IL DELITTO

Renata Rapposelli, il figlio torna in tv: «sono distrutto». Si cercano farmaci e lenzuola

«Cellulare spento? Normalmente uso un altro numero»

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Renata Rapposelli, il figlio torna in tv: «sono distrutto». Si cercano farmaci e lenzuola

 

ANCONA. Sta vivendo un momento "impossibile" da definire, «massacrante, distruttivo al massimo».

Queste le parole di Simone Santoleri, indagato per concorso in omicidio e occultamento del cadavere della madre, la pittrice Renata Rapposelli, alle telecamere de La Vita in Diretta, il programma di Rai1 condotto da Francesca Fialdini e Marco Liorni.

L’uomo, indagato insieme al padre per omicidio e distruzione di cadavere dopo i primi giorni di interviste intense e continui passaggi nelle varie trasmissioni televisive ha poi scelto di non parlare più.

Ieri, invece, è ricomparso davanti alle telecamere del programma di Rai 1 accettando di farsi intervistare dal giornalista Max Franceschelli.


«IO NON CONOSCO QUEL POSTO»

Il cadavere della madre, scomparsa il 9 ottobre, è stato ritrovato un mese dopo nelle campagne di Tolentino. Un luogo che Santoleri afferma di non conoscere.

 E ha precisato: «Da quello che ho saputo, il gruppo di preghiera (della madre, ndr) si trova da quelle parti. A parte questo, sinceramente non saprei dire le frequentazioni di mia madre. Non è che avevamo rapporti. Non mi viene in mente nient'altro».

Santoleri ha spiegato il motivo per cui un telefono a lui attribuito sarebbe rimasto spento, contemporaneamente a quello del padre e della Rapposelli, per i tre giorni successivi all'arrivo della madre a Giulianova: «E' probabile che parlino di una sim che io non ho più utilizzato. Ho un altro numero che utilizzo normalmente e con il quale ho chiamato il giorno 9 anche la signora Cinzia, che è la signora che ci viene a dare una mano, e se non ricordo male l'architetto, che gestisce la questione della casa».

Santoleri ha poi parlato delle condizioni di salute del padre, ricoverato in ospedale: «Lo stanno curando con farmaci diversi da quelli che prendeva in precedenza. Purtroppo non posso andare in ospedale per vedere come sta. Da quello che mi viene detto al telefono diciamo che sta benino».


 

NUOVE PERQUISIZIONI A CASA DI SANTOLERI

Intanto ieri i carabinieri sono tornati a casa di Simone Santoleri  per una nuova perquisizione.

Come riferito dalla trasmissione ‘Quarto Grado’ sarebbero alla ricerca di farmaci da comparare con possibili tracce di medicinali che potrebbero emergere dall'analisi compiuta sul corpo della pittrice di Ancona.

Sono state cercate anche lenzuola o tende con cui potrebbe essere stato trasportato il corpo di Renata.

Giuseppe Santoleri e il figlio Simone sono stati sottoposti al prelievo delle impronte digitali.


 

LA FARMACISTA

E i carabinieri insistono anche sulla farmacia che lavora lungo la statale 16 a Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, dove Renata Rapposelli entrò in stato confusionale, chiedendo un tranquillante e mostrando la sua tessera sanitaria.

Erano le 17 del 9 ottobre, giorno della scomparsa. Si parla di un posto che dista a 100 km da Tolentino, dove poi è stato ritrovato il corpo senza vita.

La ricorda bene la commessa della farmacia, aggiungendo di aver letto il suo nome sulla tessera e di averne chiesto conferma alla stessa donna, per essere sicura che fosse lei la titolare. Questo aspetto, confermato da fonti investigative, è uno dei punti fermi dell'indagine, che riposiziona la vittima nella zona vicina all'abitazione giuliese dei suoi familiari e apre un'altra falla nella ricostruzione di coniuge e figlio del viaggio di ritorno della donna verso Ancona a bordo della Fiat 600 condotta dalla Giuseppe Santoleri.

Una ricostruzione che già è stata modificata nei fatti dal ritrovamento del cadavere in una zona, Tolentino, lontana da Loreto dove l'uomo dice di aver lasciato l'ex moglie.