LA SENTENZA

Sito web fantasma, ex vice commissario Marchetti condannato a pagare 50 mila euro

«Appalto maliziosamente pilotato»

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Sito web fantasma, ex vice commissario Marchetti condannato a pagare 50 mila euro

Luciano Marchetti

ABRUZZO. Un incarico «maliziosamento pilotato»  a favore della ditta “International Outsourcing”, per le spese di funzionamento di un sito web fantasma dell’Ufficio del Vice Commissario Delegato per la ricostruzione abruzzese.

Per questo Luciano Marchetti, ovvero proprio il vice commissario delegato arrestato a giugno del 2014, è stato condannato dalla Corte dei Conti a versare alla Protezione Civile 50 mila euro, così come chiesto dal procuratore Maurizio Stanco.

L’esistenza di un sito internet fantasma, pagato con 40 mila euro di fondi pubblici ma mai realizzato, spuntò tra le carte dell’inchiesta Betrayal su presunte tangenti e appalti nella ricostruzione dell’Aquila che portò a 5 arresti, 2 in carcere e 2 ai domiciliari. 

Proprio su questo caso Marchetti, in sede penale, è accusato di turbativa d’asta in concorso con la funzionaria della direzione regionale Alessandra Mancinelli, il suo compagno Vincenzo Altorio e la titolare della ditta Ilona Busova.

Ma se il giudizio penale non è ancora arrivato, la sentenza della Corte dei Conti è stata invece già scritta.

Il danno, scrivono i giudici Tommaso Miele e Gerardo Di Marco, «è costituito dall’inutile aggravio di spesa sopportato dall’amministrazione per la realizzazione di un sito web che sembra non aver sortito alcun altro effetto».

Secondo i giudici è evidente la «cosciente e volontaria violazione di elementari cautele e norme in materia di contabilità pubblica» e nella sentenza si parla di «operazione manipolata» perché  Marchetti, «cedette senz’altro alle pressioni dei suoi collaboratori e fiduciari».

Secondo i giudici, infatti, la ditta da favorire aveva a sua volta affidato una gran parte dei lavori al compagno della segretaria di Marchetti, Vincenzo Altorio, «abituale frequentatore della struttura e vero dominus dell’intera vicenda».

«L’impresa affidataria», si legge ancora nella sentenza, «aveva operato sotto l’egida dell’Altorio (che aveva avuto libero accesso agli uffici del Marchetti, prelevando ogni sorta di materiale informatico presso di essi) ma Marchetti «si assunse personalmente la responsabilità di attestare la regolare esecuzione di un’opera rimasta sconosciuta e non fruibile al pubblico (come pure agli addetti stessi del suo ufficio) e di farla pagare con sospetta urgenza, nei giorni immediatamente precedenti la scadenza del proprio mandato, sostanzialmente “sulla fiducia”, cedendo alle pressioni dell’Altorio in tal senso, e malgrado le rimostranze del proprio personale amministrativo».


MARCHETTI VICE CON BERTOLASO E DENTRO LA “LISTA ANEMONE”

Luciano Marchetti è stato nominato vice commissario insieme a Guido Bertolaso, poi è stato confermato dopo l'uscita del capo della Protezione civile e con la nomina dell'allora presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, come commissario per la ricostruzione. È andato via dall'Aquila nel dicembre 2011.

In passato era stato alto dirigente del ministero dei Beni culturali e commissario per la Domus Aurea. Mentre lavorava all'Aquila era spuntato il suo nome tra i 450 clienti della cosiddetta "lista Anemone" che avrebbero beneficiato a vario titolo dei lavori dell'imprenditore indagato nella maxi inchiesta dei grandi appalti.

Ha ricoperto incarichi anche nella gestione del post-terremoto di Marche e Umbria. È stato anche direttore regionale dei Beni culturali nel Lazio.