SANITA'

Sulmona, sindaco chiude il Cim e la Asl si arrabbia: «inaccettabile»

Tordera: «atto grave perchè si tratta di pazienti fragili e cronici»

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Asl L’Aquila, il neo dg  Tordera: «giudicatemi su risultati»

Rinaldo Tordera

 

 

SULMONA.  Dopo alcuni rilievi dei Nas il sindaco di Sulmona ha disposto la sospensione dell’attività del Cim e del centro diurno psichiatrico di viale Mazzini.

Dura la reazione della Asl secondo cui il provvedimento adottato sarebbe «molto grave»  perché  si ripercuote su pazienti fragili e cronici. Una decisione, inoltre, «del tutto  fuori luogo», commenta il manager Rinaldo Tordera,  in quanto le carenze rilevate sono di modesta entità e tali  da non pregiudicare lo svolgimento dell’attività di assistenza. Contestazioni che, come verificato dal dipartimento di prevenzione della Asl, «non rappresentano in alcun modo un ostacolo all’attività sanitaria tanto è vero che ci adegueremo alle prescrizioni in tempi brevi».

Nel frattempo, in attesa  di sistemare l’attuale sede  di viale Mazzini di Cim e centro psichiatrico diurno, in via temporanea i pazienti vengono già accolti e seguiti in alcuni ambulatori dell’ospedale di Sulmona.

La Asl ha comunque  chiesto al sindaco di Sulmona di rinviare di 30 giorni la decorrenza degli effetti della sua ordinanza  contro la quale, in ogni caso, sono state già avviate le procedure per opporsi e presentare ricorso.

«E’ infatti inaccettabile e inopportuno», aggiunge Tordera, «sospendere un’attività riguardante pazienti che, per le patologie di cui soffrono, potrebbero subire serie conseguenze».

Secondo il manager la gravità della decisione di sospendere il servizio, da parte del sindaco, è ancora più grave perché, tenendo conto della delicatezza delle malattie trattate, il trasferimento dei pazienti in altra sede  potrebbe pregiudicare la continuità delle terapie.

«Vorremmo ricordare», prosegue Tordera, «che la Asl, nel giro di pochissimo tempo, è riuscita a trasferire tutto il servizio dalla precedente sede, inadeguata e con pochi spazi, agli attuali locali di viale Mazzini, logisticamente molto più funzionali e ampi, con benefici di pazienti e degli operatori sanitari che vi lavorano».