OPPOSIZIONE

Estrazione gas al lago di Bomba: «Regione dica no»

E’ imminente la decisione del Comitato Via: «serve segnale politico»

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Estrazione gas al lago di Bomba: «Regione dica no»

 

 

 

 

 

BOMBA. Il Comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio” e le associazioni Legambiente e WWF chiedono alla giunta regionale di farsi promotrice e prima firmataria di due documenti: una diffida al Ministero dell’Ambiente perché non esprima parere favorevole al progetto, già bocciato dal Consiglio di Stato, e una richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico perché ritiri il permesso di ricerca e dichiari per sempre che il giacimento di gas naturale di Bomba non è sfruttabile

 

Il Comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio” di Bomba e le associazioni Legambiente e WWF hanno inviato al Ministero dell’Ambiente dettagliate e scrupolose Osservazioni in opposizione allo Studio d’Impatto Ambientale presentato dalla CMI Energia S.p.A. in relazione all’istanza di richiesta di Coltivazione del giacimento di gas naturale denominato “Colle Santo” nel territorio dei Comuni di Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa e Colledimezzo che prevede, inoltre, la realizzazione di un gasdotto e la realizzazione di una raffineria a Paglieta, in provincia di Chieti.

La stessa cosa ha fatto la Regione Abruzzo.

Tutte le istituzioni, le associazioni ambientaliste, i comitati ed i cittadini interessati hanno ribadito «l’assurdità di ripresentare, senza nessuna novità sostanziale, un progetto già bocciato due volte dal Comitato VIA della Regione Abruzzo e definitivamente respinto dal Consiglio di Stato».

Il progetto giace al Ministero dell’Ambiente da più di un anno e la decisione potrebbe essere imminente. «Siamo costretti», dicono gli ambientalisti, «ad utilizzare il condizionale perché alla richiesta di poter partecipare ai lavori e di conoscere i tempi della decisione il Ministero ci ha risposto di aspettare. Nella contrapposizione a questa e alla precedente istanza della Forest c’è stato un impegno forte e costante dei cittadini del territorio e di tutte le istituzioni, Regione compresa. A questo punto, nell’imminenza della decisione e vista la totale chiusura del comitato Via del Ministero, riteniamo che non ci si possa limitare ai soli atti formali, e chiediamo alle istituzioni locali tutte di compiere degli atti politici forti che abbiano un adeguato risalto mediatico nazionale per far valere il parere dell’Abruzzo al Ministero dell’Ambiente».