LA STORIA

Mirageo, il progetto antenato di Cosmo SkyMed affondato da Telespazio

Quando un progetto da sogno diventa un incubo. Storia di una controversia che dura da 12 anni

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Mirageo, il progetto antenato di Cosmo SkyMed affondato da Telespazio

 

ABRUZZO. Una collaborazione che diventa una controversia, un progetto che diventa, per chi lo ha proposto, un incubo. Un accordo che diventa materia di aule di tribunale trasformandosi in un lungo, aspro e complesso contenzioso giudiziario, procedimenti penali e civili che si incrociano, si incontrano e si separano nuovamente.

E’ una vicenda che si trascina ormai da 13 anni ed ha come protagonista la Learsat di Fabrizio Bartalini, nata per sviluppare un progetto di rilievo nell'ambito dell'osservazione della Terra.

La società ha avuto la disgrazia di imbattersi nel difficile mondo di Telespazio prima nell'epoca Telecom  poi passata di mano in Finmeccanica.

E il sogno è diventato un incubo.

«Il progetto é naufragato a causa di una serie incredibile di eventi derivanti da una gestione illecita del rapporto di collaborazione, causando una vera e propria tragedia nell'ambito della mia attività. Il tutto é al vaglio della  magistratura, nelle varie sedi competenti per materia», racconta Bartalini a PrimaDaNoi.it.

 

 

LA FIRMA NEL 2002

Tutto comincia nel 2002 quando la società Learsat e Telespazio firmano un accordo, ovvero dei ‘Patti inderogabili di accordo operativo’,  per il ‘progetto Mirageo’.

Solite cose dei grandi accordi: riservatezza ed obbligo di non concorrenza.

A firmare per Telespazio era il direttore generale Sabatino Stornelli, poi passato a Selex Sema.

Il progetto  prevedeva l’utilizzo di un insieme di informazioni territoriali basati su dati radar ed ottici da aereo con dati multi spettrali satellitari da utilizzare per l’individuazione e monitoraggio dei fenomeni naturali.

Un sistema basato sulla disponibilità di serie storiche di diverse missioni satellitari a partire dal 1991 ma anche l’utilizzo di sensori radar ad alta risoluzione.

Dopo l’intesa, «quando Telespazio scopre integralmente il know how del progetto», racconta Bartalini, c’è qualcosa che non va. A dicembre, infatti, la società diretta da Stornelli non paga i primi importi fatturati.

Ed è a questo punto che parte un primo procedimento giudiziario con la prima incredibile denuncia querela di Stornelli che disconosce la propria firma sui Patti inderogabili’.

«Quella firma non è la mia», dice Stornelli ma ci sono due perizie grafologiche che lo smentiscono e nel 2006 arriva pure l’ordinanza di archiviazione a carico di Fabrizio Bartalini, accusato di aver manomesso i documenti. In sede civile il giudice dispose addirittura il pagamento in favore della società di 425 mila euro.


 

COSMO SKYMED

E a questo punto un altro incredibile colpo di scena.

La società Learsat scopre che Telespazio, dopo aver firmato gli accordi  nel 2002, aveva aderito al progetto Cosmo Sky Med, sviluppato in base ad una convenzione tra Ministero Difesa e l'agenzia spaziale italiana.  

Non un progetto qualunque, ma «il più ambizioso programma di osservazione satellitare terrestre mai realizzato dall’Italia per la prevenzione dei disastri ambientali, per lo studio della superficie terrestre e per la sicurezza», come si può leggere ancora oggi sul sito.

Le sue immagini radar di alcune delle più gravi catastrofi naturali del 2008, come il ciclone Nargis in Birmania, il terremoto in Cina e gli uragani Hannah e Ike su Haiti, sono state utilizzate dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie impegnate negli aiuti alla popolazione.

Sul sito Cosmo si dice che  Telespazio S.p.A. è stato responsabile della realizzazione e fornitura del Segmento di Terra civile e militare, oltre che della infrastruttura di controllo della costellazione.

Secondo la Learsat, in pratica, Telespazio, entrata a far parte di un team industriale chiamato a realizzare Attività ed applicazioni del tutto analoghe a quelle che erano previste nel progetto Mira Geo avrebbe copiato.

 

COPIATO?

Si avvia così un ricorso al Tar e la società di Bartalini chiede  di vedere tutti i documenti dell'agenzia spaziale per coprire cosa ci sia dietro a questo Cosmo SkyMed.

E qui la terza sconcertante scoperta di tutta la storia: la società sostiene che le documentazioni dei due progetti si somigliano troppo.

Parte una nuova causa, l'ennesima, col la quale alle Learsat chiede l'inibizione e la divulgazione e commercializzazione del progetto.

I giudici dicono di no anche se nella sentenza si legge: «il danno lamentato, costituito dalla temuta divulgazione del know how del progetto Mirageo deve ritenersi irreversibilmente certificato».

Sono gli stessi giudici, quindi a suggerire alla danneggiata, che « questo punto ha solo da richiedere un ristoro nella forma del risarcimento  pecuniario».


 

GIUDIZI E DANNI

L'amicizia, ormai, è un lontano ricordo anche se dalle ricostruzioni dell’avvocato della Learsat emerge che Telespazio più volte avrebbe cercato di arrivare ad un componimento bonario della vicenda, «riconoscendo pure la validità dei Patti inderogabili quelli che aveva disconosciuto Stornelli».

Ad un certo punto sarebbe  stata proposta anche la somma di 800.000 euro per chiudere tutta la vicenda.  

L'offerta è stata avanzata da Finmeccanica con una lettera raccomandata del 13 maggio del 2005. Prima fu anticipata da una lettera di disponibilità da parte dell'allora presidente Guarguaglini.

Probabilmente la società aveva capito che poteva rischiare grosso per l'utilizzo illegittimo di informazioni riservate.

La proposta viene però rigettata e la società Learsat rilancia: ma quali 800.000 euro, i danni da concorrenza sleale e l'utilizzo illecito di informazioni riservate sottratte alla società valgono 147 milioni di euro «da versare in 15 giorni».

La cifra è stata stilata con una perizia di parte  da Claudio Scarponi dell'università La Sapienza di Roma.

 

La vicenda è tutt’altro che conclusa e particolarmente ingarbugliata e di difficile risoluzione.

 

In una relazione del 2010  il Ctu del Tribunale, Bruno Coppola, ha ritenuto congruo per la Learsat un risarcimento di 12,6 milioni di euro.

Come arriva il perito a questa quantificazione?

Zero euro per attività contrattuali svolte, in quanto secondo Coppola, nulla sarebbe stato fatto dalla firma dei Patti fino alla prima fattura.

Ci sono poi 600 mila euro per rimborso spese che comunque andranno documentate e 12 milioni di euro per il mancato utile, ovvero il 10% dell' importo stimato alla firma.

 

Ma sono tanti i punti contrastanti.

Secondo il perito, ad esempio, quello accaduto potrebbe essere un caso di rescissione unilaterale senza giusta causa.

 

Sulle analogie fra i due progetti, invece, il Ctu non ha saputo dare una risposta certa ma confermato che le analogie sono fortemente affermate e sostenute da Learsat ma fortemente legate da Telespazio,  e mancherebbero tutti i supporti tecnici per avvalorare le due ipotesi.

Secondo il perito dunque il calcolo dovuto per questa specifica ipotesi non può essere fatto perché mancherebbero riferimenti strutturali ed economici concreti.  

 

a.l.