DOMANDE DEL FESSO

Pescara allagata, milioni di euro spesi ma i problemi restano

A che servono i lavori anti allagamento se la città di allaga?

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Pescara allagata, milioni di euro spesi ma i problemi restano

Viale Marconi Pescara

 

PESCARA. È bastata una sola notte di pioggia per determinare nuovamente l’allagamento della città e sempre nelle solite zone ben note da decenni. “Straordinario” anche l’allagamento del sottopasso di Fontanelle, riaperto solo nella serata di ieri.

Si tratta di una infrastruttura realizzata nell’epoca del sindaco D’Alfonso, costata centinaia di migliaia di euro, e sulla quale, appena lo scorso febbraio-marzo 2016 il sindaco Alessandrini ha riversato ancora circa 235 mila euro per il rifacimento delle idrovore, il completamento degli impianti di sollevamento risultati mancanti e per il collegamento del sottopasso al Fosso  Acquatorbida.

In quel sottopasso il 2 dicembre 2013 venne ritrovato il corpo, intrappolato nella sua auto, di Anna Maria Mancini, 57 anni, una madre di famiglia, una donna, una lavoratrice, finita in quel fiume di acqua e fango solo perché tentava di raggiungere i suoi genitori anziani, residenti nei pressi del sottopasso, e spaventati dall’avanzare delle acque.

Da allora l’infrastruttura era stata posta sotto sequestro e l’iter per la riapertura è stata lunghissima.

Ad aprile del 2016, il Comune annunciò di essere «andati oltre gli interventi richiesti» dalla procura per concedere la riapertura, «in linea anche con tutta l’azione di prevenzione da allagamenti e messa in sicurezza dei sottopassi che abbiamo avviato sulla città».

Dunque è stato fatto in modo di separare le acque bianche dalla rete dei sottoservizi, hanno adottato l’infrastruttura di un gruppo elettrogeno per funzionare anche in mancanza di energia elettrica, di allarmi semaforici in caso di allagamento.

Venne inviato poi un rapporto finale alla Procura chiedendo il dissequestrato che arrivò.

Eppure ieri tutto allagato.

«E’ stato tutto inutile», ha denunciato il vice capogruppo di Forza Italia, Vincenzo D’Incecco, «investimenti eccezionali letteralmente buttati al vento, bruciati nel giro di pochi minuti. Ma stavolta è giusto vederci chiaro: passata la tempesta, chiederemo la convocazione di una seduta straordinaria della Commissione Lavori pubblici alla presenza dei tecnici comunali e del direttore dei Lavori, l’ingegner Pulini, oltre che del Responsabile unico del procedimento in Comune, per capire cosa sia accaduto stamane nel sottopasso, cos’è che non ha funzionato e come sia possibile che, dopo aver speso, un mare di soldi, quel sottopasso, che pure è stato teatro di una tragedia nel 2013, costata una vita umana, si continui ad allagare. Inoltre chiederemo anche di verificare gli atti del collaudo degli impianti realizzati, e chi ha eventualmente firmato quelle carte dovrà assumersi le proprie responsabilità».

 

«A causa delle eccessive precipitazioni il sistema di raccolta e smaltimento delle acque miste circostante il sottopasso di competenza Aca è andato in saturazione, comportando una serie di problemi», ha detto il vice sindaco Antonio Blasioli, «tutti gli allarmi sono scattati e sul posto si sono subito recati i nostri tecnici per monitorare l'accaduto e rimettere in funzione pompe e sottopasso. Dopo aver riattivato manualmente le pompe si è riscontrato nuovamente il problema, pertanto è stata chiamata la ditta manutentrice che con un intervento tecnico specializzato ha fatto girare temporaneamente le pompe al contrario, liberandole dal materiale che ne impediva il funzionamento e garantendo il ripristino della piena funzionalità dell'impianto».

STRANEZZA BIS

Un’altra ‘stranezza’ è stata ben visibile ieri per tutto il giorno sul Ponte della Libertà.

Un anno e mezzo fa il Comune aveva inaugurato tutti gli interventi di difesa idraulica a tutela dalle esondazioni da 900 mila euro: paratie metalliche e segnalatori elettronici d’avanguardia. Risultato? Ieri il sottopassaggio era chiuso (seppur percorribile e fiume regolarmente negli argini) con economiche e classiche transenne.

Dunque passaggio sbarrato alle vetture che però non hanno potuto vedere all’opera le nuove e costosissime opere.

Il solito cittadino “distratto” e “banale” potrebbe chiedersi: ma a che cosa sono serviti quei lavori?

 

STRANEZZA TER

E che dire della zona stadio ieri di nuovo allagata e dove i lavori milionari vanno avanti da oltre 10 anni a spizzichi e bocconi, un pò qua e un pò là, e ancora non sembra essere risolto definitivamente il problema?

Ieri almeno 20 i centimetri di acqua, forse qualcosa in più,  nella zona della rotatoria dell’Agip e grossi problemi anche sulla vicina via Falcone e Borsellino, chiusa per un certo numero di ore per consentire il lavoro delle idrovore.

Meno di due mesi fa erano partiti gli ennesimi lavori per evitare gli allagamenti di una della zone più critiche della città.

Era fine settembre quando il vice sindaco Antonio Blasioli annunciò lavori di tre giorni, sugli scolmatori di viale Pindaro per «alleggerire la pressione idraulica sul Fosso Bardet nei momenti di piena, in modo da riequilibrare i carichi idraulici ed evitare gli allagamenti».

«Alla fine di questo avremo risolto un altro grande problema degli allagamenti a Pescara» diceva il vice sindaco tre mesi fa.

Blasioli è però solo l’ultimo degli “annunciatori” di soluzioni senza riscontri, prima di lui decine di amministratori dagli anni ‘80 ad oggi.

E chi vuole contare promesse e lavori può divertirsi con questo elenco.  

Buon divertimento.