al patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, prioritariamente nei Comuni del cratere sismico e limitrofi, unità immobiliari a uso abitativo agibili o rese agibili dal proprietario.

Si tratta di una iniziativa senza precedenti che -al netto di distorsioni della fase attuativa- sembra avere molti risvolti positivi.  

 

Le prime “distorsioni” le individuano dunque i 5 Stelle che nell’esposto segnalano che i prezzi al metro quadrato, stimati dai rivenditori privati per le singole unità, sono ben superiori alle quotazioni stimate invece dall’Agenzia delle entrate.

«Una discordanza non ammessa dall’iter presente nel Decreto legge N.8 del febbraio 2017, a cui la delibera di Giunta regionale si appella per l’acquisto delle case», fanno notare i 5 Stelle.



GLI UFFICI METTONO LE MANI AVANTI

Una discordanza, inoltre,  palesata  anche  nel decreto n. 373 dove gli uffici preposti da Regione Abruzzo scrivono:  “la Commissione Giudicatrice chiarisce che non è stato possibile accertare la convenienza economica cosi come richiesto dal comma 3 dall’Art 14 del decreto legge n . 8 del 2017, poiché è espressamente previsto che il prezzo offerto fosse omnicomprensivo di tutti gli oneri a carico dell’Amministrazione e pertanto non direttamente comparabili ai parametri citati dalla legge”.

La Giunta Regionale sceglie, quindi,  di prevedere nell’Avviso pubblico la presentazione delle offerte comprensive di tutto, immettendo in un conteggio omnibus, gli oneri fiscali delle spese notarili per la stipula della compravendita e gli oneri dei bolli delle spese di registrazione. Una scelta che però ha come risultato l’impossibilità per gli uffici di applicare la legge sulla valutazione di congruità sul prezzo convenuto. «Non stiamo parlando di piccole cifre», analizza Domenico Pettinari: «il surplus supera i 16 milioni di euro ed anche volendo  considerare le cifre scorporate dagli oneri a carico dell’Amministrazione, si raggiungerebbe comunque un surplus di circa 15 milioni di euro».

 

«SI POTEVANO COMPRARE PIU’ ALLOGGI»

Se i prezzi al metro quadrato offerti dai privati fossero stati correttamente equiparati alle quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle entrate,  si sarebbero potute comprare molte unità abitative in più dei 427 alloggi stimati, fanno notare i 5 Stelle che hanno firmato l’esposto.

 

 

MA COSA DICE LA NORMA?

«Il Decreto Legge è chiarissimo», ha spiega Pettinari «e recita: Le proposte sono sottoposte alla preventiva approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione civile previa valutazione di congruità sul prezzo convenuto resa dall’ente regionale competente in materia di edilizia residenziale pubblica con riferimento ai parametri di costo dell’edilizia residenziale pubblica ed alle quotazioni dell’osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, nonché valutazione della soluzione economicamente più vantaggiosa tra le diverse opzioni, incluse le strutture abitative d’emergenza (SAE)».

 

COSA DICE L’AVVISO?

La previsione nell’Avviso pubblico, invece, prevede di presentare il prezzo al metro quadrato degli immobili offerti omnicomprensivi di tutti i costi: come gli oneri fiscali, le spese notarili per la stipula della compravendita e dei bolli delle spese di registrazione. Scelta che rende inapplicabile i criteri contenuti nel Decreto Legge. Perché questa scelta?

 



L’ANALISI DEI COSTI

Il costo stimato da graduatorie effettuata dalla Regione Abruzzo è di euro 61.795.262,48, mentre tenendo in considerazione la tabella dell’Agenzia delle Entrate si stima un prezzo di euro 45.678.000,70.

Ma come sono stati fatti i calcoli?

 Pettinari ha raccontato di aver scaricato le Graduatorie provvisorie dal sito internet istituzionale della Regione e di aver effettuato una comparazione tra il prezzo offerto al metro quadrato dai privati per i singoli immobili e il prezzo desunto dalle quotazioni dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, pubblicati sul sito istituzionale dell'Ente, riferito al Comune e alla zona interessata.

«Da tale comparazione», spiega il consigliere regionale, «ho riscontrato un allarmante scostamento tra i due prezzi, in quanto quello al metro quadrato offerto dai privati per l'acquisizione degli immobili appariva notevolmente maggiore rispetto alla quotazione di mercato degli immobili siti in quella specifica zona, effettuata dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. Uno scostamento che ha fatto lievitare i prezzi degli immobili rispetto a quello che si sarebbe ottenuto applicando i prezzi quotati dall'Agenzia delle Entrate. Questo ha prodotto quindi uno scostamento complessivo, riferito ai 427 alloggi, di oltre sedici milioni di euro».

«Ora ammesso che ci siano le spese a carico dell’Amministrazione, che da una rilevazione effettuata presso professionisti del settore (notai ed esperti di edilizia residenziale pubblica), abbiamo  stimato su circa 2 o 3mila euro ad unità abitativa (senza tener conto che in caso di più unità abitative acquistate da uno stesso proprietario questi costi si riducono)», continua Pettinari, «non si capisce come si possa arrivare ad una tale differenza. Infatti pur mantenendo il parametro più alto di 3mila euro ad immobile, per le 427 unità abitative, il costo degli oneri per l’Amministrazione si aggirerebbe intorno a 1.281.000,00 euro. Una cifra che se pur volessimo forzatamente arrotondare per eccesso arriverebbe al massimo a 2 milioni di euro, quindi ben lontana dal surplus di 16.117.261,78 euro previsto dalle graduatorie».

 

LE RICHIESTE DEL M5S

A questo punto i 5 Stelle chiedono di  attuare quanto previsto dal D.L. 8/2017 effettuando le dovute verifiche di congruità dei prezzi di acquisto degli immobili offerti,  scorporando dall’importo complessivo le voci degli oneri a carico dell’amministrazione, facendo sostenere al pubblico il giusto prezzo al metro quadrato, così da poter acquistare con il fondo a disposizione il giusto numero di alloggi, sicuramente superiore ai 427 previsti».