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Parcheggi a pagamento Chieti, denunce e controdenunce e il caso non si risolve

Di Primio denuncia Marcotullio che a sua volta denuncia ancora

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Parcheggi a pagamento Chieti, denunce e controdenunce e il caso non si risolve

Alfiero Marcotullio

CHIETI. Denunce e controdenunce sul caso dei parcheggi a pagamento di Chieti. La società che gestiva le aree di sosta, la Blu Parking, chiede al Comune un risarcimento di 8 milioni di euro e l’amministrazione ribatte chiedendone 20.

Nei giorni scorsi è saltato il Consiglio comunale durante il quale l’assise civica avrebbe dovuto consegnare alla Chieti Solidale la gestione delle strisce blu.

E la vigilia di quell’incontro era stata turbata dall’email della società presieduta da Alfiero Marcotullio al quale la giunta ha revocato l’incarico per inadempienza.

La Blu Parking, in sostanza, aveva inviato a tutti i consiglieri comunali una email con la quale avvertiva che sarebbero stati tutti responsabili per un eventuale affidamento dei parcheggi ad un’altra ditta.

Un avvertimento che non è affatto piaciuto al sindaco Umberto Di Primio che ha denunciato Marcotullio per la presunta violazione dell’articolo 338 del codice penale, che punisce con la reclusione da uno a sette anni «chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività».

Il sindaco poi insiste sulle inadempienze della società che si era impegnata alla realizzazione del project financing per l’ampliamento del parcheggio di via Gran Sasso firmato nell’ormai lontano 2010. Ma l’operazione non è mai realmente andata in porto.

Marcotullio a sua volta ha presentato una contro denuncia e spiega: «una semplice mail non può essere considerata come una minaccia o come una intimidazione. È stata solo una comunicazione, perché ho ritenuto che i consiglieri comunali non fossero pienamente a conoscenza di tutto».

Intanto secondo il Movimento 5 Stelle bisogna capire se è opportuno procedere ad internalizzare la gestione delle strisce blu: «per noi assolutamente sì».

Il consigliere comunale Ottavio Argenio assicura che il Movimento non si è sentito «minimamente intimorito dal contenuto della nota inviata dall’amministratore della società» e «restiamo convinti che se questa è realmente inadempiente nei confronti del Comune per gli obblighi che aveva assunto, deve essere immediatamente rimossa dalla gestione dei parcheggi a pagamento».

Prescindendo dal rapporto controverso tra Comune e Blu Parking, secondo i pentastellati l’attuale gestione è obsoleta.

«Le colonnine, ad esempio, non consentono il pagamento elettronico da parte degli utenti e rendono impossibile per il Comune conoscere l’entità delle somme versate, causando enormi problemi di riscossione dell’aggio. Chieti sembra essere l’unico Comune d’Italia che non guadagna nulla dalla gestione dei parcheggi a pagamento». Per Argenio «la decisione è legittima, ma deve essere adottata consentendo al consiglio di comprendere la complessità di una vicenda ancora ambigua e lunga più di 10 anni». E aggiunge: «Leggo le dichiarazioni di Di Primio e resto perplesso e indignato. È sindaco di Chieti da 7 anni e si ricorda solo oggi e solo per rispondere all’amministratore di Blu Parking che il Comune di Chieti sarebbe creditore di questa società per 20 milioni di euro».