LA DENUNCIA

Acqua, «bollette illegittime inviate dal comune di Chieti»

E a Francavilla decine di famiglie si scoprono morose

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Acqua, tariffa doppia per chi non installerà il contatore

 

CHIETI. Il MoVimento 5 Stelle di Chieti torna a puntare i riflettori sul Servizio idrico integrato fin'ora gestito dal Comune e sostiene la totale illegittimità delle ultime bollette inviate ai cittadini.

 

«Non siamo noi a dirlo – spiegano i Consiglieri Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo – ma una lunga serie di sentenze della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione e di vari Tribunali sparsi per l'Italia secondo i quali, il rapporto tra il gestore del servizio e gli utenti è regolato dalle norme di diritto privato relative ai contratti a prestazioni corrispettive: mi dai tot. litri di acqua ed io li pago in base alle tariffe vigenti».

 

Il Comune di Chieti invece applica le tariffe in base ai consumi stimati ricorrendo, dicono i Consiglieri del MoVimento, all'espediente della fatturazione in acconto.

«Si tratta in realtà, di una pratica illegittima – spiega la D'Arcangelo - poiché la fatturazione in acconto è ammissibile solo nei casi di accertata impossibilità di procedere alla lettura del contatore».


 

L’ALIQUOTA

Inoltre le fatture esaminate dai 5 Stelle presentano tutte il calcolo dell'aliquota IVA pari al 10% anche sulla parte di Quota fissa. In questo caso la giurisprudenza è concorde nel ritenere illegittima tale maggiorazione poiché la quota fissa non attiene al corrispettivo di un servizio. In tali casi, se viene richiesto il pagamento dell'imposta su quote fisse o su somme che prescindono dai consumi reali, tale parte della bolletta è senz'altro contestabile.

 

Ottavio Argenio rende noto che nella mattinata odierna è stata depositata la prima di alcune interrogazioni a risposta scritta destinate a fare chiarezza sulle sorti del Servizio Idrico Integrato: «Abbiamo intenzione di chiedere spiegazioni al Sindaco ed all'Assessore al Bilancio ed alle società partecipate su questa operazione posta in essere da Teate Servizi».

Per i 5 Stelle è ingiustificabile che la società che si deve occupare delle entrate del Comune di Chieti adotti pratiche illegittime che sono destinate ad avere dei riflessi negativi su un bilancio già funestato da ben note criticità. «Allo stesso modo riteniamo ingiustificabile che Sindaco ed Assessore avallino con il loro silenzio simili pratiche salvo poi puntare il dito contro la stessa Teate Servizi solo quando le illegittimità vengono a galla. Teate Servizi è pur sempre il braccio operativo del Comune e sul suo operato il Comune può e deve esercitare il Controllo Analogo e quindi conoscere, anche in anticipo, le scelte della partecipata sulle quali incidere».

«Un altro profilo sul quale chiediamo che sia fatta chiarezza – dice il capogruppo del MoVimento 5 Stelle – riguarda la cessione dei contratti di utenza dal Comune ad ACA S.p.A. individuato quale nuovo gestore del Servizio. In presenza di cessione del contratto il cedente, in questo caso il Comune, deve comunicare al ceduto (cioè il cittadino) il mutamento della titolarità del rapporto. Se non lo fa la cessione non produce effetti. Ad oggi non ci risulta che il Comune di Chieti abbia provveduto ad inoltrare queste comunicazioni. Gli unici documenti pervenuti agli utenti sono solo le fatture illegittime avverso le quali riteniamo sussistenti fondati motivi di contestazione».



IL CASO FRANCAVILLA

Intanto a Francavilla alcuni cittadini segnalano di aver ricevuto raccomandate dell’Aca per mancati pagamenti di bollette arretrate. Gli utenti assicurano di non aver ricevuto le fatture via posto e dopo aver chiesto spiegazioni all’ufficio competente, vicino alla sede comunale, si sono sentiti rispondere che si tratta di un disguido capitato a molti.

Di chi è la colpa? Dell’Aca? Della posta? Per le pratiche di recupero alcuni segnalano di aver dovuto sborsare anche 6 euro in più rispetto alla bolletta arretrata.

In tanti ci segnalano, inoltre, come sia praticamente impossibile chiedere informazioni telefoniche ma sia praticamente obbligatorio andare di persona negli uffici. E prepararsi a code interminabili.