RACCORDO IMPOSSIBILE

Acqua Pescara. Aca: «è la Asl che contamina e falsa le analisi»

Burrascosa riunione in commissione tra scontri, polemiche e accuse

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Acqua Pescara. Aca: «è la Asl che contamina e falsa le analisi»



PESCARA. Che cosa è successo? Perchè l’acqua a giorni alterni non è potabile alle fontane ed in alcune scuole?

L’unica risposta chiara che è emersa dalla riunione in commissione tenutasi venerdì pomeriggio in Comune è che la colpa è… della Asl di Pescara.   

Secondo il direttore tecnico dell’Aca, infatti, la Asl eseguirebbe analisi con metodologie non sicure utilizzando un «raccordo non sterile che può generare alterazioni delle analisi».

Il concetto, nella riunione durata oltre un‘ora, è stato ribadito più e più volte, innescando scintille che non sono state spente dall’assessore comunale Simona Di Carlo che dal canto suo è apparsa molto alterata ed ha minacciato di far svolgere le analisi da un ente super partes in grado di fugare dubbi e sospetti.

Insomma non esattamente quello che ci si attendeva da una “riunione tecnica” dove di tecnico c’è stato ben poco e dove si è parlato di molte cose tranne della causa del problema reale.

Potrebbe anche essere vero che la Asl usa componenti sporchi (l’accusa appare molto grave e tutta da verificare) ma non è certo con questo che si spiega la torbidità dell’acqua o un fenomeno tanto diffuso, anche perchè la stessa Asl (presumibilmente con le medesime metodologie) ha svolto da sempre analisi non ravvisando mai superamenti, peraltro abbastanza contenuti.

Il mistero continua, in compenso ci si potrà divertire con le nuove polemiche messe sul tavolo dall’Aca che riserva sempre grosse sorprese e spinge a nuove riflessioni.

  Presenti, oltre al presidente Fabrizio Perfetto e all'assessore all'Ambiente Simona Di Carlo, per l'Aca il presidente Luca Toro, il direttore tecnico Lorenzo Livello e il responsabile tecnico Lucia Bergia, per la Asl i responsabili del relativo servizio Giorgio Robuffo e Concetta Chiola.



BECCUCCI E RACCORDI: CHE LIVELLO!

Il direttore tecnico dell'azienda comprensoriale, Lorenzo Livello,  ha affermato che «i livelli di carica sono dovuti all'utilizzo, da parte della Asl, di un 'beccuccio', strumento non conforme».

«In fase di prelievo devi garantire la salubrità, devi metterti i guanti, devi smontare se non hai il rubinetto», ha aggiunto Livello, «nel caso specifico delle scuole sono stati smontati contatori… se ci metti un corpo estraneo non sterilizzato e non igienizzato entrano cariche batteriche a meno che non faccio opera di sterilizzazione sul posto. Questo è: il raccordo di ferro non sterilizzato. Secondo il mio modesto parere una cosa del genere non garantisce che non ci sia un trascinamento di coliformi che inficiano le analisi. Si utilizzano strumenti non idonei perchè il raccordo non è a norma».

Livello, che di solito non fa autocritica, poteva riuscirci questa volta quando ha specificato che per «la torbidità il discorso è diverso»; 10 secondi per archiviare il discorso parlando di un «accumulo di materiale rimasto in sospensione nei tubi e poi spurgato».



CONDOTTE CIECHE E SPURGHI

Di cosa (non) parla Livello?

Secondo diverse fonti (tecniche e bene accreditate in fatto di competenza) una parte del problema poteva derivare dal mancato spurgo dei tratti di condotta "ciechi " dove potrebbero accumularsi detriti di ogni genere e arrivare a contaminare il resto della rete limitrofa.

E’ un fatto facilmente verificabile: nell’era in cui l'acquedotto era comunale era prassi fare lo spurgo a questi tratti di condotte proprio per evitare dannosi ristagni.

Allora la domanda è: quanto spende l’Aca per questo tipo di spurghi e manutenzione? Con che frequenza viene fatta la pulizia? Può darsi che viste le tante difficoltà economiche e societarie si sia trascurato questo aspetto?

C’è addirittura poi chi ha paura che questi spurghi possano essere fatti anche con sostanze chimiche e disinfettanti...

   

LA ASL: «NESSUN PERICOLO»   

«Sulle fontane e nelle scuole sono stati riscontrati valori minimi di coliformi. Si tratta di cariche davvero lievi: è una questione legale e burocratica, legata alla legge di riferimento, ma i livelli riscontrati non rappresentano un problema per la salute». La Asl di Pescara tende a tranquillizzare amministratori e, soprattutto, cittadini, sottolineando «non c'è nessuna emergenza».



IL COMUNE REVOCA DIVIETI

Il sindaco Alessandrini intanto ha firmato giovedì sera le ordinanze di revoca del divieto di utilizzo dell'acqua a usi potabili emesso nei giorni scorsi per le scuole di Piazza Grue e Bosco.

«Gli enti preposti», ha aggiunto l’assessore Di Carlo, «piuttosto che rimbalzarsi reciproche contestazioni sulla procedibilità dei campionamenti, come emerso durante la Commissione di oggi, devono trovare una sinergia di lavoro più compiuta e a vantaggio dei cittadini che aspettano informazioni chiare e sicure sulla potabilità dell’acqua che beviamo. La Asl continuerà il monitoraggio sulle scuole, operazione su cui abbiamo preteso tempi concisi, anche se le ordinanze di revoca emesse oggi comprovano questa variabilità dei dati e il ritorno al normale utilizzo dell’acqua nelle scuole e delle utenze finite sotto la lente»


 

ANTONELLI: «ASSENZA TOTALE DI AUTOREVOLEZZA»  

«E’ andato in onda un derby tra Aca e Asl», ha commentato il consigliere comunale Marcello Antonelli (Fi), «in un rimpallo di dati, responsabilità e analisi che non ha avuto nulla di edificante nè costruttivo. Di fatto, dopo un’ora e mezza di riunione, non sappiamo se l’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case, delle scuole o delle fontane sia potabile o meno e non sappiamo cosa, eventualmente, stia determinando una torbidità che sino a settembre non c’era.  Il vero problema emerso oggi è l’assenza di autorevolezza da parte del sindaco Alessandrini, assente alla riunione, e dell’amministrazione comunale, che si è ritrovata rimbalzata tra due fuochi senza alcuna voce in capitolo».


FORUM H2O: «RIUNIONE IMBARAZZANTE»  

«Riunione imbarazzante, con un ping pong davvero inaccettabile tra Aca e Asl. Le idee dell'Aca ci sono sembrate piuttosto confuse, forse meglio la Asl da questo punto di vista», ha detto Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, riferendosi alla vicenda dei «beccucci» e del «raccordo».

«La questione generale - dice l'attivista - è che c'è un fenomeno in atto; rispetto all'anno scorso c'è stata un'esplosione di non conformità molto concentrate e questo è un dato oggettivo ed ufficiale. Non ci si può limitare a fare i controlli solo nelle scuole, perché quell'acqua, va anche nelle case, negli uffici e nei negozi. Quindi a campione si dovrebbe fare un numero consistente di prelievi per monitorare il fenomeno e valutare provvedimenti generali, anche blandi o di precauzione. La questione, però, non può essere derubricata ad una boutade. Quanto sta accadendo ci serva di insegnamento per il futuro perché se non si fanno gli investimenti in questo settore, ma si fanno su altri probabilmente negli anni a venire vedremo anche di peggio», conclude De Sanctis.