CORTE DEI CONTI

Danno erariale al Comune di Montesilvano, assolti Gallerati e altri 14

Secondo i giudici «innegabili ombre» ma indagine monca per carte sparite

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Renzo Gallerati

Renzo Gallerati

MONTESILVANO. Una parte delle carte ufficiali sul mutuo di 200 mila euro contratto dall’allora Ente manifestazioni città di Montesilvano con la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona  si sono perse.

Forse in parte sono state sequestrate negli anni scorsi durante i blitz della squadra Mobile nel periodo delle grandi inchieste che hanno coinvolto Montesilvano. Forse qualcuno non le ha volute consegnare.

In mancanza di un quadro preciso, dunque,  la Corte dei Conti nelle scorse settimane ha assolto 15 persone: l’ex sindaco di Montesilvano Renzo Gallerati, i 13 ex consiglieri comunali che votarono la delibera Giovanni Pavone, Giuliano Agostinone, Stefano Di Blasio, Emidio Di Felice, Ferdinando Di Giacomo, Pietro Gabriele, Pasquale Gentile, Evenio Girosante, Tommaso Franco Iacovelli, Vladimiro Lotorio, Gaetano Mambella, Luigi Marchegiani e Giuseppe Menè, e il funzionario  amministrativo Eliana Ferretti che espresse il parere tecnico favorevole.

Secondo i giudici ci sono «innegabili “ombre” sulla vicenda, dai contorni invero assai poco nitidi» ma i giudici, «in coscienza» non hanno ritenuto «di poter pronunciare condanna per responsabilità amministrativa» proprio perché il quadro non è stato definito nella sua interezza.

La procura aveva chiesto la condanna al pagamento di 67.808 euro per un presunto danno erariale alle casse del Comune che, dopo una delibera di consiglio comunale, aveva assunto il ruolo di garante nel mutuo dell’Ente manifestazioni.

Stando alla delibera il mutuo poteva essere  utilizzato per il completamento della ristrutturazione dell’ex mercato coperto (ovvero l’attuale Palazzo Baldoni) per poi metterlo  a disposizione per eventi culturali cittadini.

Ma quei soldi, sempre stando a quanto deciso nella delibera, potevano essere utilizzati anche per la gestione corrente per lo svolgimento dell’attività istituzionale dell’Ente manifestazioni.

Una ipotesi, però, bocciata dalla Procura della  Corte dei Conti che ha parlato di «contrasto con le norme vigenti». Diceva ancora l’accusa: dal momento che l’ente manifestazioni viveva una «drammatica situazione finanziaria e di insolvenza» era da ritenere «assolutamente irrazionale poter ammettere il rilascio di una garanzia in simili condizioni e senza alcuna salvaguardia per il Comune».

Sebbene il mutuo fosse di 200 mila euro la Procura aveva chiesto la condanna al pagamento di meno di 70 mila euro tenendo in considerazione solo le ultime 5 rate. Le altre erano da considerarsi prescritte.

Come detto la Corte dei Conti non se l’è sentita di pronunciare una sentenza di condanna e nella sentenza si sottolinea pure che «spetterà alla comunità amministrata, nell’esercizio della propria sovranità democratica, formulare un giudizio sull'operato dei propri amministratori, traendone le conseguenze».