SICUREZZA

Emergenza Gran Sasso, Mobilitazione: «stessi errori di 15 anni fa ma avevamo ragione noi»

Incontro a L’Aquila per illustrare documenti sulla sicurezza dei Laboratori

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Emergenza Gran Sasso, Mobilitazione: «stessi errori di 15 anni fa ma avevamo ragione noi»

 

 

ABRUZZO. Oggi pomeriggio a L'Aquila, alle 17.30,  presso Casa Onna, si terrà un incontro informativo sulla sicurezza del sistema Gran Sasso (Laboratori + tunnel) organizzato dalla Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso.

 

«Sarà l'occasione per parlare della vicenda documenti ufficiali alla mano», dicono gli organizzatori, «senza ricorrere a quell'"ipse dixit" che invece sembra dominare in maniera anti-scientifica le risposte di chi non può replicare nei contenuti rispetto ai rischi di alcuni specifici esperimenti, dal fattore umano al rischio sismico con dislocazioni».

 

Secondo la Mobilitazione starebbe andando in onda una replica di quanto già accaduto 15 anni fa quando gli attivisti denunciarono le condizioni di lavoro nei Laboratori ricevendo risposte simili a quelle di oggi.

In quel caso i fatti diedero ragione agli attivisti che studiarono le carte mentre scienziati e governo difendevano posizioni a prescindere.

 

Sette mesi dopo gli esposti ci fu l'incidente con il trimetilbenzene da Borexino.

 

Del resto che i laboratori non fossero sicuri le autorità lo hanno sempre saputo ma non lo hanno mai detto, una insicurezza strutturale dovuta a scelte errate imposte dalla politica al momento della costruzione negli anni ‘80 e per una serie di scelte successive tra cui quello più nefasta di captare l’acqua da distribuire nell’acquedotto, praticamente dentro i laboratori dove si utilizzano materiali pericolosi e senza garantire una perfetta impermeabilizzazione dei laboratori stessi.

 

Il 2 febbraio 2002, sette mesi prima dello sversamento, questo è quello che accadeva riportato da un articolo dell’epoca.  (https://www.galileonet.it/2002/02/quei-laboratori-non-sono-sicuri/).

 

 

«Ricordiamo che», dicono gli ambientalisti oggi, «l'allora commissario dell'Arta Dionisio aveva addirittura promesso una denuncia per procurato allarme. Seguì un silenzio imbarazzato, forse perchè al primo dossier ne era seguito subito un altro in cui emergeva che i ricercatori dell'esperimento Macro intercettavano le perdite di olio misto a trimetilbenzene appendendo sull'apparato per anni i bicchierini di plastica con il filo di ferro…  Sappiamo poi come è andata a finire, con tanto di sequestro della Sala C e di Borexino per mesi da parte della magistratura con la scoperta delle gravissime omissioni ed inadempienze sotto gli aspetti autorizzativi.  Certo pensavamo che in 15 anni, dopo ulteriori errori come quello del Diclorometano di Agosto 2016, con una sequela di errori tragicomici se non fosse una cosa molto seria, ci fosse maggiore cautela e responsabilità e che il livello della discussione da parte dei sostenitori di una scienza che pare acritica si fosse innalzato. Invece sentiamo parlare di rischio zero che non esiste in natura. Tirare in ballo esplosioni nucleari quando non è certo quello il problema (sbagliando tra l'altro anche sulle temperature...). Addirittura che si è contro l'evoluzione (!), quando alcuni nostri attivisti hanno all'attivo, per dire, pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali come Journal of Zoology di Londra».

 

 

«Ricordiamo che in un contraddittorio a Isola del Gran Sasso con il Direttore dei laboratori tutte le questioni da noi evidenziate non hanno trovato alcuna risposta concreta. Dirigente che si è dovuto anche scusare in pubblico per l'assenza di comunicazione. Per questo», dicono gli ambientalisti, «dopo il successo della prima manifestazione il 9 luglio scorso ad Assergi e dopo aver informato in maniera dettagliata con fonti documentali del prossimo arrivo della sorgente radioattiva di Sox, la Mobilitazione ha deciso di aderire alla manifestazione promossa dalle associazioni per il prossimo 11 novembre a Teramo dando il proprio contributo organizzando incontri pubblici nei principali centri della regione».