SANITA'

Ospedale L’Aquila, anche il pronto soccorso in affanno per mancanza di personale

L’allarme della Cisl

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Nuovo pronto soccorso per l’Ospedale di Teramo

L’AQUILA. «E' piena emergenza al pronto soccorso del San Salvatore dell'Aquila. Manca il personale e i servizi sono a rischio, con i pazienti costretti a lunghe attese».

Il coordinatore della Cisl sanità della provincia dell'Aquila, Gianfranco Giorgi, punta i fari sulla «difficilissima situazione in cui versa il pronto soccorso aquilano» e chiede un incontro immediato con il direttore della Asl Avezzano- Sulmona- L'Aquila, Rinaldo Tordera.

Da settimane si parla ormai dei numerosi problemi derivanti dal taglio di oltre 5mln di euro sul personale della Asl che sta generando effetti collaterali sulla qualità dell’assistenza e non solo.

Da settimane si susseguono incontri con le sigle sindacali ma non si registrano cambi di rotta peraltro molto difficili da operare poichè i disagi di oggi sono frutto delle direttive politiche calate nel piano di riordino della sanità che alla base ha la riduzione dei costi ma non degli sprechi.


Giorgi fornisce tutti i numeri da cui si evince chiaramente, dice, «la carenza di medici, infermieri e operatori socio sanitari. La pianta organica del pronto soccorso e dell'Osservazione breve (Obi), prevede la presenza di 17 dirigenti medici coordinati da un direttore. Attualmente, sono in servizio solo 13 medici, di cui un'unità reperita tramite avviso pubblico, due che usufruiscono della legge 104 e un medico esonerato dai turni di notte. Non meno grave il quadro che riguarda gli infermieri», incalza Giorgi, «con 30 unità e una caposala, secondo quanto indicato in pianta organica. Ma al pronto soccorso del San Salvatore sono in servizio soltanto 23 infermieri, di cui uno part-time, 7 con avviso pubblico a scadenza, 2 precari reperiti tramite agenzia interinale, due che usufruiscono della legge 104, un'unità con permessi sindacali, un lavoratore assente al momento per aspettativa, mai sostituito. Mancano, a conti fatti, sei infermieri. Gli operatori socio sanitari, sono, invece, dieci. Il tutto a fronte di circa 40mila accessi l'anno».

Il sindacalista sottolinea poi come tale carenza di personale ha riflessi negativi sull'assistenza, creando un costante intasamento del pronto soccorso, dove i pazienti sono costretti a lunghissime ore di attesa. A questo si aggiunge il super-lavoro del personale medico e di comparto, sottoposto a turni stressanti.

Giorgi evidenzia anche che «tale situazione, peraltro analoga in altri pronto soccorsi della Asl aquilana, mette a rischio anche l'operatività dell'Obi, il reparto di osservazione breve dove vengono tenuti sotto controllo medico per qualche giorno i pazienti prima di un eventuale ricovero o dimissione. L'Obi, in passato, proprio per tale motiva ha subìto, a fasi alterne, una sospensione dell'attività. Una situazione non più accettabile, sia per l'utenza che per il personale. Ricordiamo al manager Tordera, e al direttore sanitario d'azienda, la dottoressa Maria Teresa Colizza, ai quali il problema è già stato più volte rappresentato, che il pronto soccorso è il biglietto da visita di ogni ospedale. Ad oggi, nonostante le sollecitazioni, come per altre problematiche inerenti il San Salvatore, non è accaduto nulla: i nostri appelli e le richieste di confronto sono scivolate nel vuoto. Chiediamo un incontro immediato con la direzione della Asl anche alla luce della disparità di trattamento tra diversi presidi medici, considerando che al pronto soccorso dell'Aquila sono in servizio per turno tre infermieri e uno all'Obi; ad Avezzano sono quattro per turno più un operatore del 118 e un infermiere dell'Obi. Se tale stato di emergenza dovesse perdurare siamo pronti a scendere in piazza, insieme al personale del pronto soccorso, per una pesante mobilitazione a tutela dei servizi e degli utenti».