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Parco depurativo Pescara, «i soldi non ci sono. I lavori non si faranno»

La denuncia di Antonelli che ha letto la lettera di Di Biase (Ersi)

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Aca, appalto da 8,5 mln per ampliare il depuratore di Pescara

PESCARA. Il Parco depurativo non si farà mai perché non ci sono i fondi: a rivelarlo è stata una lettera riservata del presidente dell’Ersi Tommaso Di Biase, inviata lo scorso 19 settembre, a pochi eletti, come il sindaco, il Governatore, l’Aca e l’Arap.

 

Di Biase afferma che le opere necessarie costerebbero complessivamente 32milioni di euro, ma di fatto ci sono solo 12milioni e mezzo di euro per il potenziamento del depuratore, di cui 8milioni e mezzo fondi dello Sblocca-Italia, dunque fondi di Governo.

La lettera, racconta il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli, è saltata fuori durante una seduta di Commissione, ed è saltato fuori il caso.

Di Biase, ha indirizzato la lettera, molto riservata, al Presidente D’Alfonso, al Dipartimento Opere pubbliche della Regione-Primavera, e, per conoscenza, all’Aca, all’Arap e al sindaco di Pescara affermando che il progetto del Parco depurativo era pronto e che era già stato presentato al sindaco il 14 settembre scorso.

E poi il Direttore Di Biase è arrivato ai conti, affermando che il progetto prevede un investimento complessivo di 32milioni di euro, ma ce ne sono solo 12milioni e mezzo, già finanziati e destinati al potenziamento del depuratore di Pescara, i lavori del primo lotto, per 8 milioni e mezzo di euro stanno per iniziare e risalgono a un finanziamento governativo dello Sblocca-Italia, quindi né Comune né Regione hanno tirato fuori un euro.

Il secondo lotto, da 4milioni di euro, è in corso d’appalto. Inesistenti i fondi per le altre opere del Parco Depurativo per 20milioni di euro: secondo l’Ersi, il 65-70 per cento, ossia 13milioni di euro, non ci sono, ma si otterranno con i ribassi d’asta del Masterplan.

«E’ chiaro che è una colossale presa in giro per tutti i cittadini», commenta Antonelli, «perché quei soldi non esistono, sono ipotetici, legati a eventuali ribassi d’asta delle opere del Masterplan che non sono mai partite. Questo significa che, semmai il Masterplan partirà, le eventuali rimanenze saranno accessibili solo fra almeno 5 anni, e comunque sono fondi finalizzati, ovvero potranno essere utilizzati solo per opere dello stesso segmento infrastrutturale. A questo punto Pescara non avrà alcuna delle opere previste nel progetto del Parco depurativo».



I LAVORI IMPORTANTISSIMI A RISCHIO

Il progetto prevede le due 2 vasche al sollevamento B0 della Madonnina, fondamentali per contenere gli sfiori in occasione della pioggia; non si faranno le vasche di laminazione dentro il depuratore, all’impianto di sollevamento di Fosso Vallelunga, allo stadio. E soprattutto non si farà la separazione della rete delle acque bianche e nere, che pure il Consiglio comunale aveva ritenuto strategici.

«Tale opera», fa notare Antonelli, «nel progetto dell’Ersi non è neanche contemplata tra le priorità e addirittura è stata derubricata come ‘interventi a medio e lungo termine’, tanto che non c’è neanche la relativa previsione economica di massima. E fra l’altro sono anche scomparsi i 30milioni di euro inseriti nella Delibera di Giunta regionale del 2016 per l’utilizzo dei Fondi FSC per gli impianti depurativi di Pescara, Spoltore e San Giovanni Teatino, visto che l’Ersi non ne fa neanche menzione né riferimento, né tantomeno sono partiti i lavori. Dunque concretamente gli unici interventi realizzati per la salvaguardia del fiume e del mare di Pescara sono le opere del centro-destra, ossia il DK15, il Piano antiallagamenti, e, appunto, il potenziamento del depuratore per 8milioni e mezzo, quest’ultimo con fondi nazionali».



L’AFFIDAMENTO CI SARA’

Intanto, però, il direttore dell’Ersi Di Biase comunque ha annunciato che intende affidare la progettazione delle stesse opere, anticipandone le spese.

«E allora – ha commentato il Capogruppo Antonelli – diventa difficile non pensare che la delibera portata con tanta urgenza in Consiglio comunale a febbraio, e approvata a marzo, dal sindaco Alessandrini non avesse l’unico obiettivo di creare un pretesto per giustificare l’assegnazione di un po’ di incarichi, tipico modus operandi di stampo dalfonsiano. Ovviamente non faremo cadere qui la questione: abbiamo già chiesto l’audizione in Commissione dei protagonisti della vicenda, e nel frattempo chiediamo una seduta aperta del Consiglio comunale con la presenza del Presidente D’Alfonso che dovrà personalmente venire a relazionare sul ‘caso’ assumendosene le responsabilità».

«L’intera vicenda è vergognosa – ha commentato il consigliere Rapposelli -, oggi viene offesa l’istituzione stessa del Consiglio comunale, preso in giro in maniera imbarazzante dalla Regione e dall’Ersi. Si parla per mesi dei problemi dell’inquinamento del mare, del fiume, si è rimasti in aula per giorni, accusato, il centro-destra, di voler bloccare una delibera necessaria per far partire opere strategiche e fondamentali, e oggi scopriamo che è stata tutta una farsa ai danni dei pescaresi».


Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, spiega invece che «il parco depurativo del comprensorio Pescara-Spoltore-San Giovanni Teatino - la cui progettazione è in capo all’Ersi - ha la necessaria copertura finanziaria così come prveisto dalla delibera n. 539. Si tratta di una provvista di ben 30 milioni di euro, capace di coprire l’intervento di cui alla nota Ersi e andando anche oltre, considerato che l’Ersi ritiene sufficienti 19 milioni. Una condizione ben nota ai consiglieri di centrodestra, di cui hanno potuto prendere contezza nel corso del consiglio comunale di Pescara del marzo scorso disquisendo sulla tematica».

Ieri intanto si è tenuta una riunione con tutti i soggetti interessati - promossa dal presidente Luciano D’Alfonso - nel corso della quale si è formalizzato il cronoprogramma delle attività, che prevede per il prossimo mese di dicembre la consegna della progettazione da appaltare.