SANITA'

Centro psichiatrico Sulmona: «Struttura non autorizzata. Mancano pure luce e gas»

La denuncia del Nursind, scatta segnalazione ai Nas»

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Centro psichiatrico Sulmona: «Struttura non autorizzata. Mancano pure luce e gas»

 

 

 

SULMONA. Il Nursind Sulmona esprime perplessità sull’ubicazione del centro Diurno Psichiatrico di Sulmona

 

 

I servizi sanitari su indicati sono stati spostati al secondo piano del fabbricato di Viale Mazzini numero 34.

La struttura sanitaria, secondo il sindacato degli infermieri, non risulterebbe né autorizzata, né

accreditata ai sensi delle vigenti disposizioni nazionali e regionali.

Di conseguenza in quel fabbricato non potrebbero essere espletate le funzioni pubbliche sanitarie, né l’Azienda sanitaria avrebbe potuto stipulare un contratto di locazione, o comunque oneroso, prima di verificare la sussistenza dei requisiti di legge.

Dall’esame della documentazione arrivata nelle mani del Nursind il sindacato ha scoperto che i locali sono censiti nella categoria A/10 uffici e studi privati e non alla categoria propria delle strutture pubbliche sanitarie.

Inoltre, sempre dalle informazioni raccolte dal sindacato, l’intervento non sarebbe soggetto alle prescrizioni sull’abbattimento delle barriere architettoniche (pur svolgendosi in quella struttura attività sanitaria nei confronti di persone malate, disabili, e all’occorrenza bisognosi di trasporto in regime di trattamento sanitario obbligatorio o in barella ecc.).

 

Il Nursind ha scoperto pure che non sono attivi gli allacci dell’energia Elettrica e del Gas: «gli impianti elevatori ed altri impianti che richiedono l’assorbimento di forza motrice non sono in funzione, né può essere attivato l’impianto di riscaldamento necessario a stemperare gli ambienti particolarmente freddi in quanto appena ristrutturati».

Il sindacato ha informalmente appreso che è in funzione il solo impianto di illuminazione, sembrerebbe per “generosa” concessione dell’allaccio alla rete di cantiere (ammesso che sia possibile e legittimo fornire energia destinata all’alimentazione dei cantieri).

Si è avuto inoltre modo di apprendere che diversi locali (ambulatori, studi medici, ecc…) non

risponderebbero alle dimensioni stabilite dagli standard regionali in riferimento agli ambienti di

lavoro destinati alla sanità pubblica e ad uffici pubblici.

E poi ancora si è appurato che per poter accedere al Centro Diurno Psichiatrico i pazienti debbano percorrere l’intero Centro di Salute Mentale «con conseguente presumibile violazione del diritto alla riservatezza dei pazienti».

Inoltre le prestazioni in favore di alcuni pazienti sarebbero state rinviate a causa di mancato funzionamento dell’ascensore.

 

 

I CERTIFICATI

Sempre il Nursind ha scoperto che il certificato di idoneità statica e fisica è riferita alla porzione di fabbricato costituita da un piano semi-interrato, destinato a deposito, e da tre piani in elevazione dichiarati da sempre destinati ad uffici ed in precedenza locati alla ASL Avezzano Sulmona e a diverse Confederazioni sindacali.


Dunque il certificato di idoneità statica e fisica non risulterebbe rilasciato in riferimento alla specifica struttura sanitaria lì posizionata e che, come tale, è presumibilmente assoggettata a verifiche specifiche e speciali certificazioni di idoneità antisismica.

«In base a quanto appurato dall’esame della documentazione acquisita, sembrano emergere gravissime irregolarità che, probabilmente, sono state causa del mancato rilascio degli atti autorizzativi e di accreditamento di cui ogni struttura sanitaria pubblica o privata deve essere dotata prima di esercitarvi le funzioni istituzionali», denuncia Antonio Santilli, segretario provinciale Nursind L’Aquila.

Il sindacato ha segnalato il caso anche ai Nas affinchè si verifichino le reali condizioni della struttura e dei lavoratori che operano.