GENEROSITA'

Fondazione PescarAbruzzo, 10 mila euro al mese per il segretario Mattoscio

Da oltre 10 anni ai vertici e c’è chi protesta, Profico: «immorale»

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Fondazione PescarAbruzzo, Mattoscio lascia presidenza dopo 20 anni

Damiani e Mattoscio

 

PESCARA. Ha fatto rimarcare per mesi di aver rinunciato al compenso come presidente della Saga pari a 20mila euro annui mentre intasca 10mila euro mensili dalla “sua” Fondazione. A questo compenso si aggiunge lo stipendio dell’Università D’Annunzio, la sua prima occupazione.  

Sulla generosità non si discute e così Nicola Mattoscio,  ha scoperto che si può guadagnare persino di più essendo segretario generale della Fondazione PescaraAbruzzo, l’organizzazione privata che, con il suo patrimonio finanziario, sovvenziona regolarmente progetti volti allo sviluppo economico del territorio pescarese.

Per oltre 20 anni Mattoscio ne è stato orgoglioso e incontrastato presidente, decidendo a chi destinare finanziamenti che vanno dai mille ai 50 mila euro, una pioggia che ha aiutato e sostenuto la cultura grazie ai fondi messi a disposizione anche dalla ex Caripe.   
La Fondazione ha un patrimonio netto di 203 milioni, 249 milioni di attivo che ha tra i suoi scopi la ricerca scientifica e tecnologica, educazione istruzione e formazione, arte attività e beni culturali, salute pubblica.

Con i suoi risultati, la Fondazione si posiziona ancora al primo posto nella classifica delle Fondazioni d'origine bancaria dell'Italia meridionale, per i principali indicatori: patrimonio netto, totale dell'attivo e avanzo di esercizio

Per il 2016, in bilancio, sono stati annotati 77 mila euro lordi, per lui. Una cifra che non copre tutta l’annualità ma solo il periodo maggio a dicembre, cioè da quando è stato nominato fino a fine anno. Ben 9.600 euro lordi al mese.

Un super compenso, di gran lunga superiore a quello del presidente, al quale è riconosciuta una indennità annuale di 35.000 euro, al vice presidente (15.000 euro annui) ed ai membri del Consiglio di Amministrazione (12.000 euro annui). Cifra ben distante anche a quella riconosciuta al Collegio dei Revisori se si calcola che al presidente spetta l’indennità annuale di 15.000 euro ed ai membri effettivi di 10.800 euro.

Mattoscio ha lasciato la guida della Fondazione a maggio 2016, dopo un regno durato ben 20 anni.

Al suo posto è subentrata Paola Damiani, avvocato del foro di Pescara, già membro del consiglio di amministrazione dell’ente, quando Mattoscio era presidente lei era segretario ed è figlia del noto commercialista Mario, esperto tributarista e anche lui docente all’università D'Annunzio di Pescara-Chieti.

Sebbene distribuisca molti soldi per fini nobili gli organi societari bruciano belle cifre mai inferiori a 300mila euro annui per cda (che si riunisce al massimo una volta al mese), segretario e revisori.

Damiani è stata preferita per la poltrona più importante della Fondazione Pescarabruzzo a personalità quali l’avvocato Augusto La Morgia e l’imprenditore del vino e delle costruzioni Enrico Marramiero, ex presidente di Confindustria Pescara che in un primo periodo sembravano in pole position.

Mattoscio è rimasto comunque dentro ed è andato ad occupare ufficialmente la figura di segretario generale con maxi compenso anche se dopo tanti anni è difficile scrollarsi di dosso l’etichetta di presidente.

Nell’ultimo periodo anche la carriera accademica è avanzata all’Università D’Annunzio diventando direttore del dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative insieme al prof Gaetano Bonetta.


LE PROTESTE DI PROFICO

Di recente, però, proprio il maxi compenso di Mattoscio è stato contestato pubblicamente da Silvestro Profico, cavaliere della repubblica, ex Dirigente di Filiale di Banca d'Italia e consigliere comunale per ben 6 mandati.

«Un corrispettivo da Segretario Generale di quasi 10.000 euro lordi è proprio uno scandalo. Da dipendente pubblico come docente universitario, Mattoscio può prendere quei soldi?», domanda Profico che annuncia che verificherà di persona se possa farlo.

Mattoscio, attualmente presidente della Saga, nei mesi scorsi era finito nel mirino di alcune interrogazioni parlamentari arrivate al Ministero dell’Istruzione proprio a causa dell’indennittà prevista al vertice del gestore aeroportuale (20 mila euro annui). Una indennità alla quale ha dovuto rinunciare perché incompatibile con la docenza all’Uda.

«Mattoscio», spiega ancora a PrimaDaNoi.it Profico, appassionato assertore del modello Fondazioni,  «non solo non lo ha negato i 10 mila euro lordi che riceve in qualità di Segretario Generale, ma ha pubblicamente dichiarato che è una retribuzione bassa rispetto a quella dei Segretari Generali di altre Fondazioni. Il problema da accertare, e farò la mia parte al riguardo, è la compatibilità col suo stipendio di dipendente pubblico perchè non risulta se è un contratto di consulenza, collaborazione coordinata o altro».

Secondo Profico, comunque, seppure fosse tutto regolare, ci sarebbe una questione di opportunità di valutare: «è proprio immorale tale livello per chi ha ben altro e per una carica esistente da prima ma esercitata da singoli membri del Comitato di indirizzo, senza compenso specifico».

 

«SERVE SALTO DI QUALITA’»

Secondo l’ex dirigente della Banca d’Italia, la Fondazione ha tanti meriti ed iniziative positive di cui ha sempre dato atto ma le nuove normative nazionali impongono alle Fondazioni un salto di qualità, ma la nostra stenta ad adeguarsi.  Purtroppo, a Pescara c'è stata per troppi anni na deriva podestarile, personalistica da parte del presidente Mattoscio, insensibile alla domanda di partecipazione e di trasparenza da parte della città (ne sono stato di fatto l'unico contestatore pubblico!). Spero proprio che l'attuale Presidente Damiani cambi decisamente indirizzo».


 

«TANTI PECCATI»

Secondo Profico tanti sarebbero stati  i "peccati" della Fondazione  e meriterebbero un serio dibattito pubblico: «la Fondazione amministra una ricchezza di tutti (oltre 200 milioni di euro).  E' stato superato il tetto dello 0,10% del patrimonio per le spese per Organi sociali, da anni sono state sospese le 5 borse di studio per tesi di economia intestate al professor Caffè, il sito Internet è gravemente carente in informativa, è discutibile la ripartizione dei fondi per settori strategici (molto "a pioggia": la cultura ha preso il 37% contro il 25% della media nazionale), per anni Mattoscio ha rifiutato la mia proposta di Bilancio Sociale: ora lo fa ma ....occultando voci significative».

Nel ventennale della Fondazione fu incaricato lo storico Costantino Felice di elaborare un saggio al riguardo: «il documento, citato da Mattoscio in varie interviste, non è stato mai pubblicato ma pagato (evidentemente qualcosa non piaceva)», sostiene Profico.


 

I COSTI DAL BILANCIO 2016

Tornando ai numeri, spulciando i dati del bilancio gli oneri di gestione, che ammontano complessivamente a 687 mila, mostrano un decremento di circa il 13% rispetto all’esercizio precedente. Le voci che presentano i maggiori scostamenti in termini assoluti sono: le spese legali (-43 mila euro); i canoni relativi al costo per il contratto di service tra la Fondazione PescarAbruzzo e l’ente strumentale Gestioni Culturali S.r.l. socio unico (-183 mila euro). I compensi degli amministratori e sindaci sono scesi di 29 mila euro circa a seguito del rinnovo degli organi avvenuto a maggio 2016, quando Mattoscio ha lasciato la poltrona di presidente per accomodarsi su quella di segretario generale.