VECCHIE E NUOVE BEGHE

Interporto Manoppello, D'Alfonso fa il “denuncista” e firma tre esposti

Documento inviato a Procura, Corte dei Conti e Anac

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2339

Interporto Manoppello, D'Alfonso fa il “denuncista” e firma tre esposti

ABRUZZO. Lo aveva detto e lo ha fatto: il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha presentato un esposto alla Procura, alla Corte dei Conti e all’Anac sulla vicenda dei mancati canoni di locazione versati all’ente regionale per l’Interporto Val Pescara di Manoppello.

Esattamente un anno fa il presidente scoprì e denunciò pubblicamente «il mostro giuridico» che si celava dietro tutta la vicenda e quattro mesi dopo, come scrive oggi Maurizio Cirillo in un articolo del Messaggero, ha firmato l’esposto.

Insomma la Regione (proprietaria dell'area su cui sorge l'interporto) non avrebbe mai incassato il 24% per cento degli introiti relativi agli affitti dei locali interportuali, così come stabilito da una convenzione firmata nel gennaio 2008 all'epoca della giunta Del Turco.

D’Alfonso nella sua denuncia ha anche chiesto di verificare come mai negli anni passati non sia stato aperto un capitolo di bilancio mirato alla riscossione di quanto previsto dall'accordo e perchè - una volta colmata tale lacuna - non sia mai stato pagato il canone per l’utilizzo della struttura (e gli arretrati) da parte della società concessionaria.

Dai documenti della Regione, pubblicati sui social network l’anno scorso da D’Alfonso, emergono tutte le cifre comunicate dal concessionario Intermodale (come previsto dalla convenzione) ma mai introitati dall’ente regionale. Si parla per il periodo 2009-2014 di una cifra pari a 515 mila euro.

E sempre nella documentazione resa pubblica dal presidente emergono le lettere ufficiali nelle quali la società comunicava il dovuto annunciando di restare  in attesa «del relativo documento fiscale di addebito».

Ci sono i 44.540 euro del 2009, i 53.812 del 2010, i 63.323 del 2011, altri 61.636 euro del 2012, i 119.570 del 2013 e i 172.900 euro del 2014. Totale, appunto, i 515 mila euro «mai introitati».   

La storia dell'Interporto è partita nel 1995 quando la Giunta regionale d’Abruzzo affidò alla società Interporto Val Pescara spa (Di Vincenzo) la concessione di progettazione e realizzazione dell’ Interporto di Manoppello Scalo.

L'opera venne finanziata con i fondi Pop ed è costata oltre 160mln di euro di cui solo il 20% a carico dei privati.

Stando all’accordo il gestore avrebbe avuto diritto di superficie per 99 anni delle aree cedibili (estensione di circa 124.000 mq) e si era impegnato a corrispondere alla Regione Abruzzo un “canone di concessione” del 24%.

«Detta percentuale», si legge nell’accordo, «si applica ai canoni di locazione, affitto, relativi a tutti gli insediamenti DoCUP e POP, intesi quali proventi locativi effettivamente incassati al netto degli oneri accessori e condominiali addebitati al locatario-conduttore».

Subito dopo la convenzione del 2008 Di Vincenzo e Toto costituirono la società Intermodale srl che assunse il ruolo di realizzatrice del progetto e di concessionaria per la gestione subentrando, come per legge, all’Ati  promotrice.