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Riapertura cementificio Pescara? «Qualità dell’ambiente prima di tutto»

Art.1 MDP regionale presenta mozione contro riapertura cementificio

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Riapertura cementificio Pescara? «Qualità dell’ambiente prima di tutto»

 

 

PESCARA. Mentre la società campana Calbit srl si è aggiudicata all’asta, per 1,5 milioni di euro l’ex cementificio di Pescara e non fa sapere che intenzioni ha, la politica continua la mobilitazione e il messaggio è chiaro: quell’impianto non ripartirà.

 

I consiglieri di Art.1 MDP, Marinella Sclocco (assessore regionale al Sociale) e Mario Mazzocca (sottosegretario all’Ambiente) oggi presenteranno in consiglio una mozione per impedire la ripresa produttiva e contestano: «è sconcertante che vi siano ancora procedure aperte per il rinnovo delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera per impianti in pieno centro urbano».

 

Lo scorso 11 ottobre si è definita la procedura di vendita giudiziaria dell’impianto industriale di produzione di calcestruzzi di via Raiale della Sacci S.p.A., con l’aggiudicazione da parte della nuova proprietà facente capo alla società beneventana Calbit S.r.l (che produzione calcestruzzo pronto per l'uso dal 2012) per 1,5 milioni di euro.

La Regione Abruzzo, la Provincia ed il Comune di Pescara hanno già pubblicamente dichiarato che l’opificio, dopo una lunga fase di inattività produttiva, non può essere più destinato ad attività industriale e che al contrario debba essere riconsegnato alla città per un uso volto alla valorizzazione ambientale, urbana e civile.

Inoltre qualche giorno fa proprio in Comune è stata ritrovata una autorizzazione integrata ambientale che fu richiesta nel 2014 e che aveva un parere contrario da parte dell'Arta e che dettava dei vincoli difficili da superare e definiti così anche dall'allora proprietà del Cementificio.


«A quel parere, visto che sarà sentito anche il Comune», ha annunciato il vice sindaco Antonio Blasioli, «noi daremo ancora più vincoli se possibile, per evitare che questo sito possa essere riattivato perché i residenti non possono subire quello che hanno subito fino al 2015, visto che oggi, come rilevano anche le centraline, la situazione ambientale è migliorata».

«Il sito in questione - fanno sapere i due esponenti MDP - richiede urgenti interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana tesi a conseguire il miglioramento della qualità della vita dei cittadini residenti nelle aree limitrofe, anche in termini di compatibilità e sicurezza ambientali».

 

Tra l’altro il riutilizzo industriale della struttura trova ostacolo nel mancato rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e nel parere negativo del Servizio Gestioni Rifiuti della Regione Abruzzo dato alla richiesta del rinnovo e modifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale avanzata a suo tempo dalla vecchia proprietà della struttura.

 

Per questo motivo i due esponenti chiedono alla Regione di attivare ogni utile iniziativa finalizzata ad impedire la ripresa produttiva dell’ex-cementificio di Pescara da parte della nuova proprietà Calbit S.r.l., «per dare priorità assoluta a finalità di pubblico interesse connesse alla tutela della qualità ambientale».

Si chiede anche di promuovere la costituzione di una commissione di studio interistituzionale Regione-Provincia-Comune per la programmazione congiunta delle necessarie attività volte a scongiurare il riutilizzo produttivo dell’ex-sito industriale di via Raiale.