L'INFARTO

Esperimenti nel Gran Sasso. Presidente Infn: «laboratori a prova di esplosione nucleare»  

Ferroni ha anche detto: «basta posizioni insensate» e «c’è un limite al civile dibattito»   

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Esperimenti nel Gran Sasso. Presidente Infn: «laboratori a prova di esplosione nucleare»  

 

 

 

ABRUZZO. L’esperimento “Cuore” nel cuore del Gran Sasso… nella speranza che la politica abbia davvero a cuore anche gli altri aspetti non secondari come la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Anche perchè qualche “infarto” in passato ha già fatto capire che qualche criticità c’è.

Si inaugura oggi ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN l’esperimento CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events), il più grande rivelatore criogenico mai costruito, concepito per studiare le proprietà dei neutrini.

Nei primi due mesi di presa dati, l’esperimento ha funzionato con una precisione straordinaria, soddisfacendo pienamente le aspettative dei fisici che lo hanno realizzato.

 

«LABORATORI A PROVA DI ESPLOSIONE NUCLEARE»

A proposito di “infarti” e di pericolosità di esperimenti dentro una montagna piena d’acqua e dentro laboratori permeabili come una spugna non sono mancati accenni anche alla attuale e delicata situazione sulla scarsa sicurezza delle strutture scientifiche.

«Il laboratorio del Gran Sasso ha già ospitato un generatore di neutrini del tipo che si sta preparando per l'esperimento Sox. Questo oggetto, autorizzato da tutti gli organi competenti, sarà un paradosso, ma è a prova di esplosione nucleare», ha detto oggi il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni, sull’esperimento che prevede Cerio-144, sotto la montagna. Materiale che, ha ricordato Ferroni, è «in un contenitore di tungsteno che lo protegge da ogni interferenza e protegge noi. All'esterno del contenitore - ha aggiunto - produce solo neutrini che si aggiungono ai miliardi che il Sole ci manda, ma che non fanno male».

Sempre sulla sicurezza, Ferroni ha ricordato che il laboratorio «deve essere schermato da ogni tipo di radiazione possibile: qui ammettiamo solo i neutrini o la mitica materia oscura, non altro».

 

DOMANDE INSENSATE?

«Daremo spiegazioni a chiunque abbia una domanda sensata. Tutto è permesso, ma dire 'no perché è nucleare' non è un'opzione. C'è un limite a quello che è un civile dibattito».

Così il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni, risponde alle richieste di sospendere l'esperimento Sox, arrivate dal vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, e da associazioni ambientaliste e cittadini.

«Credo ci sia stato un malinteso tra Prefettura, noi e Regione - dice Ferroni - Credo che la Prefettura abbia chiesto al direttore dei Laboratori di non diffondere la notizia di questo trasporto che, peraltro, non è che sia una cosa che non si vede: è un camion con contenitori speciali usati per trasportare sorgenti. Se si viaggia in autostrada e si guarda con attenzione, in Italia si trasportano sorgenti, di natura diversa da questa, dai centri di produzione dei radioisotopi in tutti gli ospedali». Per il presidente Infn «la parola nucleare dà luogo a immediati brividi, ma tutto va spiegato con pazienza e attenzione, partendo dal fatto che l'Italia è un Paese dove le leggi sul controllo della radioattività sono molto severe».

«Tutto il processo autorizzativo che ha avuto questo generatore di neutrini è stato conforme alle leggi italiane e tutti gli organi competenti lo hanno esaminato» ha assicurato. Questo, per Ferroni, «non esime i ricercatori dell'esperimento da un'azione di spiegazione per chiunque abbia una domanda sensata».

 

RISPOSTE SENSATE?

Le dichiarazioni del massimo vertice dell’Infn sembrano fuori contesto ad ascoltarle proprio da qui, dall’Abruzzo, ed è come se si fosse informato male su quanto accaduto in questi anni dentro i laboratori del Gran Sasso.

Allora sarebbe utile dare risposte sensate anche alle questioni che riguardano lavori di messa in sicurezza effettuati nel 2007 che la comunità scientifica ha benedetto salvo poi scoprire che erano una bufala; la trasparenza zero su quello che accade lì sotto; spiegazioni poco scientifiche sugli incidenti noti e le loro cause; anni di omissioni e indifferenza dei tutori della legge e dei controllori su argomenti noti da 40 anni e che riguardano molto da vicino la salute di circa 700mila persone.

Argomenti troppo terreni che pure gli scienziati dovrebbero avere a… cuore.

 


CUORE PRIMA FASE

«Grazie alla notevole precisione raggiunta in questa prima fase», spiegano dai Laboratori, «CUORE è già riuscito a restringere significativamente la regione in cui cercare il rarissimo fenomeno del doppio decadimento beta senza emissione di neutrini, principale obiettivo scientifico dell’esperimento. Rivelare questo processo consentirebbe, non solo di determinare la massa dei neutrini, ma anche di dimostrare la loro eventuale natura di particelle di Majorana, fornendo una possibile spiegazione alla prevalenza della materia sull’antimateria nell’universo».

«Questa è solo l’anteprima di ciò che uno strumento di queste dimensioni è in grado di fare» commenta Oliviero Cremonesi, ricercatore INFN e responsabile scientifico dell’esperimento CUORE. «Abbiamo grandi aspettative per il futuro. Nei prossimi cinque anni, infatti, CUORE registrerà una quantità di dati 100 volte superiore a quelli acquisiti in questo primo periodo di presa dati» conclude Cremonesi.

«CUORE ha rappresentato un’incredibile sfida tecnologica il cui successo apre la strada a sviluppi impensati fino a pochi anni fa” dichiara Carlo Bucci, responsabile nazionale INFN e coordinatore tecnico dell’esperimento CUORE. “Grazie alle sue eccezionali caratteristiche è anche uno dei luoghi più freddi di tutto l’universo».



UN CUORE GRANDE COSI’

Il rivelatore di CUORE è un gigante di 741 chili realizzato con una tecnologia basata su cristalli cubici ultrafreddi di tellurite progettati per funzionare a temperature bassissime: 10 millesimi di grado sopra lo zero assoluto (–273,15 °C). La sua struttura è formata da 19 torri costituite ciascuna da 52 cristalli di tellurite purificata da qualunque contaminante. La più ardita sfida tecnologica affrontata dall’esperimento è stata la realizzazione del criostato in grado di mantenere a pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto le 19 torri sospese al suo interno. L’esperimento lavora in condizioni ambientali di estrema purezza, in particolare di bassissima radioattività. Il criostato è, infatti, schermato dalla pioggia di particelle che provengono dal cosmo sia dai 1400 metri di roccia del massiccio del Gran Sasso sia da uno speciale scudo protettivo realizzato grazie alla fusione di lingotti di piombo recuperati da una nave romana affondata oltre 2000 anni fa, al largo delle coste della Sardegna. Anche gli altri componenti del rivelatore, come ad esempio i supporti in rame che sostengono le torri, sono stati preparati in condizioni di bassissima radioattività e sono stati assemblati evitando qualsiasi contatto con l’aria per impedire contaminazioni provenienti dall’ambiente.