ONORE E MERITO

E D’Alfonso denuncia pure Antonelli: «volgarissima intimidazione dalla piaga d’Abruzzo»  

«Il governatore porti le fatture che testimoniano i pagamenti ai suoi avvocati da Housework in poi»

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E D’Alfonso denuncia pure Antonelli: «volgarissima intimidazione dalla piaga d’Abruzzo»  

 

PESCARA. «Quanto accaduto non fa altro che rafforzare la nostra ferrea convinzione che D’Alfonso rappresenti una piaga politica per l’intero Abruzzo e va combattuto senza tregua».

Il “fortunato”  questa volta è Marcello Antonelli, consigliere di opposizione a Pescara per Forza Italia,  citato in giudizio dal presidente Luciano D’Alfonso con una richiesta più che modica (visti i tempi che corrono) di circa 50mila euro.  

La cronaca (politica), dunque, è costretta nuovamente ad occuparsi di denunce giudiziarie che riguardano almeno un politico infastidito. In questo caso sono almeno due.

Antonelli  ha tenuto oggi una conferenza stampa insieme a Vincenzo D’Incecco, Fabrizio Rapposelli, Luigi Albore Mascia, Eugenio Seccia, il Capogruppo di Pescara Futura Carlo Masci, i consiglieri di Pescara in Testa, con Guerino Testa, Massimo Pastore e Alfredo Cremonese, il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, Alessandra Petri in rappresentanza di Fratelli d’Italia, e gli ex assessori Isabella Del Trecco e Gianni Santilli.

Ha annunciato di non andare alla conciliazione obbligatoria e di attendere sereno il processo non lesinando stoccate e qualche messaggio cifrato all’indirizzo del sempre più “denuncista” governatore che più volte ha annunciato alterato il netto cambio di linea nei confronti di quelli che ritiene diffamatori e che in ogni caso -di sicuro- lo criticano o lo avversano.


 

«ASPETTO LE FATTURE DI PAGAMENTO DEGLI AVVOCATI DI D’ALFONSO»  

Curioso per esempio l’accenno di Antonelli alle fatture che avrebbe dovuto emettere lo studio Milia per la difesa pluridecennale dell’indagato-imputato-«sempre-assolto» D’Alfonso.

«Lo informo che», ha detto ad un certo punto Antonelli, «in Tribunale porterò tutte le fatture dei pagamenti delle parcelle dei miei legali, e gli chiedo di fare altrettanto, ossia di intervenire in Tribunale portando e presentando le fatture attestanti i pagamenti delle parcelle sicuramente effettuati ai suoi avvocati dalla vicenda Housework in poi».

Strano che Antonelli ignori il fatto che la difesa a molteplici teste di D’Alfonso sia sempre stata fatta gratuitamente da tutti i professionisti che lo hanno supportato anche nei lunghi e debilitanti processi. Il dettaglio è stato ribadito decine e decine di volte pubblicamente dallo stesso governatore (l’ultima volta appena pochi giorni fa).

Ultimamente accade ogni volta che minaccia querela spiegando di avere uno stuolo scalpitante -sembra di capire- di avvocati che «non vedono l’ora di difendermi gratis».

L’accenno alle fatture non sembra avere alcun nesso apparente con la vicenda di cui si parla, così come pure è stato citato il pubblico ministero Anna Rita Mantini che tra le altre cose ha firmato avvisi di garanzia nei confronti di D’Alfonso e Dezio.

«Mi chiedo se nell’aula del Tribunale civile incontrerò, accomunati dalla stessa sorte, anche il Pubblico Ministero Mantini», ha detto Antonelli, «magari raggiunta anche lei dallo stesso atto e da una identica richiesta di risarcimento solo per aver osato inviare un avviso di garanzia al Presidente D’Alfonso ipotizzando i reati di falso e abuso e paventando legami e interessi del Governatore sempre in merito alla vicenda di PescaraPorto, perché è utile ricordare che, parlando di D’Alfonso e di PescaraPorto il centro-destra non si è inventato nulla, piuttosto non ha fatto altro che citare gli atti di un Pubblico Ministero».


 

DEZIO, CIVITARESE, ALESSANDRINI, SILVERII

Già PescaraPorto… l’intervento edilizio di Milia e Mammarella è stato proprio l’occasione fornita ad Antonelli per esporre le sue critiche al governatore.

Nel mirino di D’Alfonso e dei suoi avvocati ci sono le affermazioni rese al quotidiano Il Messaggero la scorsa estate in merito ad una presunta vendetta di D’Alfonso nei confronti dell’assessore comunale Stefano Civitarese («Il prof paga il suo no sulla vicenda Pescaraporto») e quelle a proposito del rimpasto in giunta comunale («Diodati? Altri sono i registi di questa operazione, non il sindaco. I pupari erano in altri palazzi»).

Forza Italia ha ricordato che sono molti gli articoli di stampa in cui si cita la presenza del Governatore D’Alfonso in diversi pranzi e cene nelle quali lo stesso Presidente sarebbe intervenuto sulla giunta Alessandrini. «Ora, che la giunta Alessandrini sia un esecutivo telecomandato da D’Alfonso», è stato ribadito, «il centro-destra continua a dirlo dal 2014, pare strano che il Governatore se ne sia accorto solo oggi».


 

«STRATEGIA COMBINATA E REGIA OCCULTA»  

«Riteniamo che dietro la denuncia», ha spiegato Antonelli, «ci sia una strategia combinata: ricordo, infatti, che all’indomani di un comunicato stampa datato 6 settembre, inerente il mancato funzionamento del Suap del Comune di Pescara, anche il Dirigente comunale Guido Dezio, anch’egli raggiunto da un avviso di garanzia firmato dal PM Mantini, durante una riunione con altri Dirigenti, chiese platealmente al proprio segretario di stampargli gli articoli di giornale inerenti la nota stampa del centro-destra e, sempre in maniera plateale e pubblica, dinanzi dunque a diversi testimoni, dichiarò ‘questa volta mi sa che il consigliere Antonelli una querela se la merita proprio’. In teoria la querela si giustificava per il nostro aver espresso perplessità per l’annunciato trasferimento del Dirigente Silverii, memoria storica del Settore tecnico, ovvero proprio di quel dirigente che aveva detto ‘no’ alla vicenda di PescaraPorto. Le parole del Dirigente risuonano ovviamente come una minaccia e fanno pensare alla presenza di una regia occulta dietro l’intera vicenda, ovvero o il Dirigente Dezio già sapeva dell’azione civile del Governatore, che ha dato mandato al proprio legale il 14 settembre scorso, o non mi spiego cosa possa indurre un Dirigente comunale, ovvero un pubblico dipendente, a esprimersi in maniera così plateale nei confronti di un consigliere comunale, che è un pubblico ufficiale e ha ogni diritto di indagare o chiedere approfondimenti circa l’operato dei dirigenti comunali».

 


 

IL PDD

Antonelli ha poi annunciato la sua adesione ad un nuovo partito il Pdd «il ‘Partito dei Denunciati da D’Alfonso’, un partito trasversale che, sino a questo momento, conta la presenza dei consiglieri regionali Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo per Forza Italia, e Domenico Pettinari per Movimento 5 Stelle, ma anche giornalisti come Lilli Mandara, e non sappiamo quanti altri potranno iscriversi nei prossimi giorni – ha ironizzato il Capogruppo Antonelli -. Evidentemente, viste le richieste di risarcimento, tutte attestate all’incirca sui 50mila euro, viene da pensare che, esaurita la cerchia dei parenti, il Governatore stia ora cercando contributi esterni per arricchire quel fondo che, come da lui stesso annunciato a inizio mandato, vorrebbe utilizzare per le ‘grandi opere in Abruzzo’».

 

Incaricato della risposta presidenziale è Enzo Del Vecchio  che ricorda ad Antonelli che «quando si propalano falsità che ledono la reputazione e il prestigio di una persona – tanto più se questi riveste un ruolo  pubblico di grande rilievo – si va incontro alla tutela del proprio onore da parte di chi viene offeso».

Una tesi giuridica che sembrerebbe voler sostenere un aumento di tutele per gli amministratori pubblici non criticabili al pari dell’uomo della strada.

I massimi vertici giudiziari della Repubblica hanno cristallizzato una giurisprudenza esattamente contraria.