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Pescara, ancora un fiume di liquami non depurati direttamente a mare

La segnalazione partita da residenti e pescatori

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Fogna in mare, Comune Pescara conferma sversamenti ma assicura: «nessuna conseguenza su balneazione»

PESCARA. Un fiume di melma e liquami non depurati è stato sversato stamane, poco dopo le 11, nel fiume e nel mare di Pescara, ‘vomitato’ letteralmente dalla pompa B0, gestita dall’Aca, situata all’altezza della Madonnina, a ridosso del ponte del mare.

 

Nelle prossime ore l’associazione Pescara Mi Piace, che ha comunicato proprio lo sversamento in mare dei liquami, invierà agli Enti di competenza i filmati realizzati sul posto, dai quali si vede chiaramente il fiume di melma che esce dallo sfioro.

«Ovviamente il sindaco Alessandrini, approfittando della fine della stagione balneare, si guarderà bene dal rivelare ai cittadini», segnalano l’avvocato Berardino Fiorilli e Armando Foschi, membri dell’associazione.

Non si tratta certo di una novità ma dell’ennesimo episodio, probabilmente causato dalla pioggia che ha colpito la città per alcune ore proprio a due giorni dall’annuncio del governatore Luciano D’Alfonso sui presunti 30milioni di euro di investimenti, sempre gli stessi da tre anni e mezzo a questa parte, che sarebbero disponibili per risolvere il problema.

«Non mi vorrei trovare nei panni dei miei oppositori che hanno avuto 66 mesi e non sono riusciti a farlo - ha detto D'Alfonso sabato scorso -. Noi abbiamo trovato le risorse, messo in campo i progetti, rastrellato le procedure, condiviso i pareri, e ora siamo in condizione di appaltare».

Dunque c’è la promessa di risolvere proprio quei problemi tenuti sempre segreti e venuti allo scoperto solo dopo una serie di inchieste giornalistiche di PrimaDaNoi.it (era il 2016) che hanno spiegato anche la benevolenza dell’Ato ai tempi di Giorgio D’Ambrosio (all’epoca l’uomo potente della Margherita), dell’Aca carrozzone incagliato e poco trasparente all’epoca di Ezio Di Cristoforo che ha concorso alla mancata realizzazione di opere vitali e del mancato rispetto dell’accordo di programma firmato con la ditta Di Vincenzo che dal 1980 -dopo aver costruito il depuratore-  lo ha gestito ininterrottamente fino a dicembre 2016.

Sviste che  dovevano essere note anche a Palazzo di città dove pure è stato di casa il salvatore di oggi.


 

 LE IMMAGINI DI STAMATTINA

«Quanto filmato stamane è veramente drammatico – ha sottolineato Foschi -. Ad allertarci sono stati come sempre alcuni residenti e pescatori, presenti sul molo per rafforzare gli ormeggi delle imbarcazioni a fronte del maltempo e che sono rimasti inorriditi dallo spettacolo».

In sostanza dalla pompa di sollevamento B0, situata proprio a ridosso della Madonnina, si è riversato nel tratto finale del fiume, e quindi nel mare, direttamente dinanzi alla nostra costa, un fiume di liquami non depurati, dall’odore fecale inconfondibile e insopportabile.

«Parliamo di milioni e milioni di metri cubi di feci e melma», racconta Foschi, «riversati con una forza e una spinta straordinaria, che hanno letteralmente colorato di marrone il mare, per un ampio tratto, e non era il terriccio o il limo trasportato dal fiume da monte a valle. Ci siamo fermati sul posto almeno per un’ora e quel flusso ha continuato a riversarsi nel mare a getto continuo, senza alcuna interruzione, né sosta, con una potenza spaventosa, che ci consente solo di immaginare cosa sia accaduto nel nostro mare. Ovviamente non abbiamo avvistato un responsabile del Comune di Pescara, a partire dal sindaco-fantasma Alessandrini che, seppur informato dai cittadini, continua a ignorare quella che è una vera emergenza che l’Associazione ‘Pescara –Mi piace’ continua a denunciare ininterrottamente da due anni e mezzo».

 Ma dove sono finiti i nuovi depuratori che, secondo i proclami del sindaco Alessandrini, dovevano essere pronti addirittura prima dell’estate? Dove è finita la separazione delle acque bianche da quelle nere?

 «Com’è possibile», domandano Fiorilli e Foschi, «che all’improvviso a due gocce di pioggia venga interrotto il flusso verso il depuratore e vengano aperti i bypass lasciando defluire i liquami direttamente nel mare, e questo per non rischiare di mandare in tilt l’impianto di via Raiale? Com’è possibile che il sindaco non ritenga opportuno, e sicuramente obbligatorio, moralmente e amministrativamente, informare immediatamente la cittadinanza di tali episodi? E l’Arta sta effettuando i propri campionamenti straordinari per verificare l’impatto dello sversamento sulla qualità delle acque?»