IL VIA LIBERA

Soldi alla Saga e norma intrusa, il Governo non impugna la legge regionale

La Cgil aveva chiesto intervento

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Paolo Gentiloni

ABRUZZO. Va tutto bene: il governo Gentiloni non ha rilevato illegittimità o incongruenze nella legge 38 che consegna altri 5 milioni di euro per la gestione della Saga e che al tempo stesso consente il distacco in Regione (presso Consiglio regionale e la Giunta) di dipendenti dei Consorzi di bonifica.

Ma perchè l’urgenza di inserire una norma a favore dei dipendenti dei Consorzi  in un provvedimento che non c’entra nulla? Nessuno lo ha chiarito.  

La Cgil funzione pubblica aveva scritto al governo contestando la legittimità della norma e chiedendo un intervento.

Secondo la tesi del sindacato la disposizione produrrebbe, di fatto, un’equiparazione fra le amministrazioni pubbliche ed i Consorzi di Bonifica che hanno natura giuridica di Enti Pubblici Economici e, quindi, tra il personale delle Amministrazioni pubbliche regolato dal diritto pubblico, sia pure privatizzato, e il personale dei Consorzi di Bonifica regolato da norme mutuate dal Diritto comune.


Ma per il governo tutto va bene: l’intervento no è arrivato e non arriverà. La legge non sarà impugnata.
La norma intrusa riguarda solo i dipendenti dei consorzi e questo può apparire discriminatorio nei confronti di altri enti omologhi (perchè non dal Cotir, Abruzzo Engineering, dal Crab ecc?)L’emendamento 4 bis (Di Nicola-Di Pangrazio e altri) che costituisce l’articolo 6 intitolato «norme sui comandi distacchi e trasferimenti dei dipendenti dei consorzi di bonifica» specifica tutta una serie di circostanze «per razionalizzare gli organici e per motivate esigenze» in cui i dipendenti dei consorzi di bonifica possono essere spostati ad altre amministrazioni pubbliche senza ulteriori aggravi di spese e per un periodo temporaneo, magari lungo ma temporaneo.

Poi c’è il comma 2 che norma il caso invece in cui un dipendente di uno dei consorzi di bonifica sia distaccato presso le strutture della giunta regionale o magari del Consiglio e degli enti strumentali della regione.   

Le voci hanno cominciato a girare vorticosamente e in molti hanno puntato tutto sull’ex sindaco di Canistro, Antonio Di Paolo, figlio d’arte dell’ex assessore regionale e di nuovo sindaco dello stesso paese, Angelo Di Paolo, storico esponente della Dc e da una vita in politica.

Il diretto interessato è caduto dalle nuvole per poi spiegare che avrebbe fatto richiesta e di essere grato a PrimaDaNoi.it se la profezia di un suo passaggio in Regione si avvererà.

Fatto sta che per ora i rilievi della Cgil sono stati neutralizzati e il Governo, solitamente durissimo con la Regione, ha detto che è tutto regolare. Già nei mesi scorsi il governo Renzi non aveva impugnato la legge con cui la Regione finanziava per l'ennesima volta i conti Saga.

Sempre secondo il sindacato l’ aspetto forse più rilevante è  quello delle modalità di assunzione; nei Consorzi di Bonifica si entra spesso a chiamata diretta e senza concorso mentre la Corte Costituzionale ha affermato ripetutamente che «la regola costituzionale della necessità del pubblico concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni va rispettata anche da parte di disposizioni che regolano il passaggio da soggetti privati ad enti pubblici (sentenza n. 248 del 2016, nello stesso senso sentenze nn. 113 del 2017, 7 del 2015, 134 del 2014, 227 e 167 del 2013)».

Insomma quel dipendente chiamato direttamente dal Consorzio -per (eventuali) grandi meriti professionali ma non avendo superato un concorso- si ritroverebbe a svolgere mansioni e ruoli all’interno di un ente pubblico al quale si accede solo dopo aver superato concorsi pubblici. E magari dopo qualche mese venire pure stabilizzato senza contare gli sbarramenti imposti alle nuove assunzioni ed i vincoli di bilancio.

Intanto il legislatore regionale non ha nemmeno chiarito e motivato questa impellente necessità di catapultare lavoratori dai Consorzi fino in Regione. Almeno quello forse meritava una risposta.