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Pescara. Case popolari senza amministratori di condomini: «omissione d’atti d’ufficio»

La nuova denuncia di un residente di via Caduti per Servizio  

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Pescara. Case popolari senza amministratori di condomini: «omissione d’atti d’ufficio»

PESCARA. Mancata nomina degli amministratori di condominio, impossibilità di visionare bilanci, rendiconti fantasma per le spese di ordinaria e straordinaria amministrazione, nessuna certificazione di conformità degli impianti.

La situazione dei condomini delle case gestite dal Comune di Pescara, dove non si svolgono assemblee di condominio da anni, si complica e l’esposto del signor Nick Antimo Di Meola che vive in un alloggio in via Caduti per Servizio 23 si ingrossa sempre di più.

Già nelle scorse settimane Di Meola aveva inviato una segnalazione in procura  denunciando la mancanza di assemblee condominiali -anche successivamente alla vendita degli immobili riscattati da alcuni- e la nomina arbitraria di amministratori di condominio, ovvero i dirigenti comunali Gaetano Pepe fino al 2015 e poi Pierpaolo Pescara.

L’ultimo aggiornamento all’esposto è stato inviato in Procura qualche giorno fa dopo che i cittadini hanno scoperto che gli amministratori di condominio, in realtà, non sono mai stati nominati.

Lo ha spiegato in una missiva inviata a Di Meola proprio il dirigente Pescara facendo notare che  il Comune si rifà alla legge 220/2012 che prevede la nomina dell’amministratore in caso ci siano 8 proprietari, e li ce ne sono meno.

Ma secondo i cittadini il vecchio articolo 1129 del codice civile prevedeva la nomina con 4 condomini alla data antecedente l’entrata in vigore della legge e al civico 23 di via caduti per servizio c’erano già 4 proprietari, che avrebbero diritto al voto e voce in capitolo nella gestione del condominio ma di fatto senza assemblee i loro diritti sono stati disinnescati.

Insomma se fosse anche vero che la nuova norma prevede una soglia di 8 proprietari è vero che prima comunque il Comune avrebbe dovuto nominare amministratori e svolgere assemblee.

«Avevate l’obbligo di legge di costituire il condominio e nominare l’amministratore in assemblea», ha scritto Di Meola al dirigente e per conoscenza anche alla procura.

«Il protrarsi per 5 anni dell’applicazione della legge penso configuri omissione di atti d’ufficio».

Resta poi il mistero sui reali costi addebitati ai singoli proprietari. Di Meola ricorda che proprio Pescara durante una riunione con i residenti, lo scorso 3 ottobre, disse che era impossibile fornire i conteggi delle spese «perché acquistate dalla Consip che non fornisce i riferimenti dei vari civici».

E qui scatta subito il dubbio: «allora come fa il Comune a ripartire i costi agli inquilini?»

Ma i proprietari contestano anche per la mancata restituzione dei rimborsi delle pulizie fatte pagare nel 2014 e nel 2015 senza fornire il servizio. In atto c’è un contenzioso e solo quando si sarà risolto i cittadini riavranno i loro soldi.

«Non ci sembra corretto», continua Di Meola.

E intanto si resta in attesa delle certificazioni di conformità degli impianti.

Arriveranno? Secondo il dirigente Pescara il Servizio preposto ha preso in carico la richiesta.

«Non arriveranno mai», sostiene Di Meola.