LA PROTESTA

Carcere Pescara, «situazione al collasso: troppi detenuti psicotici e turni di lavoro massacranti»

La protesta dei sindacati: «risolvere subito criticità»

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Carcere Pescara, «situazione al collasso: troppi detenuti psicotici e turni di lavoro massacranti»

 

 

PESCARA. Venticinque detenuti con disturbi mentali che, a causa della mancanza di posti, convivono con i detenuti comuni nel carcere di Pescara e la situazione è al collasso.

 

La denuncia arriva dai dirigenti sindacali aziendali Mario Di Fermo (Fp Cgil), Felicetto Vignoli (Uil Pa) e Nevio Tiberio (Sappe) che denunciano anche il numero crescente di aggressioni subite quest'anno dal personale di polizia l'ultimo dei quali, qualche  mese fa, ha provocato lo spappolamento della mandibola di un sovrintendente.

E da allora nulla è cambiato.

«La presenza di un centro psichiatrico nato dalle ceneri degli ex OPG e  un numero notevole di soggetti psicotici sta rendendo un inferno il vissuto dei pochi poliziotti penitenziari di stanza nel carcere dannunziano», raccontano ancora i rappresentanti sindacali.

Tutto questo si inserisce in un contesto già di per sé difficoltoso, vista anche la carenza di organico che costringe il personale a straordinari continui («fino a 12 ore consecutive»).

I tre dirigenti sindacali raccontano come il personale si trovi a gestire dunque una situazione esplosiva, dicono basta alla trasfigurazione in OPG della casa circondariale pescarese e anche  al continuo utilizzo di baschi blu in sedi extramoenia (tutela a politici e distacchi in sedi non penitenziarie). Dicono basta all'utilizzo allo stremo del personale di polizia penitenziaria costretto a turni di lavoro anche superiore alle 12 ore e alla trasformazione «in discarica sociale di quello che fino a poco tempo fa rappresentava uno dei fiori all'occhiello dell'amministrazione penitenziaria».

 

«Chiediamo l'allontanamento immediato dei soggetti psicotici», chiedono i rappresentanti sindacali,  il rientro dei poliziotti distaccati extramoenia e il ripristino di turni di lavoro più umani e rispettosi del contratto di categoria. Qualora non si avranno positivi riscontri in ordine alle richieste avanzate si programmeranno incisive manifestazioni di protesta».