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Minacce e abusi all’Università Tor Vergata, Ministero si costituirà parte civile

Rettore a processo per le accuse di due ricercatori

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Gianluca Vacca

Gianluca Vacca

 

ROMA. Il ministero dell’Istruzione sta valutando l’ipotesi di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il rettore dell’università di Tor Vergata Giuseppe Novelli accusato di tentata concussione e istigazione alla corruzione.

Il prossimo 18 dicembre è prevista l’udienza preliminare.

A denunciare Novelli, con tanto di registrazioni imbarazzanti per l’università, sono stati Giuliano Grüner e Pierpaolo Sileri.

Il primo è un avvocato amministrativista e il secondo chirurgo dell’apparato digerente, tutti e due ricercatori a tempo indeterminato con l’abilitazione scientifica di professori di prima fascia.

Sileri negli anni scorsi aveva avuto problemi anche all’Università di Chieti, dopo aver vinto un regolare concorso, poi annullato.

Entrambi attendevano la cattedra dell’Università romana e hanno contestato la chiamata di altri colleghi, senz’altro titolati ma incidentalmente figli di professori di Tor Vergata. La colpa degli esclusi è il proprio il ricorso al Tar. I due, in pratica, hanno contestato il fatto che gli sia stata preclusa la possibilità di partecipare a due procedure di chiamata come professori associati.

Ma hanno anche registrato gli audio di pressioni, minacce, promesse affinché ritirassero il ricorso contro la chiamata in ruolo di due professori, da loro ritenuta non corretta e che nei fatti li privava del diritto ad ambire a quel posto.

Il ricorso proposto da Pierpaolo Sileri è stato accolto dal Tar del Lazio che ha disposto l'annullamento dell'intera procedura di chiamata

IL PROCESSO

Per i suoi tentativi di «convincere» i ricorrenti, Novelli rischia ora il processo. «Per i prossimi anni si cerchi un altro Ateneo. Finché faccio io il rettore, lei qui non sarà mai professore... o ritira il ricorso, oppure sparisca da qui», urlava Novelli contro uno dei ricercatori, minacciando anche un provvedimento disciplinare a suo carico.

In un'altra registrazione, riguardante una conversazione tenutasi tra Pierpaolo Sileri e la direttrice generale del Policlinico di Tor Vergata, quest'ultima, riferendosi al rettore, dice: «Qui con lui sei morto. Qui tanto con lui sei morto».

Ieri il deputato pescarese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, in una interrogazione in Commissione Cultura, ha chiesto al Ministero di prendere una posizione e censurare pubblicamente quanto accaduto.

«Anche l'ateneo "D'annunzio"», spiega Vacca, «entra in questa storia; Sileri infatti avrebbe vinto un concorso nel 2015 come chirurgo presso l'ateneo di Chieti, ma la procedura sarebbe stata poi annullata dall'allora rettore Di Ilio, azione che avrebbe portato Sileri non soltanto a fare ricorso al TAR, ma a denunciare alla Procura della Repubblica presunte pressioni e manovre per annullare la propria vittoria e favorire invece un altro candidato locale. In questa terribile vicenda, il Miur non ha mai preso una posizione chiara, stigmatizzando sul piano politico ed etico l’accaduto, o probabilmente hanno tentato di mettere tutto a tacere».

Il Ministero ha spiegato che si sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel dibattimento penale in corso dove ci sarà rinvio a giudizio ma soprattutto che, insieme all’Anac, si sta affrontando la questione dei procedimenti disciplinari a carico dei rettori che potrebbero essere posti in capo al decano dell’università. Al momento non c’è nulla di concreto ma si aspetta la formalizzazione da parte dell’Anac.