RESURREZIONI

Metanodotto Sulmona, riparte l’iter

Il governo convoca  istituzioni ed enti interessati  

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

383

«Quei maxi gasdotti in zone sismiche, fidarsi è bene ma…»

SULMONA. Riparte l’iter procedurale del metanodotto (separato da quello della centrale di compressione e spinta ormai concluso).

Dopo gli eventi sismici dell’agosto-ottobre 2016 e gennaio 2017, riprende il suo percorso con la remissione degli atti, in data 2 agosto scorso da parte del Ministero dello Sviluppo Economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che convoca, per giovedì 26 ottobre, Ministeri ed Enti coinvolti, Regione Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, i Presidenti delle Provincie, le Comunità Montane, tutti i Sindaci dei territori interessati dall’attraversamento del metanodotto Sulmona-Foligno  e la Snam.

Questa convocazione segue le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Galletti di una settimana fa con le quali afferma che i lavori per la realizzazione del gasdotto Tap, che porterà il gas azero in Puglia nel 2020, possono partire perché sono state date tutte le autorizzazioni. Pertanto, tra fine ottobre e inizio novembre, le ruspe del consorzio dovrebbero entrare in azione per la costruzione del gasdotto.

Il metanodotto Sulmona-Foligno, come tutto il progetto Rete Adriatica, come è ormai noto, è strettamente collegato alla costruzione del T.A.P. e questa accelerazione «è fortemente preoccupante» secondo i Comitati cittadini per l’Ambiente.

Al sindaco di Sulmona, che come ha dichiarato, ribadirà la contrarietà al progetto della Snam, i comitati ricordano che sono ben 10 le delibere unanimi di opposizione al progetto approvate anche dalle precedenti amministrazioni e che il  territorio è doppiamente penalizzato perché oltre al metanodotto c’è anche l’impianto di compressione.

«Le motivazioni per opporsi sono molteplici e inattaccabili perciò chiediamo con forza che la politica tutta deve farle pesare con il Governo e la Società proponente con la consapevolezza che è loro preciso dovere difendere la salute dei cittadini, il territorio, l’ambiente», dicono i cittadini.

«Così come chiediamo facciano anche il sindaco di Pratola, di Corfinio, di Popoli, di Roccacasale, dell’Aquila, dei Comuni dell’Aquilano e i rappresentanti istituzionali delle altre Regioni  che in questi anni hanno prodotto atti deliberativi di netta contrarietà all’opera. Alla Regione Abruzzo chiediamo di mantenere ferma la negazione dell’intesa con lo Stato per tutte le motivazioni espresse nelle Delibere di Giunta e per quanto accaduto dopo il terremoto dello scorso anno. Riteniamo che la risoluzione presentata dal Consigliere Pietrucci, Presidente della Commissione Ambiente e Territorio che anche nella seduta di martedì scorso, per la terza volta è slittata, poteva essere un ulteriore elemento di forza quale atto politico della Regione da presentare alla convocazione del 26 ottobre. Auspichiamo che dietro la mancata approvazione in aula della risoluzione non si celi  una inversione di marcia su questa problematica da parte della Regione Abruzzo».