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Domenica d’inferno in montagna: un morto, elicottero di soccorso a terra e ambulanze bloccata da neve

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Domenica d’inferno in montagna: un morto, elicottero di soccorso a terra  e ambulanze bloccata da neve

 

 

ABRUZZO.  Domenica molto impegnativa per le squadre di soccorso abruzzesi: 4 persone recuperate e purtroppo anche una salma.

Il tutto con un elicottero costato 26 milioni di euro bloccato negli hangar a causa della mancanza di un verricello e un’ambulanza incredibilmente fermata  dalla neve.

Il rifugio Pomilio già isolato: spazzaneve non se ne sono visti. Ed è grave non solo perché siamo solo a novembre ma anche perché il rifugio è un presidio di pronto soccorso. Ma se nessuno passa per pulire le strade non lo è più.

 


UNA VITTIMA

Un escursionista è morto in una zona montuosa al confine fra le province di Pescara e Chieti. Un altro è rimasto ferito. Una terza persona è stata recuperata in buone condizioni.

Sul posto al lavoro senza sosta per tutta la giornata di ieri gli uomini dei vigili del fuoco, 118, e soccorritori delle altre forze dell'ordine.

A perdere la vita nell'incidente mortale poco prima delle 13 sulla Maiella è stato Mario Tracanna, 54 anni di Roccamontepiano (Chieti), mentre stava sciando con altre persone. Per cause in corso di accertamento ha improvvisamente perso l'equilibrio, ed è precipitato in un crepaccio nel territorio comunale di Caramanico Terme (Pescara), in località Stazzo De Marco. Illesi gli amici che erano con lui.

Il corpo senza vita del 54enne è stato poi recuperato dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118 con l'utilizzo del verricello. Il decesso è stato immediato. La salma è stata trasferita nell'obitorio dell'ospedale di Chieti su disposizione del Pm Andrea Papalia. Sull'accaduto,indagano i carabinieri della Compagnia di Popoli (Pescara), coordinati dal maggiore Antonio Di Cristofaro. Lo stesso elicottero è stato poi dirottato nel comprensorio sciistico di Roccamorice (Pescara) per soccorrere un escursionista che, dopo un incidente, è stato ricoverato all' ospedale di Chieti in prognosi riservata.

Ai soccorsi hanno partecipato anche gli uomini dell'Arma delle Stazioni di San Valentino e Caramanico Terme), i carabinieri forestali di Lettomanoppello  e Caramanico Terme  e uomini del Cai di Sulmona, Pennee Chieti.

 

L’ELICOTTERO FERMO NELL’HANGAR

E in questa domenica così impegnativa per le squadre di soccorso sulla Maiella (4 recuperi di persone più la salma) non mancano polemiche per il fatto che in piena emergenza l’elicottero del 118 di Pescara sia rimasto inutilizzato, a terra, perché ancora sprovvisto di verricello.

Una storia denunciata già diversi mesi fa dal presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo (Forza Italia), che adesso chiede l’intervento della magistratura.

«La centrale operativa di Chieti», ricostruisce Febbo, «ha inviato sul posto l'elisoccorso de L’Aquila  (dotato di verricello) visto che in contemporanea c'era anche un altro escursionista sul Monte Camicia ed è stato chiesto ausilio all'elicottero dei vigili del fuoco». L’esponente di centrodestra segnala anche una mancanza di comunicazione con la centrale del 118 e per questo gli interventi sarebbero stati difficoltosi.

«Il tutto», insiste Febbo, «con l'elicottero del 118 di Pescara fermo in hangar perché non ha ancora il verricello anche se questo rientra nel capitolato fine spesa....sono mesi e mesi che il direttore regionale alla Sanità Angelo Muraglia e il manager della Asl di Pescara, Armando Mancini,  promettono l'installazione ma sono solo chiacchiere. Un super elicottero, costato 26 milioni  fermo per inerzia e lassismo amministrativo non è più tollerabile».

Febbo annuncia che invierà un nuovo esposto alla Magistratura per accertare eventuali responsabilità e magari sperare che si acceleriamo i tempi per l'attivazione del verricello (pagato e inutilizzato).



L’AMBULANZA BLOCCATA

Ma è successo anche altro in questa giornata così drammatica. Un episodio particolarmente grave che non solo richiama pericolosamente a quanto accaduto il 18 gennaio scorso a Rigopiano, con i mezzi bloccati dalla neve, ma pone inquietanti interrogativi dal momento che siamo appena a novembre e non si sa cosa potrebbe accadere in inverno inoltrato.

La denuncia è partita via Facebook dal rifugio Pomilio che si trova in località Majelletta a Rapino che ieri è rimasto isolato. Il rifugio è un presidio di pronto soccorso ma con la strada chiusa, ovviamente, perde pure questa funzione.

 Spazzaneve non se ne sono visti e i gestori hanno raccontato: «l'ambulanza è stata costretta a fare manovra perché non si saliva.... Una situazione incommentabile».In pratica il mezzo di soccorso non è riuscito a raggiungere il rifugio e fortunatamente non c’era una situazione di emergenza in corso. In caso contrario solo l’elisoccorso sarebbe riuscito ad intervenire ma fa specie che con una situazione di neve praticamente non ai livelli di guardia ci si ritrovi già in queste condizioni.

I gestori  denunciano ancora: «le condizioni di sicurezza sono totalmente insufficienti, soprattutto per tutti noi che lavoriamo e viviamo la montagna costantemente. E se oggi uno di noi avesse avuto bisogno di quell'ambulanza? E se avesse fatto la differenza una viabilità normale? Considerando che a terra la quantità di neve è ridicola al momento».

Un altro utente esprime la sua indignazione: oggi pomeriggio la strada era pulitissima fino ai locali chiusi e bloccata fino al rifugio Pomilio che era aperto e pieno zeppo di gente che a piedi è arrivata per pranzare. Metodo pratico per sviluppare il turismo sulla Majella».

E sul turismo certo non si punta proprio se anche altri utenti fanno notare che c’è molta sciatteria: «vogliamo parlare dell’unica corsia aperta?», denuncia un altro. «Peccato perché qui da noi è un paradiso ma fanno di tutto per mandarlo al diavolo».

a.l.