LA RISPOSTA

Orsi e cavalli sull’A25, «Strada dei Parchi dice no a barriere più alte»

La protesta dell’associazione 'Salviamo l’Orso'

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Orsi e cavalli sull’A25, «Strada dei Parchi dice no a barriere più alte»

L'orso investito


ABRUZZO. Strada dei Parchi spa risponde alle lettere di Salviamo l’Orso e della Regione Abruzzo, confermando la sua indisponibilità a dotare alcuni tratti autostradali di recinzioni più alte ed efficienti.

Salviamo l’Orso ed il rappresentante del Patom in Regione chiedevano che fosse reso più difficile l’accesso in autostrada agli animali domestici ed ai selvatici per salvaguardare, prima di tutto, la sicurezza degli utenti.

Tra fine settembre ed inizio ottobre notizie di cronaca hanno riportato all’attenzione della pubblica opinione regionale l’annoso problema dell’ingresso sulla sede autostradale di animali sia domestici che selvatici. Le segnalazioni più recenti riguardano la presenza lo scorso 8 Ottobre di un esemplare di orso marsicano all’interno della rete autostradale nel tratto dell’A25 compreso tra Pescina e Cocullo all’altezza della galleria di S. Domenico e il rinvenimento di ben tre vacche all’interno della galleria di S. Rocco nei pressi del casello di Tornimparte all’inizio di Settembre per non parlare della galoppata effettuata da un cavallo all’altezza del casello di Carsoli (AQ) intorno al 15 di Ottobre.

A seguito di un sopralluogo presso lo svincolo autostradale di Tornimparte, posteriore al rinvenimento delle mucche all’interno della galleria di S. Rocco, l’associazione ha notato che lo stato della recinzione risultava in più punti fatiscente, (la rete abbassata dalla vegetazione, avrebbe permesso facilmente l’ingresso nella sede autostradale di qualsiasi specie animale che lo avesse tentato.) In quel tratto poi la presenza di animali domestici e fauna selvatica è particolarmente frequente poiché è presente un fontanile per l’abbeverata.


LA RISPOSTA

Strada dei Parchi rispondendo alla lettera dell’associazione in cui si signalava lo stato delle recinzioni in quel particolare tratto assicurava di aver provveduto alle necessarie riparazioni ma si rifiutava di prendere in considerazione qualsiasi rafforzamento o innalzamento delle recinzioni anche in tratti critici e limitati quale per esempio da sempre risulta essere quello tra Pescina e Cocullo ( appena 10 km includendo i due tratti da e verso Roma).

Interpellato dall’associazione anche il presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo , Lazio e Molise , Antonio Carrara, confermava che dopo il recente sopralluogo effettuato congiuntamente da guardiaparco e personale della società autostradale i responsabili di Strada dei Parchi, al contrario di ció che la stampa regionale aveva riportato, avevano ribadito che non avrebbero intrapreso alcuna iniziativa relativa ad un rafforzamento delle recinzioni essendo le attuali a norma di legge.


RECINZIONI INSUFFICIENTI

«Purtroppo la casistica degli ultimi anni», spiega l’associazione, «ha reso evidente l’insufficienza delle recinzioni cosi come sono configurate dalla norma vigente, specialmente nei tratti autostradali che attraversano aree critiche della rete dei parchi e delle riserve abruzzesi, ma a Strada dei Parchi questo non interessa e la situazione rimane cosi estremamente pericolosa non solo per gli animali ma ancor di più per gli utenti dell’autostrada, infatti quale sarebbe potuto essere l’esito dell’investimento di una vacca in galleria lo scorso Settembre da parte di uno sfortunato automobilista?»

«Certo la società che gestisce la rete autostradale abruzzese non ha mai brillato per sensibilità ambientale», continua Salviamo l’Orso, «malgrado il nome di cui si fregi, ma la sicurezza dell’utenza dovrebbe essere la prima delle sue preoccupazioni per cui dovrebbe essa stessa farsi almeno carico di un’iniziativa con l’ente concedente (Ministero dei Trasporti) e la Regione affinchè il problema venga affrontato e risolto. Vedremo se la recente sentenza della Terza sez. civile della Cassazione costringerà la Società ad altro atteggiamento» .